The paper investigates the role of play as a pedagogical device in counteracting the enhancement of disabilities that emerge as a result of ageing processes and in maintaining/learning skills to support Active Ageing. The aim of this paper is to verify, through scientific literature, whether and how playful practices can act as mediators for the multidimensional well­being of elderly population. The systematic review comprises contributions published between 2019 and 2025; its analysis includes first and second level studies, mainly tracing the use of exergames, digital and board games, to be used in formal and informal contexts. Evidence­based research shows that play has a positive impact on four critical areas: physical (balance and muscle strength), cognitive (speed of processing and memory), social (contrasting loneliness and better intergenerational cohesion), psychological (improving relational well­being and a sense of self­efficacy). Play is configured as a way of displaying existence that does not consider stimulation as a special or compensatory intervention, but as a structural element for an accessible everyday life. By overcoming a merely care­based conception, playfulness renegotiates physical and social barriers, enabling individuals to keep a leading role in their own actions. Il contributo indaga il ruolo del gioco come dispositivo pedagogico nel contrastare l’insorgenza delle disabilità emergenti per effetto dell’invecchiamento e nel mantenimento/apprendimento di capacità di supporto all’invecchiamento attivo. L’obiettivo è verificare, attraverso la letteratura scientifica, se e come le pratiche ludiche possano fungere da mediatori per il benessere multidimensionale della popolazione anziana. La revisione sistematica seleziona contributi pubblicati tra il 2019 e il 2025; l’analisi include studi di primo e secondo livello, rintracciando prevalentemente l’uso di exergames, giochi digitali e da tavolo, da utilizzare in contesti formali e informali. Le evidenze mostrano che il gioco impatta positivamente su quattro aree critiche: fisica (equilibrio e forza muscolare), cognitiva (velocità di processamento e memoria), sociale (contrasto alla solitudine e migliore coesione intergenerazionale), psicologica (miglioramento del benessere relazionale e del senso di autoefficacia). Il gioco si configura come una modalità di progettazione dell’esistenza che non considera la stimolazione un intervento speciale o compensativo, ma un elemento strutturale di una quotidianità accessibile. Superando una visione meramente assistenziale, la dimensione ludica permette di rinegoziare le barriere fisiche e sociali, garantendo che l’individuo rimanga protagonista del proprio agire.

Play as an inclusive pedagogical device to prevent emerging disabilities in ageing processes: a systematic literature review / Laura Menichetti, S.M.. - In: ITALIAN JOURNAL OF SPECIAL EDUCATION FOR INCLUSION. - ISSN 2282-6041. - ELETTRONICO. - XIV:(2026), pp. 312-331. [10.7346/sipes-01-2026-29]

Play as an inclusive pedagogical device to prevent emerging disabilities in ageing processes: a systematic literature review

Laura Menichetti
;
Silvia Micheletta;Dmitry Samoylov
2026

Abstract

The paper investigates the role of play as a pedagogical device in counteracting the enhancement of disabilities that emerge as a result of ageing processes and in maintaining/learning skills to support Active Ageing. The aim of this paper is to verify, through scientific literature, whether and how playful practices can act as mediators for the multidimensional well­being of elderly population. The systematic review comprises contributions published between 2019 and 2025; its analysis includes first and second level studies, mainly tracing the use of exergames, digital and board games, to be used in formal and informal contexts. Evidence­based research shows that play has a positive impact on four critical areas: physical (balance and muscle strength), cognitive (speed of processing and memory), social (contrasting loneliness and better intergenerational cohesion), psychological (improving relational well­being and a sense of self­efficacy). Play is configured as a way of displaying existence that does not consider stimulation as a special or compensatory intervention, but as a structural element for an accessible everyday life. By overcoming a merely care­based conception, playfulness renegotiates physical and social barriers, enabling individuals to keep a leading role in their own actions. Il contributo indaga il ruolo del gioco come dispositivo pedagogico nel contrastare l’insorgenza delle disabilità emergenti per effetto dell’invecchiamento e nel mantenimento/apprendimento di capacità di supporto all’invecchiamento attivo. L’obiettivo è verificare, attraverso la letteratura scientifica, se e come le pratiche ludiche possano fungere da mediatori per il benessere multidimensionale della popolazione anziana. La revisione sistematica seleziona contributi pubblicati tra il 2019 e il 2025; l’analisi include studi di primo e secondo livello, rintracciando prevalentemente l’uso di exergames, giochi digitali e da tavolo, da utilizzare in contesti formali e informali. Le evidenze mostrano che il gioco impatta positivamente su quattro aree critiche: fisica (equilibrio e forza muscolare), cognitiva (velocità di processamento e memoria), sociale (contrasto alla solitudine e migliore coesione intergenerazionale), psicologica (miglioramento del benessere relazionale e del senso di autoefficacia). Il gioco si configura come una modalità di progettazione dell’esistenza che non considera la stimolazione un intervento speciale o compensativo, ma un elemento strutturale di una quotidianità accessibile. Superando una visione meramente assistenziale, la dimensione ludica permette di rinegoziare le barriere fisiche e sociali, garantendo che l’individuo rimanga protagonista del proprio agire.
2026
XIV
312
331
Laura Menichetti, Silvia Micheletta, Dmitry Samoylov
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