Il contributo vuole concentrarsi sulla singolare figura di Maria Felice Della Rovere Orsini (1483 ca – 1536), la quale ha già attirato in passato l’attenzione di diversi studiosi grazie al ben noto elogio che Castiglione le riservò nel "Cortegiano": «conoscete ben di quanto ingegno e prudenzia sia accompagnata la singular bellezza di quella signora» (III, XLIX). Ad oggi, l’Archivio Storico Capitolino di Roma conserva gran parte della sua corrispondenza: le lettere, in entrata e in uscita, presentano una vasta eterogeneità di mittenti, e si pongono così come base ideale per uno studio sociolinguistico in diacronia della lingua d’uso. Lo studio conduce l’esame linguistico da due punti di vista complementari: Felice come scrivente e come destinataria. Nel primo caso, l’analisi vuole far emergere l’expertise linguistica della reggente; nel secondo, la riflessione si concentra su un modesto numero di mittenti femminili. Il contesto privato della corrispondenza favorisce un'analisi pragmatica, con le dovute riflessioni sulla presenza di espressioni formulari, specialmente nelle lettere di supplica. Inoltre, si fornisce un'analisi dei tratti riconducibili al processo di standardizzazione in atto nel XVI secolo a Roma.
«Illustrissima signora et patrona mia»: indagini linguistiche sulla corrispondenza di Felice della Rovere Orsini / Gloria Fiorentini. - STAMPA. - (2025), pp. 131-148. (Rinascimento epistolare al femminile. Napoli ).
«Illustrissima signora et patrona mia»: indagini linguistiche sulla corrispondenza di Felice della Rovere Orsini
Gloria Fiorentini
2025
Abstract
Il contributo vuole concentrarsi sulla singolare figura di Maria Felice Della Rovere Orsini (1483 ca – 1536), la quale ha già attirato in passato l’attenzione di diversi studiosi grazie al ben noto elogio che Castiglione le riservò nel "Cortegiano": «conoscete ben di quanto ingegno e prudenzia sia accompagnata la singular bellezza di quella signora» (III, XLIX). Ad oggi, l’Archivio Storico Capitolino di Roma conserva gran parte della sua corrispondenza: le lettere, in entrata e in uscita, presentano una vasta eterogeneità di mittenti, e si pongono così come base ideale per uno studio sociolinguistico in diacronia della lingua d’uso. Lo studio conduce l’esame linguistico da due punti di vista complementari: Felice come scrivente e come destinataria. Nel primo caso, l’analisi vuole far emergere l’expertise linguistica della reggente; nel secondo, la riflessione si concentra su un modesto numero di mittenti femminili. Il contesto privato della corrispondenza favorisce un'analisi pragmatica, con le dovute riflessioni sulla presenza di espressioni formulari, specialmente nelle lettere di supplica. Inoltre, si fornisce un'analisi dei tratti riconducibili al processo di standardizzazione in atto nel XVI secolo a Roma.| File | Dimensione | Formato | |
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