CENTOMILA CASE NON SIGNIFICANO AUTOMATICAMENTE CENTOMILA OCCASIONI DI CITTA'. La crisi abitativa non si risolve soltanto costruendo nuovi alloggi, ma costruendo contesti urbani nei quali sia possibile abitare con qualità, accessibilità e giustizia spaziale. È la differenza tra una politica della casa e una politica dell'abitare. O meglio tra politiche abitative e semplici strategie edilizio-immobiliari. Per questo il dibattito sul nuovo Piano Casa non dovrebbe fermarsi al numero degli alloggi o alle risorse disponibili. La vera domanda è un'altra: quale città stiamo costruendo? Anche la figura del Commissario straordinario potrà fare la differenza. Se sarà soltanto un acceleratore delle procedure, il Piano rischierà di restare una risposta emergenziale. Se invece saprà svolgere una funzione di regia pubblica della qualità urbana (sul modello del Rijksbouwmeester o dei Bouwmeesters territoriali), promuovendo visione, progetto e coordinamento tra istituzioni, operatori e comunità, allora potrà aprire una prospettiva nuova. Da queste riflessioni nasce questo contributo.
Case senza città. Il Piano casa governativo tra emergenza abitativa, finanza immobiliare e assenza di progetto urbanistico / Giuseppe De Luca. - In: URBANISTICA INFORMAZIONI. - ISSN 0392-5005. - ELETTRONICO. - 3:(2026), pp. 28.112-28.114.
Case senza città. Il Piano casa governativo tra emergenza abitativa, finanza immobiliare e assenza di progetto urbanistico
Giuseppe De Luca
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
CENTOMILA CASE NON SIGNIFICANO AUTOMATICAMENTE CENTOMILA OCCASIONI DI CITTA'. La crisi abitativa non si risolve soltanto costruendo nuovi alloggi, ma costruendo contesti urbani nei quali sia possibile abitare con qualità, accessibilità e giustizia spaziale. È la differenza tra una politica della casa e una politica dell'abitare. O meglio tra politiche abitative e semplici strategie edilizio-immobiliari. Per questo il dibattito sul nuovo Piano Casa non dovrebbe fermarsi al numero degli alloggi o alle risorse disponibili. La vera domanda è un'altra: quale città stiamo costruendo? Anche la figura del Commissario straordinario potrà fare la differenza. Se sarà soltanto un acceleratore delle procedure, il Piano rischierà di restare una risposta emergenziale. Se invece saprà svolgere una funzione di regia pubblica della qualità urbana (sul modello del Rijksbouwmeester o dei Bouwmeesters territoriali), promuovendo visione, progetto e coordinamento tra istituzioni, operatori e comunità, allora potrà aprire una prospettiva nuova. Da queste riflessioni nasce questo contributo.| File | Dimensione | Formato | |
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