Scorrere la bibliografia di Giovanni Klaus Koenig è forse l’unico modo per delineare il suo profilo, re- calcitrante alla classificazione tanto quanto il lon- fo, animale fantastico che «non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta», e che si rifugia nella sua tana piena di libri e riviste pur di non essere acchiappato. Eletto a suo daimon in una rubrica sul- la «Casabella» diretta da Alessandro Mendini negli anni Settanta, il lonfo ben esprime il gusto “metase- mantico” di Koenig per la parola e i suoi diversi usi, inclusa l’invenzione – l’architettura in sé, del resto, era per lui un linguaggio. Amori e disamori intellettuali sono insomma del tutto schietti, come nella tradizione goliardica tosca- na che corre dalla Novella del grasso legnaiuolo fino a Maledetti toscani (e ad Amici miei), in cui Koenig, secondo i curatori, volontariamente si inscrive. Da un lato, dunque, gli amati coacervi interdisciplinari, dove giocano un ruolo di primo piano anche il ci- nema, l’espressionismo tedesco (si vedano i saggi su Erich Mendelsohn, Bruno Taut e soprattutto Hans Scharoun) e la semiologia, che Koenig fu tra i primi a coltivare in Italia insieme con Umberto Eco (suo collega universitario a Firenze); dall’altro, il funam- bolico sarcasmo riservato ai suoi seriosi obiettivi polemici sant’Aldo (Rossi) o Mangiafuoco (Tafuri) e così via. Anche per questo, Koenig è stato un pun- to di riferimento per molti studenti, in particolare per i futuri architetti e designer radicali. Questa antologia restituisce quindi una estrema varietà di scritti, in grado di mettere a fuoco una personalità unica (per registri linguistici e lettera- ri) dell’architettura e del design del Novecento, un intellettuale che seppe giocosamente spaziare dalla storia alla stroncatura, dalla disamina tecnica alla satira, dalla critica estetica alla memorialistica. Browsing Giovanni Klaus Koenig's bibliography is perhaps the only way to sketch the profile of a figure as resistant to classification as the lonfo, the fantastical creature that "neither vaterca nor gluisce, and only very rarely barigatta," retreating instead into its den filled with books and journals to avoid being caught. Adopted as his daimon in a column published in Casabella, edited by Alessandro Mendini during the 1970s, the lonfo perfectly encapsulates Koenig's "metasemantic" fascination with language and its multiple uses, including invention itself—for architecture, after all, was, in his view, a language. His intellectual passions and antipathies are equally frank, in keeping with the Tuscan tradition of irreverent wit that stretches from the Novella del grasso legnaiuolo to Maledetti toscani (and Amici miei), a lineage in which, according to the editors, Koenig consciously situated himself. On the one hand stand his beloved interdisciplinary constellations, in which cinema, German Expressionism (as demonstrated by his essays on Erich Mendelsohn, Bruno Taut, and above all Hans Scharoun), and semiotics all play a central role. Koenig was among the first scholars in Italy to cultivate semiotics alongside Umberto Eco, his colleague at the University of Florence. On the other hand stands the acrobatic sarcasm he reserved for his more solemn polemical targets, whom he mockingly renamed Saint Aldo (Aldo Rossi) and Mangiafuoco (Manfredo Tafuri), among others. It was also for this reason that Koenig became an influential figure for generations of students, especially those who would later emerge as radical architects and designers. This anthology thus brings together an extraordinarily diverse body of writings, illuminating one of the most distinctive personalities in twentieth-century architecture and design, remarkable for the originality of both his literary and linguistic registers. Koenig moved with playful ease from history to polemic, from technical analysis to satire, from aesthetic criticism to memoir, producing a body of work that remains without parallel.
Giovanni Klaus Koenig. Dalla tana del Lonfo. Scritti scelti / lorenzo ciccarelli, lorenzo mingardi. - STAMPA. - (2025), pp. 1-423.
Giovanni Klaus Koenig. Dalla tana del Lonfo. Scritti scelti
lorenzo ciccarelli
;lorenzo mingardi
2025
Abstract
Scorrere la bibliografia di Giovanni Klaus Koenig è forse l’unico modo per delineare il suo profilo, re- calcitrante alla classificazione tanto quanto il lon- fo, animale fantastico che «non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta», e che si rifugia nella sua tana piena di libri e riviste pur di non essere acchiappato. Eletto a suo daimon in una rubrica sul- la «Casabella» diretta da Alessandro Mendini negli anni Settanta, il lonfo ben esprime il gusto “metase- mantico” di Koenig per la parola e i suoi diversi usi, inclusa l’invenzione – l’architettura in sé, del resto, era per lui un linguaggio. Amori e disamori intellettuali sono insomma del tutto schietti, come nella tradizione goliardica tosca- na che corre dalla Novella del grasso legnaiuolo fino a Maledetti toscani (e ad Amici miei), in cui Koenig, secondo i curatori, volontariamente si inscrive. Da un lato, dunque, gli amati coacervi interdisciplinari, dove giocano un ruolo di primo piano anche il ci- nema, l’espressionismo tedesco (si vedano i saggi su Erich Mendelsohn, Bruno Taut e soprattutto Hans Scharoun) e la semiologia, che Koenig fu tra i primi a coltivare in Italia insieme con Umberto Eco (suo collega universitario a Firenze); dall’altro, il funam- bolico sarcasmo riservato ai suoi seriosi obiettivi polemici sant’Aldo (Rossi) o Mangiafuoco (Tafuri) e così via. Anche per questo, Koenig è stato un pun- to di riferimento per molti studenti, in particolare per i futuri architetti e designer radicali. Questa antologia restituisce quindi una estrema varietà di scritti, in grado di mettere a fuoco una personalità unica (per registri linguistici e lettera- ri) dell’architettura e del design del Novecento, un intellettuale che seppe giocosamente spaziare dalla storia alla stroncatura, dalla disamina tecnica alla satira, dalla critica estetica alla memorialistica. Browsing Giovanni Klaus Koenig's bibliography is perhaps the only way to sketch the profile of a figure as resistant to classification as the lonfo, the fantastical creature that "neither vaterca nor gluisce, and only very rarely barigatta," retreating instead into its den filled with books and journals to avoid being caught. Adopted as his daimon in a column published in Casabella, edited by Alessandro Mendini during the 1970s, the lonfo perfectly encapsulates Koenig's "metasemantic" fascination with language and its multiple uses, including invention itself—for architecture, after all, was, in his view, a language. His intellectual passions and antipathies are equally frank, in keeping with the Tuscan tradition of irreverent wit that stretches from the Novella del grasso legnaiuolo to Maledetti toscani (and Amici miei), a lineage in which, according to the editors, Koenig consciously situated himself. On the one hand stand his beloved interdisciplinary constellations, in which cinema, German Expressionism (as demonstrated by his essays on Erich Mendelsohn, Bruno Taut, and above all Hans Scharoun), and semiotics all play a central role. Koenig was among the first scholars in Italy to cultivate semiotics alongside Umberto Eco, his colleague at the University of Florence. On the other hand stands the acrobatic sarcasm he reserved for his more solemn polemical targets, whom he mockingly renamed Saint Aldo (Aldo Rossi) and Mangiafuoco (Manfredo Tafuri), among others. It was also for this reason that Koenig became an influential figure for generations of students, especially those who would later emerge as radical architects and designers. This anthology thus brings together an extraordinarily diverse body of writings, illuminating one of the most distinctive personalities in twentieth-century architecture and design, remarkable for the originality of both his literary and linguistic registers. Koenig moved with playful ease from history to polemic, from technical analysis to satire, from aesthetic criticism to memoir, producing a body of work that remains without parallel.| File | Dimensione | Formato | |
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