Introduzione: Le condizioni neurodegenerative sono tra le più diffuse cause di mortalità e disabilità nella popolazione anziana; identificare fattori in grado di prevenirne o ritardarne l’esordio costituisce una priorità per la sanità pubblica. La riserva cognitiva, intesa come l’insieme delle esperienze e delle attività svolte nel corso della vita, è considerata un potenziale fattore protettivo rispetto al declino cognitivo. Si tratta di un costrutto multidimensionale che include: istruzione (anni di scolarità), attività lavorativa (tipologia e durata dell’occupazione) e attività del tempo libero (sportive, culturali e manuali). Tuttavia, non è ancora chiaro quale dimensione contribuisca maggiormente al funzionamento cognitivo in età avanzata. Lo studio si inserisce nel Novara Cohort Study (NCS), uno studio di popolazione volto ad indagare le traiettorie di invecchiamento nella provincia di Novara.. Obiettivo: esaminare l’associazione tra le diverse dimensioni della riserva cognitiva e il funzionamento cognitivo globale. Metodi: Studio osservazionale trasversale condotto su 398 partecipanti di 65 o più anni del NCS (età media: 71.6, DS = 4.91 anni; 53.8% maschi). La performance cognitiva è stata valutata mediante il Montreal Cognitive Assessment (MoCA, punteggio corretto per età e scolarizzazione). La riserva cognitiva è stata misurata con il Cognitive Reserve Index Questionnaire (CRIq). I sintomi ansiosi e depressivi sono stati valutati rispettivamente con GAD-7 e PHQ-9. Sono state condotte regressioni lineari gerarchiche controllando per sesso, età e sintomi emotivi. Risultati: La dimensione “tempo libero ” del CRIq è risultata positivamente associata al MoCA (B = .15, p = .002; R quadrato = .024). L’inclusione di sesso ed età ha incrementato significativamente la varianza spiegata (delta R quadrato = .055, p < .001), con età negativamente associata alla performance e punteggi più elevati nelle donne. L’autovalutazione di sintomi depressivi e ansiosi non ha fornito un contributo significativo (delta R quadrato = .002, p > .70). l’istruzione” è risultata associata alla performance solo dopo aggiustamento per le variabili demografiche (B = .11, p = .026), mentre “lavoro ” non ha mostrato associazioni significative. Nel modello completo, con tutte le dimensioni della CRIq, solo il tempo libero è rimasto un predittore indipendente (B = .14, p = .007), insieme a sesso ed età. La varianza complessivamente spiegata è risultata modesta (R quadrato = .086). Conclusioni: Tra le dimensioni della riserva cognitiva, le attività svolte nel tempo libero risultano maggiormente associate alla performance cognitiva in età avanzata. Il dato supporta l’ipotesi di un possibile effetto protettivo delle attività extra-professionali lungo l’arco di vita, sebbene l’entità complessiva della varianza spiegata indichi che ulteriori fattori, come la fragilità biologica, potrebbero contribuire in modo rilevante alle differenze individuali di performance cognitiva .

Le dimensioni della riserva cognitiva sul funzionamento cognitivo globale nella terza età: dati dal Novara Cohort Study / Marco Martorana, S.V.C.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 471-471. (L – Congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia 2026 50 anni di AIE: Capire, Agire, Valutare. Trieste, Italia 25-28 Maggio, 2026).

Le dimensioni della riserva cognitiva sul funzionamento cognitivo globale nella terza età: dati dal Novara Cohort Study

Marco Martorana
Conceptualization
;
2026

Abstract

Introduzione: Le condizioni neurodegenerative sono tra le più diffuse cause di mortalità e disabilità nella popolazione anziana; identificare fattori in grado di prevenirne o ritardarne l’esordio costituisce una priorità per la sanità pubblica. La riserva cognitiva, intesa come l’insieme delle esperienze e delle attività svolte nel corso della vita, è considerata un potenziale fattore protettivo rispetto al declino cognitivo. Si tratta di un costrutto multidimensionale che include: istruzione (anni di scolarità), attività lavorativa (tipologia e durata dell’occupazione) e attività del tempo libero (sportive, culturali e manuali). Tuttavia, non è ancora chiaro quale dimensione contribuisca maggiormente al funzionamento cognitivo in età avanzata. Lo studio si inserisce nel Novara Cohort Study (NCS), uno studio di popolazione volto ad indagare le traiettorie di invecchiamento nella provincia di Novara.. Obiettivo: esaminare l’associazione tra le diverse dimensioni della riserva cognitiva e il funzionamento cognitivo globale. Metodi: Studio osservazionale trasversale condotto su 398 partecipanti di 65 o più anni del NCS (età media: 71.6, DS = 4.91 anni; 53.8% maschi). La performance cognitiva è stata valutata mediante il Montreal Cognitive Assessment (MoCA, punteggio corretto per età e scolarizzazione). La riserva cognitiva è stata misurata con il Cognitive Reserve Index Questionnaire (CRIq). I sintomi ansiosi e depressivi sono stati valutati rispettivamente con GAD-7 e PHQ-9. Sono state condotte regressioni lineari gerarchiche controllando per sesso, età e sintomi emotivi. Risultati: La dimensione “tempo libero ” del CRIq è risultata positivamente associata al MoCA (B = .15, p = .002; R quadrato = .024). L’inclusione di sesso ed età ha incrementato significativamente la varianza spiegata (delta R quadrato = .055, p < .001), con età negativamente associata alla performance e punteggi più elevati nelle donne. L’autovalutazione di sintomi depressivi e ansiosi non ha fornito un contributo significativo (delta R quadrato = .002, p > .70). l’istruzione” è risultata associata alla performance solo dopo aggiustamento per le variabili demografiche (B = .11, p = .026), mentre “lavoro ” non ha mostrato associazioni significative. Nel modello completo, con tutte le dimensioni della CRIq, solo il tempo libero è rimasto un predittore indipendente (B = .14, p = .007), insieme a sesso ed età. La varianza complessivamente spiegata è risultata modesta (R quadrato = .086). Conclusioni: Tra le dimensioni della riserva cognitiva, le attività svolte nel tempo libero risultano maggiormente associate alla performance cognitiva in età avanzata. Il dato supporta l’ipotesi di un possibile effetto protettivo delle attività extra-professionali lungo l’arco di vita, sebbene l’entità complessiva della varianza spiegata indichi che ulteriori fattori, come la fragilità biologica, potrebbero contribuire in modo rilevante alle differenze individuali di performance cognitiva .
2026
50 anni di AIE, Capire, Agire e Valutare
L – Congresso dell'Associazione Italiana di Epidemiologia 2026 50 anni di AIE: Capire, Agire, Valutare.
Trieste, Italia
25-28 Maggio, 2026
Marco Martorana, Silvia Vittoria Cracas, Giulia Garro, Jacopo Venutucci, Annamaria Antona, Valentina Bettio, Fabrizio Faggiano, Daniela Capello...espandi
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