L’entrata in vigore del regolamento (UE, Euratom) 2024/2019 ha reso operativa, a partire dal 1° ottobre 2024, la riforma del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Tra le innovazioni introdotte, un rilievo centrale assume la concretizzazione della possibilità, prevista dall’art. 256, par. 3, TFUE, di attribuire al Tribunale la competenza a conoscere, in via pregiudiziale, di questioni di interpretazione e di validità in sei materie specifiche. Il contributo si sofferma, alla luce della prima prassi applicativa della riforma, sui criteri di riparto della competenza pregiudiziale tra la Corte di giustizia e il Tribunale, sui meccanismi a salvaguardia di tale riparto, nonché sulle modalità procedurali che governano lo svolgimento della procedura pregiudiziale. L’analisi evidenzia come il nuovo assetto sia caratterizzato, nelle prime esperienze applicative, da un approccio improntato a cautela. In particolare, tanto la Corte di giustizia quanto il Tribunale sembrano avvalersi degli strumenti offerti dalla riforma in modo tale da preservare l’unità e la coerenza dell’interpretazione del diritto dell’Unione.

Il trasferimento della competenza pregiudiziale al Tribunale: prima prassi applicativa / Alessandra Favi. - In: RIVISTA DI DIRITTO INTERNAZIONALE. - ISSN 0035-6158. - STAMPA. - (2026), pp. 515-544.

Il trasferimento della competenza pregiudiziale al Tribunale: prima prassi applicativa

Alessandra Favi
2026

Abstract

L’entrata in vigore del regolamento (UE, Euratom) 2024/2019 ha reso operativa, a partire dal 1° ottobre 2024, la riforma del Protocollo n. 3 sullo Statuto della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Tra le innovazioni introdotte, un rilievo centrale assume la concretizzazione della possibilità, prevista dall’art. 256, par. 3, TFUE, di attribuire al Tribunale la competenza a conoscere, in via pregiudiziale, di questioni di interpretazione e di validità in sei materie specifiche. Il contributo si sofferma, alla luce della prima prassi applicativa della riforma, sui criteri di riparto della competenza pregiudiziale tra la Corte di giustizia e il Tribunale, sui meccanismi a salvaguardia di tale riparto, nonché sulle modalità procedurali che governano lo svolgimento della procedura pregiudiziale. L’analisi evidenzia come il nuovo assetto sia caratterizzato, nelle prime esperienze applicative, da un approccio improntato a cautela. In particolare, tanto la Corte di giustizia quanto il Tribunale sembrano avvalersi degli strumenti offerti dalla riforma in modo tale da preservare l’unità e la coerenza dell’interpretazione del diritto dell’Unione.
2026
515
544
Alessandra Favi
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