Le frane rappresentano uno dei pericoli geologici più diffusi a livello globale, con perdite umane, economiche e sociali in costante aumento. Tale tendenza è strettamente legata sia all’espansione urbana in aree geomorfologicamente instabili, sia all’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi in risposta all’attuale contesto di cambiamento climatico. Di conseguenza, la crescente esigenza di stimare in modo accurato le potenziali perdite al verificarsi di eventi franosi rende centrale il tema della valutazione quantitativa del rischio da frana. In letteratura, il rischio da frana è generalmente espresso come le potenziali perdite sociali e/o economiche legate all’occorrenza di un fenomeno di una certa intensità. Questa definizione si traduce comunemente nell’analisi di tre componenti fondamentali: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione degli elementi a rischio. Alla luce di ciò, la stima dei danni potenzialmente generati da una o più frane in un determinato territorio costituisce uno strumento di grande rilevanza per la pianificazione territoriale e la gestione del rischio. Questo approccio risulta ancora più significativo nel contesto italiano. La lunga storia di danni causati da fenomeni idrogeologici nel territorio italiano è stata ulteriormente enfatizzata dai recenti eventi meteorologici estremi che hanno colpito regioni quali Marche, Emilia-Romagna e Toscana. Questi eventi hanno nuovamente messo in evidenza la fragilità del territorio italiano e la necessità di aggiornare le strategie di gestione dei pericoli idrogeologici. Sulla base di queste considerazioni, il presente contributo propone una valutazione quantitativa del rischio da frana per il territorio della Regione Toscana. In particolare, il rischio è stato espresso come potenziali perdite economiche (€) relative agli edifici e all’uso del suolo, dovute all’innesco di frane rapide superficiali. L’obiettivo principale dello studio è aggiornare il quadro conoscitivo del rischio da frana alla luce dei recenti eventi meteorologici estremi che hanno interessato il territorio toscano, innescando un numero significativo di frane superficiali. I risultati di questo contributo evidenziano che i valori maggiori di rischio si concentrano nei settori dell’Appennino settentrionale, in particolare tra le province di Prato e Pistoia. Questo risultato conferma che le stime maggiori di rischio sono associate ad aree caratterizzate sia da terreni altamente suscettibili all’innesco di tali fenomeni, sia dalla presenza di insediamenti urbani in contesti potenzialmente instabili. Il valore complessivo del rischio stimato per l’intera Regione Toscana ammonta a circa 1.7 miliardi €.
Quantitative shallow landslide risk assessment at regional scale: Tuscany Region (Central Italy) as case study / Caleca F., Confuorto P., Masi E., Tofani V., Casagli N.. - In: ITALIAN JOURNAL OF ENGINEERING GEOLOGY AND ENVIRONMENT. - ISSN 2035-5688. - STAMPA. - (2026), pp. 27-37. [10.4408/IJEGE.2026-01.S-03]
Quantitative shallow landslide risk assessment at regional scale: Tuscany Region (Central Italy) as case study
Caleca F.;Confuorto P.;Masi E.;Tofani V.;Casagli N.
2026
Abstract
Le frane rappresentano uno dei pericoli geologici più diffusi a livello globale, con perdite umane, economiche e sociali in costante aumento. Tale tendenza è strettamente legata sia all’espansione urbana in aree geomorfologicamente instabili, sia all’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi in risposta all’attuale contesto di cambiamento climatico. Di conseguenza, la crescente esigenza di stimare in modo accurato le potenziali perdite al verificarsi di eventi franosi rende centrale il tema della valutazione quantitativa del rischio da frana. In letteratura, il rischio da frana è generalmente espresso come le potenziali perdite sociali e/o economiche legate all’occorrenza di un fenomeno di una certa intensità. Questa definizione si traduce comunemente nell’analisi di tre componenti fondamentali: pericolosità, vulnerabilità ed esposizione degli elementi a rischio. Alla luce di ciò, la stima dei danni potenzialmente generati da una o più frane in un determinato territorio costituisce uno strumento di grande rilevanza per la pianificazione territoriale e la gestione del rischio. Questo approccio risulta ancora più significativo nel contesto italiano. La lunga storia di danni causati da fenomeni idrogeologici nel territorio italiano è stata ulteriormente enfatizzata dai recenti eventi meteorologici estremi che hanno colpito regioni quali Marche, Emilia-Romagna e Toscana. Questi eventi hanno nuovamente messo in evidenza la fragilità del territorio italiano e la necessità di aggiornare le strategie di gestione dei pericoli idrogeologici. Sulla base di queste considerazioni, il presente contributo propone una valutazione quantitativa del rischio da frana per il territorio della Regione Toscana. In particolare, il rischio è stato espresso come potenziali perdite economiche (€) relative agli edifici e all’uso del suolo, dovute all’innesco di frane rapide superficiali. L’obiettivo principale dello studio è aggiornare il quadro conoscitivo del rischio da frana alla luce dei recenti eventi meteorologici estremi che hanno interessato il territorio toscano, innescando un numero significativo di frane superficiali. I risultati di questo contributo evidenziano che i valori maggiori di rischio si concentrano nei settori dell’Appennino settentrionale, in particolare tra le province di Prato e Pistoia. Questo risultato conferma che le stime maggiori di rischio sono associate ad aree caratterizzate sia da terreni altamente suscettibili all’innesco di tali fenomeni, sia dalla presenza di insediamenti urbani in contesti potenzialmente instabili. Il valore complessivo del rischio stimato per l’intera Regione Toscana ammonta a circa 1.7 miliardi €.| File | Dimensione | Formato | |
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