Nel contributo la sentenza n. 44 del 2025 della Corte costituzionale è letta come espressione di una nuova concezione costituzionale della libertà d’informazione nell’ecosistema digitale, nel quale la scarsità delle fonti è sostituita da sovrabbondanza comunicativa, disintermediazione e crisi della qualità informativa. In questo quadro, la Corte valorizza il giornalismo professionale e l’organizzazione editoriale strutturata quali presìdi della qualità dell’informazione. L’articolo sottopone tuttavia a verifica critica tale equazione, alla luce delle condizioni concrete della professione giornalistica in Italia, evidenziando come il giornalismo professionale operi oggi entro un contesto strutturalmente problematico. Su queste basi, il lavoro mostra i limiti di una sovrapposizione automatica tra presenza di giornalisti professionisti e qualità dell’informazione. La riflessione si estende infine alla disciplina anticoncentrazionistica “ibrida” dell’art. 51 TUSMA, mettendone in luce i rischi di uso protezionistico a favore degli operatori tradizionali. In the article Constitutional Court judgment no. 44 of 2025 is interpreted as expressing a renewed constitutional understanding of freedom of information within the digital ecosystem, where scarcity of sources has been replaced by communicative overabundance, disintermediation, and a crisis in information quality. Against this background, the Court identifies professional journalism and structured editorial organisations as safeguards of high-quality information. The article critically tests this assumption in light of the actual condition of the journalistic profession in Italy, showing that professional journalism currently operates within a structurally fragile environment. On this basis, the paper questions any automatic equation between the presence of professional journalists and the quality of information. It then turns to the “hybrid” anti-concentration framework under Article 51 TUSMA, stressing the risk that pluralism-based regulation may be used in a protectionist way to shield traditional media actors.
Il ruolo del giornalismo tra condizione della professione e disciplina anticoncentrazionistica “ibrida” a garanzia del pluralismo: spunti a margine della sentenza n. 44 del 2025 della Corte costituzionale / Andrea Cardone. - In: NOMOS. - ISSN 2279-7238. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 1-17.
Il ruolo del giornalismo tra condizione della professione e disciplina anticoncentrazionistica “ibrida” a garanzia del pluralismo: spunti a margine della sentenza n. 44 del 2025 della Corte costituzionale
Andrea Cardone
2026
Abstract
Nel contributo la sentenza n. 44 del 2025 della Corte costituzionale è letta come espressione di una nuova concezione costituzionale della libertà d’informazione nell’ecosistema digitale, nel quale la scarsità delle fonti è sostituita da sovrabbondanza comunicativa, disintermediazione e crisi della qualità informativa. In questo quadro, la Corte valorizza il giornalismo professionale e l’organizzazione editoriale strutturata quali presìdi della qualità dell’informazione. L’articolo sottopone tuttavia a verifica critica tale equazione, alla luce delle condizioni concrete della professione giornalistica in Italia, evidenziando come il giornalismo professionale operi oggi entro un contesto strutturalmente problematico. Su queste basi, il lavoro mostra i limiti di una sovrapposizione automatica tra presenza di giornalisti professionisti e qualità dell’informazione. La riflessione si estende infine alla disciplina anticoncentrazionistica “ibrida” dell’art. 51 TUSMA, mettendone in luce i rischi di uso protezionistico a favore degli operatori tradizionali. In the article Constitutional Court judgment no. 44 of 2025 is interpreted as expressing a renewed constitutional understanding of freedom of information within the digital ecosystem, where scarcity of sources has been replaced by communicative overabundance, disintermediation, and a crisis in information quality. Against this background, the Court identifies professional journalism and structured editorial organisations as safeguards of high-quality information. The article critically tests this assumption in light of the actual condition of the journalistic profession in Italy, showing that professional journalism currently operates within a structurally fragile environment. On this basis, the paper questions any automatic equation between the presence of professional journalists and the quality of information. It then turns to the “hybrid” anti-concentration framework under Article 51 TUSMA, stressing the risk that pluralism-based regulation may be used in a protectionist way to shield traditional media actors.| File | Dimensione | Formato | |
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