INTRODUZIONE La personalità è definita come un insieme di comportamenti e modalità di pensiero stabili nel tempo. Uno dei modelli teorici più noti nell’ambito della personalità è il modello a 5 fattori che suddivide la personalità in 5 tratti: nevroticismo, estroversione, amicalità, apertura mentale, coscienziosità. I tratti di personalità possono influenzare gli stili di vita e avere quindi un impatto sulla salute delle persone. OBIETTIVO Verificare se i tratti di personalità del modello a 5 fattori sono associati a un maggior rischio di sviluppare delle condizioni predementigene METODI è stata condotta una ricerca con parole chiave e MeSH sui seguenti database: Pubmed, Scopus e Web of Science. I criteri di inclusione degli studi erano: soggetti adulti in salute, studi longitudinali con follow-up di almeno un anno. Sono state condotte delle meta-analisi con modelli a effetti random separate per misure di effetto (Hazard Ratio e Odds Ratio), sono state condotte delle analisi per sottogruppi in base agli anni di follow-up per esplorare l’eterogeneità. RISULTATI Sono stati trovati 2124 record, 13 studi sono stati inclusi in revisione e 10 nella meta-analisi, l’età media dei partecipanti va da 45,6 anni fino a 81,3 anni, la maggior parte degli studi ha un campione prevalentemente femminile, gli anni di followup vanno da un minimo di 1,5 anni fino a 12 anni. Il tratto di nevroticismo risulta essere associato a un maggior rischio di declino cognitivo (HR: 1,08 IC 95% 1,02 – 1,15, I2 81,3), mentre coscienziosità e apertura mentale risultano essere fattori protettivi (rispettivamente: HR 0,92 IC 95% 0,84 – 0,99, I2 94,5%; 0,97 IC 95% 0,94 – 0,99, I2 10,3%). Estroversione e amicalità non risultano associati all’outcome, anche se quest’ultima presenta un elevato I2: 87,2%. Le stime con gli OR confermano l’effetto osservato per gli HR, risolto in parte con l’analisi per follow-up. L’analisi per sottogruppi ha ridotto l’eterogeneità per nevroticismo, che mantiene comunque un’associazione con l’outcome negli studi con follow-up maggiori di 5 anni; mentre coscienziosità viene solo risolta in parte nel gruppo con follow-up inferiori a 5 anni, ma la stima è uguale a HR 1,00, mentre il tratto rimane protettivo negli studi con follow-up superiori a 5 anni, ma la stima rimane eterogena (I2 93,3%). L’Egger test non rileva effetti di piccoli studi sulle meta-analisi effettuate eccetto per il tratto di apertura mentale per gli studi che hanno riportato gli HR, p=0,013, potrebbe essere dovuto al publication bias. Gli studi inclusi sono di qualità medio-alta. CONCLUSIONI Il nevroticismo sembra essere associato, soprattutto in follow-up lunghi, a un maggior rischio di sviluppare condizioni predementigene, mentre l’apertura mentale risulta essere un fattore protettivo per lo sviluppo di condizioni predementigene. Questi risultati indicano la necessità di considerare i tratti di personalità come possibili fattori di rischio o protettivi per il declino cognitivo.
Tratti di personalità e declino cognitivo: una revisione sistematica della letteratura con metaanalisi di studi longitudinali / Marco Martorana, S.C.. - ELETTRONICO. - (2025), pp. 86-86. (XLIX AIE - Epidemiologia tra contrasti e nuovi bisogni di salute Salerno, Italia 8-11, aprile, 2025).
Tratti di personalità e declino cognitivo: una revisione sistematica della letteratura con metaanalisi di studi longitudinali
Marco Martorana
Conceptualization
;
2025
Abstract
INTRODUZIONE La personalità è definita come un insieme di comportamenti e modalità di pensiero stabili nel tempo. Uno dei modelli teorici più noti nell’ambito della personalità è il modello a 5 fattori che suddivide la personalità in 5 tratti: nevroticismo, estroversione, amicalità, apertura mentale, coscienziosità. I tratti di personalità possono influenzare gli stili di vita e avere quindi un impatto sulla salute delle persone. OBIETTIVO Verificare se i tratti di personalità del modello a 5 fattori sono associati a un maggior rischio di sviluppare delle condizioni predementigene METODI è stata condotta una ricerca con parole chiave e MeSH sui seguenti database: Pubmed, Scopus e Web of Science. I criteri di inclusione degli studi erano: soggetti adulti in salute, studi longitudinali con follow-up di almeno un anno. Sono state condotte delle meta-analisi con modelli a effetti random separate per misure di effetto (Hazard Ratio e Odds Ratio), sono state condotte delle analisi per sottogruppi in base agli anni di follow-up per esplorare l’eterogeneità. RISULTATI Sono stati trovati 2124 record, 13 studi sono stati inclusi in revisione e 10 nella meta-analisi, l’età media dei partecipanti va da 45,6 anni fino a 81,3 anni, la maggior parte degli studi ha un campione prevalentemente femminile, gli anni di followup vanno da un minimo di 1,5 anni fino a 12 anni. Il tratto di nevroticismo risulta essere associato a un maggior rischio di declino cognitivo (HR: 1,08 IC 95% 1,02 – 1,15, I2 81,3), mentre coscienziosità e apertura mentale risultano essere fattori protettivi (rispettivamente: HR 0,92 IC 95% 0,84 – 0,99, I2 94,5%; 0,97 IC 95% 0,94 – 0,99, I2 10,3%). Estroversione e amicalità non risultano associati all’outcome, anche se quest’ultima presenta un elevato I2: 87,2%. Le stime con gli OR confermano l’effetto osservato per gli HR, risolto in parte con l’analisi per follow-up. L’analisi per sottogruppi ha ridotto l’eterogeneità per nevroticismo, che mantiene comunque un’associazione con l’outcome negli studi con follow-up maggiori di 5 anni; mentre coscienziosità viene solo risolta in parte nel gruppo con follow-up inferiori a 5 anni, ma la stima è uguale a HR 1,00, mentre il tratto rimane protettivo negli studi con follow-up superiori a 5 anni, ma la stima rimane eterogena (I2 93,3%). L’Egger test non rileva effetti di piccoli studi sulle meta-analisi effettuate eccetto per il tratto di apertura mentale per gli studi che hanno riportato gli HR, p=0,013, potrebbe essere dovuto al publication bias. Gli studi inclusi sono di qualità medio-alta. CONCLUSIONI Il nevroticismo sembra essere associato, soprattutto in follow-up lunghi, a un maggior rischio di sviluppare condizioni predementigene, mentre l’apertura mentale risulta essere un fattore protettivo per lo sviluppo di condizioni predementigene. Questi risultati indicano la necessità di considerare i tratti di personalità come possibili fattori di rischio o protettivi per il declino cognitivo.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



