Con l’avvento di una capillare diffusione dell’arrampicata sportiva in Italia, la riconversione di ca-ve dismesse in palestre di arrampicata outdoor è sempre più frequente. Negli ultimi decenni so-no emerse pratiche di riappropriazione di spazi aperti un tempo produttivi che si prestano ad es-sere lette attraverso promettenti e inedite categorie interpretative.Il presente contributo esplora i punti di contatto tra arrampicata sportiva e architettura del pae-saggio, evidenziando come entrambe abbiano la capacità di risignificare i luoghi attraverso le lo-ro dimensioni immateriali, etiche e politiche. Le cave dismesse possono essere lette come pae-saggi sospesi tra resistenza — alla speculazione o all’abbandono — e cura, intesa come ascolto e responsabilità. Il vuoto non è assenza, ma spazio fertile, dove il progetto si fa relazione e il corpo diventa strumento di comprensione profonda del paesaggio.

Coltivare il volo. Paesaggi sospesi tra cura e resistenza / Setti, C.. - In: RI-VISTA. RICERCHE PER LA PROGETTAZIONE DEL PAESAGGIO. - ISSN 1724-6768. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 190-199. [10.36253/rv-18675]

Coltivare il volo. Paesaggi sospesi tra cura e resistenza

Setti, Cristina
2026

Abstract

Con l’avvento di una capillare diffusione dell’arrampicata sportiva in Italia, la riconversione di ca-ve dismesse in palestre di arrampicata outdoor è sempre più frequente. Negli ultimi decenni so-no emerse pratiche di riappropriazione di spazi aperti un tempo produttivi che si prestano ad es-sere lette attraverso promettenti e inedite categorie interpretative.Il presente contributo esplora i punti di contatto tra arrampicata sportiva e architettura del pae-saggio, evidenziando come entrambe abbiano la capacità di risignificare i luoghi attraverso le lo-ro dimensioni immateriali, etiche e politiche. Le cave dismesse possono essere lette come pae-saggi sospesi tra resistenza — alla speculazione o all’abbandono — e cura, intesa come ascolto e responsabilità. Il vuoto non è assenza, ma spazio fertile, dove il progetto si fa relazione e il corpo diventa strumento di comprensione profonda del paesaggio.
2026
190
199
Setti, Cristina
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