Il contributo analizza il fenomeno dei deepfake di natura sanitaria o biomedica, soffermandosi sui profili di tutela civilistica dei diritti della persona e sulla responsabilità delle piattaforme digitali per i danni derivanti dalla loro diffusione. I deepfake, intesi come contenuti audiovisivi generati o manipolati mediante sistemi di intelligenza artificiale, assumono una peculiare pericolosità nel settore sanitario, ove la disinformazione, la falsificazione di dati clinici o l’uso illecito dell’immagine di medici e pazienti possono produrre effetti pregiudizievoli non solo sulla reputazione e sull’identità personale, ma anche sulla salute individuale e collettiva. L’analisi mette in luce il carattere pluri-offensivo dei deepfake sanitari, idonei a ledere simultaneamente diritti fondamentali della persona (identità, onore, riservatezza), interessi patrimoniali e beni di rilievo costituzionale quali la salute pubblica e la fiducia nelle istituzioni sanitarie. In tale contesto, le piattaforme digitali svolgono un ruolo centrale nella circolazione dei contenuti illeciti, pur operando, in linea generale, entro un regime di esenzione condi- zionata da responsabilità. Il lavoro si concentra, quindi, sulla responsabilità civile del gestore della piattaforma, prevalentemente ricondotta all’illecito extracontrattuale, con particolare attenzione alle ipotesi di omissione colposa successive alla conoscenza dell’illiceità del contenuto. Viene esaminato il meccanismo del notice-and-takedown e il concorso di responsabilità tra autore del deepfake e piattaforma, circoscritto ai danni ulteriori derivanti dalla mancata o tardiva rimozione. Sono analizzate le principali categorie di danno risarcibile, tra cui il danno alla persona e alla salute, il danno reputazionale, il danno da trattamento illecito dei dati personali e la lesione dell’iden- tità digitale. L’indagine si colloca nel quadro normativo europeo e nazionale, valorizzando il Digital Services Act e i profili emergenti della regolazione dell’intelligenza artificiale nonché, in prospettiva comparatistica, evidenziando l’esigenza di un bilanciamento tra innovazione tecnologica, responsabilità degli intermediari e tutela effettiva dei diritti fondamentali.

La responsabilità civile delle piattaforme digitali nel danno da deepfake di natura sanitaria o biomedica / Ettore Maria Lombardi. - In: RIVISTA ITALIANA DI MEDICINA LEGALE E DEL DIRITTO IN CAMPO SANITARIO. - ISSN 2499-2852. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 923-959.

La responsabilità civile delle piattaforme digitali nel danno da deepfake di natura sanitaria o biomedica

Ettore Maria Lombardi
2026

Abstract

Il contributo analizza il fenomeno dei deepfake di natura sanitaria o biomedica, soffermandosi sui profili di tutela civilistica dei diritti della persona e sulla responsabilità delle piattaforme digitali per i danni derivanti dalla loro diffusione. I deepfake, intesi come contenuti audiovisivi generati o manipolati mediante sistemi di intelligenza artificiale, assumono una peculiare pericolosità nel settore sanitario, ove la disinformazione, la falsificazione di dati clinici o l’uso illecito dell’immagine di medici e pazienti possono produrre effetti pregiudizievoli non solo sulla reputazione e sull’identità personale, ma anche sulla salute individuale e collettiva. L’analisi mette in luce il carattere pluri-offensivo dei deepfake sanitari, idonei a ledere simultaneamente diritti fondamentali della persona (identità, onore, riservatezza), interessi patrimoniali e beni di rilievo costituzionale quali la salute pubblica e la fiducia nelle istituzioni sanitarie. In tale contesto, le piattaforme digitali svolgono un ruolo centrale nella circolazione dei contenuti illeciti, pur operando, in linea generale, entro un regime di esenzione condi- zionata da responsabilità. Il lavoro si concentra, quindi, sulla responsabilità civile del gestore della piattaforma, prevalentemente ricondotta all’illecito extracontrattuale, con particolare attenzione alle ipotesi di omissione colposa successive alla conoscenza dell’illiceità del contenuto. Viene esaminato il meccanismo del notice-and-takedown e il concorso di responsabilità tra autore del deepfake e piattaforma, circoscritto ai danni ulteriori derivanti dalla mancata o tardiva rimozione. Sono analizzate le principali categorie di danno risarcibile, tra cui il danno alla persona e alla salute, il danno reputazionale, il danno da trattamento illecito dei dati personali e la lesione dell’iden- tità digitale. L’indagine si colloca nel quadro normativo europeo e nazionale, valorizzando il Digital Services Act e i profili emergenti della regolazione dell’intelligenza artificiale nonché, in prospettiva comparatistica, evidenziando l’esigenza di un bilanciamento tra innovazione tecnologica, responsabilità degli intermediari e tutela effettiva dei diritti fondamentali.
2026
923
959
Ettore Maria Lombardi
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