Il dibattito sugli impatti dei processi partecipativi si configura attorno a una tensione strutturale tra approcci top-down e pratiche bottom-up, evidenziando limiti e potenzialità intrinseche a entrambi i modelli partecipativi. I percorsi istituzionalizzati, sebbene spesso caratterizzati da una limitata ca-pacità innovativa, risultano efficaci nel mobilitare risorse civiche e nell’attivare la cittadinanza. Al contrario, le pratiche partecipative dal basso, pur dotate di un elevato potenziale trasformativo, tendono a incontrare difficoltà nel produrre effetti concreti sulle politiche pubbliche.Alla luce di tali criticità, si rende necessario superare la dicotomia tra i due approcci, esplorando forme ibride e spazi intermedi di co-produzione. In questo contesto teorico, il presente contributo propone una riflessione sul concetto di prossimità, inteso non solo nella sua accezione spaziale, ma come categoria relazionale, capace di incidere nella costruzione di potere diffuso e nella produzione di legami sociali.L’analisi si fonda su un’esperienza di ricerca-azione condotta nell’ambito del Contratto di Torrente Mugnone, nella Città Metropolitana di Firenze, con particolare attenzione al dispositivo partecipati-vo Place of Proximity. Tale approccio ha mirato a promuovere l’organizzazione della comunità rivie-rasca, facilitando processi di co-creazione di visioni territoriali tra cittadini, istituzioni e università.Il coinvolgimento diretto dell’autrice nel processo ha permesso una lettura critica, mettendo in luce le condizioni abilitanti per la costruzione di alleanze territoriali e il riequilibrio delle asimmetrie di potere. Il presente contributo si propone di arricchire il dibattito sul ruolo della prossimità quale elemento strategico nell’attivazione di spazi collaborativi intermedi, per definire visioni future con-divise, nonché sulla potenzialità derivante dall’integrazione tra pratiche di apprendimento collettivo e processi di immaginazione collettiva del futuro.
La prossimità relazionale come nuova via per co-costruire visioni future di territorio / Elisa Caruso. - In: U3 I QUADERNI. - ISSN 2531-7091. - ELETTRONICO. - 30:(2025), pp. 4.53-4.67. [10.3280/u3q30-2025oa21027]
La prossimità relazionale come nuova via per co-costruire visioni future di territorio.
Elisa Caruso
2025
Abstract
Il dibattito sugli impatti dei processi partecipativi si configura attorno a una tensione strutturale tra approcci top-down e pratiche bottom-up, evidenziando limiti e potenzialità intrinseche a entrambi i modelli partecipativi. I percorsi istituzionalizzati, sebbene spesso caratterizzati da una limitata ca-pacità innovativa, risultano efficaci nel mobilitare risorse civiche e nell’attivare la cittadinanza. Al contrario, le pratiche partecipative dal basso, pur dotate di un elevato potenziale trasformativo, tendono a incontrare difficoltà nel produrre effetti concreti sulle politiche pubbliche.Alla luce di tali criticità, si rende necessario superare la dicotomia tra i due approcci, esplorando forme ibride e spazi intermedi di co-produzione. In questo contesto teorico, il presente contributo propone una riflessione sul concetto di prossimità, inteso non solo nella sua accezione spaziale, ma come categoria relazionale, capace di incidere nella costruzione di potere diffuso e nella produzione di legami sociali.L’analisi si fonda su un’esperienza di ricerca-azione condotta nell’ambito del Contratto di Torrente Mugnone, nella Città Metropolitana di Firenze, con particolare attenzione al dispositivo partecipati-vo Place of Proximity. Tale approccio ha mirato a promuovere l’organizzazione della comunità rivie-rasca, facilitando processi di co-creazione di visioni territoriali tra cittadini, istituzioni e università.Il coinvolgimento diretto dell’autrice nel processo ha permesso una lettura critica, mettendo in luce le condizioni abilitanti per la costruzione di alleanze territoriali e il riequilibrio delle asimmetrie di potere. Il presente contributo si propone di arricchire il dibattito sul ruolo della prossimità quale elemento strategico nell’attivazione di spazi collaborativi intermedi, per definire visioni future con-divise, nonché sulla potenzialità derivante dall’integrazione tra pratiche di apprendimento collettivo e processi di immaginazione collettiva del futuro.| File | Dimensione | Formato | |
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