L’articolo ricostruisce il ruolo di Guido Alpa come uno dei primi giuristi italiani capaci di cogliere la portata sistemica della transizione digitale e delle istanze di sostenibilità sul diritto dell’impresa. Con riflessioni largamente anticipatorie rispetto a temi oggi centrali nel dibattito europeo, che coniugano rigore teorico e attenzione al dato esperienziale, il Maestro individua le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulle categorie giuridiche tradizionali, sottolineando la necessità di adattamenti interpretativi e mettendo in guardia contro i rischi di una possibile “algocrazia”, in cui il potere decisionale si sposta verso sistemi opachi e potenzialmente discriminatori. Parallelamente, egli esplora l’impatto dell’IA sulla governance societaria, con considerazioni, anche in questo caso anticipatorie, rispetto alle più recenti elaborazioni della CorpTech, ponendo in rilievo come le tecnologie digitali possano trasformare i processi decisionali, i flussi informativi e il ruolo degli amministratori, senza tuttavia sostituire la responsabilità umana nelle scelte strategiche. Non meno rilevante è l’immediata percezione del nesso che lega la transizione digitale alle sfide ambientali e sociali, con un contributo decisivo alla definizione del principio di sostenibilità come clausola generale che orienta l’azione degli amministratori e richiede un bilanciamento tra interessi degli azionisti, tutela degli stakeholder e obiettivi ESG. Questa prospettiva confluisce nella più ampia area tematica della Corporate Digital Responsibility, che integra responsabilità tecnologica e sostenibilità, anticipando molte delle questioni oggi affrontate dall’AI Act e dalle direttive europee in tema di sostenibilità. In conclusione viene richiamato uno dei lasciti più significativi del pensiero di Alpa: la difesa del “diritto di essere sé stessi”, inteso come presidio contro le nuove forme di discriminazione algoritmica e come fondamento di un approccio al diritto che, pur confrontandosi con l’innovazione, mantiene al centro la dignità e l’identità della persona. The article examines Guido Alpa’s pioneering contribution to the legal understanding of how digital transformation and sustainability reshape corporate governance and the broader system of private law. Through an analysis of his writings, public interventions, and institutional experience, the study highlights Alpa’s distinctive ability to anticipate the systemic implications of artificial intelligence and environmental challenges for legal categories and corporate structures. Alpa emerges as one of the first Italian scholars to recognize that the rise of AI requires not only new regulatory frameworks but also an evolutionary reinterpretation of traditional legal concepts, warning against the risks of “algocracy” and the opacity of automated decisionmaking systems. His reflections on CorpTech and the use of AI in corporate management underscore both the organizational opportunities offered by digital tools and the irreplaceable role of human judgment in strategic decisions, even as technology reshapes information flows and internal controls. At the same time, Alpa’s work on sustainability clarifies the nature of sustainable development as a general clause guiding directors’ duties, requiring a balance between shareholder interests, stakeholder expectations, and longterm ESG objectives. This perspective naturally extends into the emerging field of Corporate Digital Responsibility, where Alpa anticipates the convergence between technological accountability and environmental and social responsibilities, foreshadowing many of the issues now addressed by the EU AI Act and the Corporate Sustainability Due Diligence Directive. The article concludes by recalling one of Alpa’s most enduring intellectual legacies: the defence of the “right to be oneself”, a principle that acquires renewed significance in the algorithmic age as a safeguard against new forms of discrimination and as a reminder that technological innovation must remain anchored to the protection of human dignity and personal identity.

Intelligenza artificiale, sviluppo sostenibile e corporate governance: un dialogo con Guido Alpa / Abriani. - In: GIUSTIZIA CIVILE. - ISSN 0017-0631. - STAMPA. - (2025), pp. 759-783.

Intelligenza artificiale, sviluppo sostenibile e corporate governance: un dialogo con Guido Alpa

Abriani
2025

Abstract

L’articolo ricostruisce il ruolo di Guido Alpa come uno dei primi giuristi italiani capaci di cogliere la portata sistemica della transizione digitale e delle istanze di sostenibilità sul diritto dell’impresa. Con riflessioni largamente anticipatorie rispetto a temi oggi centrali nel dibattito europeo, che coniugano rigore teorico e attenzione al dato esperienziale, il Maestro individua le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulle categorie giuridiche tradizionali, sottolineando la necessità di adattamenti interpretativi e mettendo in guardia contro i rischi di una possibile “algocrazia”, in cui il potere decisionale si sposta verso sistemi opachi e potenzialmente discriminatori. Parallelamente, egli esplora l’impatto dell’IA sulla governance societaria, con considerazioni, anche in questo caso anticipatorie, rispetto alle più recenti elaborazioni della CorpTech, ponendo in rilievo come le tecnologie digitali possano trasformare i processi decisionali, i flussi informativi e il ruolo degli amministratori, senza tuttavia sostituire la responsabilità umana nelle scelte strategiche. Non meno rilevante è l’immediata percezione del nesso che lega la transizione digitale alle sfide ambientali e sociali, con un contributo decisivo alla definizione del principio di sostenibilità come clausola generale che orienta l’azione degli amministratori e richiede un bilanciamento tra interessi degli azionisti, tutela degli stakeholder e obiettivi ESG. Questa prospettiva confluisce nella più ampia area tematica della Corporate Digital Responsibility, che integra responsabilità tecnologica e sostenibilità, anticipando molte delle questioni oggi affrontate dall’AI Act e dalle direttive europee in tema di sostenibilità. In conclusione viene richiamato uno dei lasciti più significativi del pensiero di Alpa: la difesa del “diritto di essere sé stessi”, inteso come presidio contro le nuove forme di discriminazione algoritmica e come fondamento di un approccio al diritto che, pur confrontandosi con l’innovazione, mantiene al centro la dignità e l’identità della persona. The article examines Guido Alpa’s pioneering contribution to the legal understanding of how digital transformation and sustainability reshape corporate governance and the broader system of private law. Through an analysis of his writings, public interventions, and institutional experience, the study highlights Alpa’s distinctive ability to anticipate the systemic implications of artificial intelligence and environmental challenges for legal categories and corporate structures. Alpa emerges as one of the first Italian scholars to recognize that the rise of AI requires not only new regulatory frameworks but also an evolutionary reinterpretation of traditional legal concepts, warning against the risks of “algocracy” and the opacity of automated decisionmaking systems. His reflections on CorpTech and the use of AI in corporate management underscore both the organizational opportunities offered by digital tools and the irreplaceable role of human judgment in strategic decisions, even as technology reshapes information flows and internal controls. At the same time, Alpa’s work on sustainability clarifies the nature of sustainable development as a general clause guiding directors’ duties, requiring a balance between shareholder interests, stakeholder expectations, and longterm ESG objectives. This perspective naturally extends into the emerging field of Corporate Digital Responsibility, where Alpa anticipates the convergence between technological accountability and environmental and social responsibilities, foreshadowing many of the issues now addressed by the EU AI Act and the Corporate Sustainability Due Diligence Directive. The article concludes by recalling one of Alpa’s most enduring intellectual legacies: the defence of the “right to be oneself”, a principle that acquires renewed significance in the algorithmic age as a safeguard against new forms of discrimination and as a reminder that technological innovation must remain anchored to the protection of human dignity and personal identity.
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