Il degrado degli ecosistemi forestali e la perdita di biodiversità rappresentano un rischio per l’equilibrio ecologico ed economico globale. In Italia molte foreste sono state semplificate dalla gestione applicata in passato, in un contesto europeo caratterizzato da habitat spesso in stato di conservazione sfavorevole. Questo lavoro esamina gli indirizzi selvicolturali per il miglioramento ecologico delle foreste semplificate e la valorizzazione della biodiversità con l’obiettivo di fornire elementi utili all’applicazione in Italia del Regolamento UE 2024/1991. L’analisi si articola nella descrizione di approcci metodologici riconducibili a strategie di gestione attiva e conservativa. Sul piano attivo, si evidenzia l’importanza di favorire la rinnovazione naturale, incrementare la complessità strutturale e cronologica dei popolamenti e mantenere livelli adeguati di provvigione legnosa in foresta. Particolare rilievo è attribuito al rilascio in bosco di necromassa legnosa e di alberi a invecchiamento indefinito per sostenere o ripristinare la diversità biologica. Sul piano conservativo, si promuove la tutela delle dinamiche naturali nelle aree protette e la salvaguardia delle foreste vetuste. L’integrazione di tali strategie, supportata da una governance multilivello, è essenziale per accrescere la resilienza ecosistemica e raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.
Interventi selvicolturali per il miglioramento delle foreste semplificate e la valorizzazione della biodiversità / Davide Travaglini, M.B.. - In: L'ITALIA FORESTALE E MONTANA. - ISSN 0021-2776. - ELETTRONICO. - 81:(2026), pp. 33-41. (Nature Restoration Law e foreste in Italia: una opportunità per un futuro sostenibile Firenze 25 novembre 2025) [10.36253/ifm-1203].
Interventi selvicolturali per il miglioramento delle foreste semplificate e la valorizzazione della biodiversità
Davide Travaglini
;
2026
Abstract
Il degrado degli ecosistemi forestali e la perdita di biodiversità rappresentano un rischio per l’equilibrio ecologico ed economico globale. In Italia molte foreste sono state semplificate dalla gestione applicata in passato, in un contesto europeo caratterizzato da habitat spesso in stato di conservazione sfavorevole. Questo lavoro esamina gli indirizzi selvicolturali per il miglioramento ecologico delle foreste semplificate e la valorizzazione della biodiversità con l’obiettivo di fornire elementi utili all’applicazione in Italia del Regolamento UE 2024/1991. L’analisi si articola nella descrizione di approcci metodologici riconducibili a strategie di gestione attiva e conservativa. Sul piano attivo, si evidenzia l’importanza di favorire la rinnovazione naturale, incrementare la complessità strutturale e cronologica dei popolamenti e mantenere livelli adeguati di provvigione legnosa in foresta. Particolare rilievo è attribuito al rilascio in bosco di necromassa legnosa e di alberi a invecchiamento indefinito per sostenere o ripristinare la diversità biologica. Sul piano conservativo, si promuove la tutela delle dinamiche naturali nelle aree protette e la salvaguardia delle foreste vetuste. L’integrazione di tali strategie, supportata da una governance multilivello, è essenziale per accrescere la resilienza ecosistemica e raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell’UE.| File | Dimensione | Formato | |
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