Il termine fotografia di scena indica genericamente l’insieme di scatti realizzati sul set durante la produzione di un film, immortalati a scopo preminentemente promozionale, destinati a una molteplicità di canali. Lo scatto sul set risulta un territorio d’incontro tra cinema e fotografia, un oggetto fortemente implicato nelle questioni che coinvolgono l’indagine sull’intermedialità. Il confronto tra cinema e fotografia di scena investe sia la dimensione spaziale sia quella temporale: si pensi all’oscillazione tra presenza e assenza del movimento, della proiezione, dell’elemento sonoro. Lo scatto di scena, veicolo promozionale e documentale della poetica filmica, pone in un’apparente fissità un linguaggio incentrato sul movimento attivando una nuova dimensione temporale: mira a sintetizzare nell’istante una narrazione e una poetica che si esplicano nella successione, negando la concatenazione obbligata del film a favore di una mobilità dello sguardo dell’osservatore che direziona e stabilisce la sua propria durata. Senza pretendere di fornire una relazione esaustiva delle infinite questioni che la fotografia, e nella fattispecie quella di scena, attiva in riferimento alla categoria del tempo, il tentativo è quello di delineare alcune dinamiche chiave, che evidenziano la complessità del rapporto e permettono di individuare delle caratteristiche proprie dell’oggetto di studio e dei modelli metodologici per il suo esame.
Fotografie di scena: tracce effimere dell’esperienza cinematografica / Stella Scabelli. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - STAMPA. - (2025), pp. 73-87.
Fotografie di scena: tracce effimere dell’esperienza cinematografica
Stella Scabelli
2025
Abstract
Il termine fotografia di scena indica genericamente l’insieme di scatti realizzati sul set durante la produzione di un film, immortalati a scopo preminentemente promozionale, destinati a una molteplicità di canali. Lo scatto sul set risulta un territorio d’incontro tra cinema e fotografia, un oggetto fortemente implicato nelle questioni che coinvolgono l’indagine sull’intermedialità. Il confronto tra cinema e fotografia di scena investe sia la dimensione spaziale sia quella temporale: si pensi all’oscillazione tra presenza e assenza del movimento, della proiezione, dell’elemento sonoro. Lo scatto di scena, veicolo promozionale e documentale della poetica filmica, pone in un’apparente fissità un linguaggio incentrato sul movimento attivando una nuova dimensione temporale: mira a sintetizzare nell’istante una narrazione e una poetica che si esplicano nella successione, negando la concatenazione obbligata del film a favore di una mobilità dello sguardo dell’osservatore che direziona e stabilisce la sua propria durata. Senza pretendere di fornire una relazione esaustiva delle infinite questioni che la fotografia, e nella fattispecie quella di scena, attiva in riferimento alla categoria del tempo, il tentativo è quello di delineare alcune dinamiche chiave, che evidenziano la complessità del rapporto e permettono di individuare delle caratteristiche proprie dell’oggetto di studio e dei modelli metodologici per il suo esame.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



