L’articolo analizza criticamente il pensiero di Emiliano Brancaccio sulla centralizzazione del capitale e sulle sue conseguenze politiche, economiche e sociali. Secondo Brancaccio, il capitalismo contemporaneo tende a concentrare ricchezza e potere in poche mani, svuotando progressivamente la democrazia liberale e alimentando conflitti geopolitici. Nicolò Bellanca riconosce la forza di questa diagnosi, ma sostiene che la “chiusura del mondo” non dipenda solo dal monopolio economico. Le società si irrigidiscono anche attraverso meccanismi istituzionali e sociali che trasformano istruzione, lavoro, salute, casa e cittadinanza in “serrature” che limitano la mobilità e la partecipazione reale. L’autore mette inoltre in discussione l’idea che una pianificazione collettiva possa essere automaticamente emancipativa: anche il piano può produrre nuove forme di esclusione e dipendenza. Per questo propone istituzioni democratiche capaci di mantenere aperte, contestabili e reversibili le decisioni collettive, impedendo che qualsiasi potere concentri tutte le “chiavi” della vita comune.

Il capitale chiude il mondo / Bellanca, N.. - In: MICROMEGA. - ISSN 2499-0884. - ELETTRONICO. - 2026:(2026), pp. 0-0.

Il capitale chiude il mondo

Bellanca, N.
2026

Abstract

L’articolo analizza criticamente il pensiero di Emiliano Brancaccio sulla centralizzazione del capitale e sulle sue conseguenze politiche, economiche e sociali. Secondo Brancaccio, il capitalismo contemporaneo tende a concentrare ricchezza e potere in poche mani, svuotando progressivamente la democrazia liberale e alimentando conflitti geopolitici. Nicolò Bellanca riconosce la forza di questa diagnosi, ma sostiene che la “chiusura del mondo” non dipenda solo dal monopolio economico. Le società si irrigidiscono anche attraverso meccanismi istituzionali e sociali che trasformano istruzione, lavoro, salute, casa e cittadinanza in “serrature” che limitano la mobilità e la partecipazione reale. L’autore mette inoltre in discussione l’idea che una pianificazione collettiva possa essere automaticamente emancipativa: anche il piano può produrre nuove forme di esclusione e dipendenza. Per questo propone istituzioni democratiche capaci di mantenere aperte, contestabili e reversibili le decisioni collettive, impedendo che qualsiasi potere concentri tutte le “chiavi” della vita comune.
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Bellanca, N.
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