Il linguista, qui Luciano Giannelli, ha uno strumento incomparabilmente potente nel demistificare i pregiudizi, cioè l’analisi linguistica, che mostra come ogni lingua sia espressione di dispositivi cognitivi universali e di un potere concettuale unico. Luciano Giannelli, infatti, è stato un grande etnolinguistica, quasi unico in Italia. Certamente unico per ciò che riguarda lo studio delle lingue native d’America, avvicinate con indagini sul campo e con impegno civile. Per Luciano le lingue amerindiane hanno avuto, senz’altro fra molti altri, almeno due significati. Il primo è una scoperta intellettuale là dove la linguistica fa conoscere forme di concettualizzazione diverse, che mettono in discussione le categorie di classificazione tradizionali della filosofia e della sociologia. Così, il contrasto tra lingue egemoni (europee) e lingue minoritarie nasconde qualcosa di più profondo e sovversivo. Osservazioni che Luciano trasmetteva nei suoi corsi e nei suoi scritti, come nei Sussidi per le lingue amerinde (Giannelli 2023e: 144-210), e con ampia competenza, come ci fa capire la descrizione online riportata sul sito https://federicopani.com/ (Giannelli 2022 online). Il secondo punto riguarda che cosa può fare la ricerca linguistica a favore di realtà minorizzate, danneggiate, egemonizzate (Giannelli 2023d [2015]). Una questione più generale, già delineata nell’approccio ai dialetti e alle lingue minoritarie d’Europa e d’Italia, dove il contrasto Ascoli-Manzoni, protezione vs. libero sviluppo delle vicende linguistiche e culturali è riportato a un’interpretazione marxiana della complessità dei processi sociali (Giannelli 2023a [1989]; Giannelli 2023b [2005]).
Ricordando Luciano Giannelli, etnolinguista che amava il dialogo / Leonardo Maria Savoia. - In: DIALOGHI MEDITERRANEI. - ISSN 2384-9010. - ELETTRONICO. - 81:(2026), pp. 1-10.
Ricordando Luciano Giannelli, etnolinguista che amava il dialogo
Leonardo Maria Savoia
2026
Abstract
Il linguista, qui Luciano Giannelli, ha uno strumento incomparabilmente potente nel demistificare i pregiudizi, cioè l’analisi linguistica, che mostra come ogni lingua sia espressione di dispositivi cognitivi universali e di un potere concettuale unico. Luciano Giannelli, infatti, è stato un grande etnolinguistica, quasi unico in Italia. Certamente unico per ciò che riguarda lo studio delle lingue native d’America, avvicinate con indagini sul campo e con impegno civile. Per Luciano le lingue amerindiane hanno avuto, senz’altro fra molti altri, almeno due significati. Il primo è una scoperta intellettuale là dove la linguistica fa conoscere forme di concettualizzazione diverse, che mettono in discussione le categorie di classificazione tradizionali della filosofia e della sociologia. Così, il contrasto tra lingue egemoni (europee) e lingue minoritarie nasconde qualcosa di più profondo e sovversivo. Osservazioni che Luciano trasmetteva nei suoi corsi e nei suoi scritti, come nei Sussidi per le lingue amerinde (Giannelli 2023e: 144-210), e con ampia competenza, come ci fa capire la descrizione online riportata sul sito https://federicopani.com/ (Giannelli 2022 online). Il secondo punto riguarda che cosa può fare la ricerca linguistica a favore di realtà minorizzate, danneggiate, egemonizzate (Giannelli 2023d [2015]). Una questione più generale, già delineata nell’approccio ai dialetti e alle lingue minoritarie d’Europa e d’Italia, dove il contrasto Ascoli-Manzoni, protezione vs. libero sviluppo delle vicende linguistiche e culturali è riportato a un’interpretazione marxiana della complessità dei processi sociali (Giannelli 2023a [1989]; Giannelli 2023b [2005]).| File | Dimensione | Formato | |
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