Il presente contributo intende assumere l’amore come pratica di resistenza e di re-azione alle dilanianti violenze che si consumano quotidianamente in ambito pubblico e privato, interrogandosi su quali pratiche educative possano accompagnare e sostenere le nuove generazioni a costruire relazioni sane e durature. L’obiettivo è delineare una “pedagogia dell’amore” che renda i legami interpersonali uno spazio dell’incontro e del dialogo foriero di trasformazione umana: un amore che educhi alla responsabilità reciproca e alla capacità di dire “noi” senza cancellare le differenze e le alterità che contraddistinguono e rendono unica ogni esistenza. Una pedagogia che non si pieghi alla cultura dell’odio e della sopraffazione, ma offra strumenti per prevenire dinamiche disfunzionali e generare connessioni stabili e ri-generative. This paper approaches love as a practice of resistance and a response to the devastating violence that occurs daily in both public and private spheres, exploring the educational practices that can guide and support new generations in building healthy, lasting relationships. The aim is to outline a “pedagogy of love” that transforms interpersonal bonds into a space for encounter and dialogue—a catalyst for human transformation. It envisions a love that fosters mutual responsibility and the capacity to say “we” without erasing the differences and otherness that define and make each existence unique. This pedagogy refuses to yield to a culture of hatred and domination; instead, it offers tools to prevent dysfunctional dynamics and to create stable, regenerative connections.
L’amore come dispositivo pedagogico per costruire relazioni che generano convivenza e sviluppo umano / Francesca Dello Preite. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 130-131. (Educare alla resistenza. Sostenibilità pedagogiche contro odio, violenza ed esclusione Viterbo 8-5-2026).
L’amore come dispositivo pedagogico per costruire relazioni che generano convivenza e sviluppo umano.
Francesca Dello Preite
2026
Abstract
Il presente contributo intende assumere l’amore come pratica di resistenza e di re-azione alle dilanianti violenze che si consumano quotidianamente in ambito pubblico e privato, interrogandosi su quali pratiche educative possano accompagnare e sostenere le nuove generazioni a costruire relazioni sane e durature. L’obiettivo è delineare una “pedagogia dell’amore” che renda i legami interpersonali uno spazio dell’incontro e del dialogo foriero di trasformazione umana: un amore che educhi alla responsabilità reciproca e alla capacità di dire “noi” senza cancellare le differenze e le alterità che contraddistinguono e rendono unica ogni esistenza. Una pedagogia che non si pieghi alla cultura dell’odio e della sopraffazione, ma offra strumenti per prevenire dinamiche disfunzionali e generare connessioni stabili e ri-generative. This paper approaches love as a practice of resistance and a response to the devastating violence that occurs daily in both public and private spheres, exploring the educational practices that can guide and support new generations in building healthy, lasting relationships. The aim is to outline a “pedagogy of love” that transforms interpersonal bonds into a space for encounter and dialogue—a catalyst for human transformation. It envisions a love that fosters mutual responsibility and the capacity to say “we” without erasing the differences and otherness that define and make each existence unique. This pedagogy refuses to yield to a culture of hatred and domination; instead, it offers tools to prevent dysfunctional dynamics and to create stable, regenerative connections.| File | Dimensione | Formato | |
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