L’articolo analizza le suggestioni orientaliste nella ceramica italiana tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, con particolare attenzione alla produzione della Lenci e dei suoi epigoni. Attraverso una ricostruzione storico-artistica, il contributo evidenzia come l’immaginario esotico ed erotico derivato dall’Orientalismo europeo abbia influenzato profondamente la produzione di figurini ceramici destinati alla borghesia italiana. Fanciulle orientali, odalische e danzatrici diventano protagoniste di un repertorio decorativo che fonde l'Art Déco, il gusto esotico e la serialità artigianale. L’articolo approfondisce inoltre il ruolo delle manifatture post-Lenci — tra cui Ars Pulchra, C.I.A. Manna, Le Bertetti, Ronzan e Liani — nella diffusione di una ceramica artistica seriale capace di coniugare qualità estetica e diffusione commerciale. Le ceramiche orientaliste vengono così interpretate come espressione di un immaginario sospeso tra modernità, evasione fantastica e nostalgia esotica, nonché come una delle ultime forme di resistenza estetica della ceramica artigianale di fronte alla crescente industrializzazione del secondo dopoguerra.
Il fascino d’Oriente. Suggestioni esotiche / erotiche nella ceramica italiana post-Lenci (1930–1960) / Scalzo, M.. - In: AND. - ISSN 1723-9990. - STAMPA. - 48:(2025), pp. 94-103.
Il fascino d’Oriente. Suggestioni esotiche / erotiche nella ceramica italiana post-Lenci (1930–1960)
Scalzo, M.
2025
Abstract
L’articolo analizza le suggestioni orientaliste nella ceramica italiana tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, con particolare attenzione alla produzione della Lenci e dei suoi epigoni. Attraverso una ricostruzione storico-artistica, il contributo evidenzia come l’immaginario esotico ed erotico derivato dall’Orientalismo europeo abbia influenzato profondamente la produzione di figurini ceramici destinati alla borghesia italiana. Fanciulle orientali, odalische e danzatrici diventano protagoniste di un repertorio decorativo che fonde l'Art Déco, il gusto esotico e la serialità artigianale. L’articolo approfondisce inoltre il ruolo delle manifatture post-Lenci — tra cui Ars Pulchra, C.I.A. Manna, Le Bertetti, Ronzan e Liani — nella diffusione di una ceramica artistica seriale capace di coniugare qualità estetica e diffusione commerciale. Le ceramiche orientaliste vengono così interpretate come espressione di un immaginario sospeso tra modernità, evasione fantastica e nostalgia esotica, nonché come una delle ultime forme di resistenza estetica della ceramica artigianale di fronte alla crescente industrializzazione del secondo dopoguerra.| File | Dimensione | Formato | |
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