Quello che intendo fare in questo piccolo scritto è, a partire da quanto detto sin qui, porre due questioni: la prima riguarda il passaggio da “natura” (animale) come oggetto di indagine e descrizione (com’è nel caso di Charles Darwin, che con la teoria della selezione sessuale indaga i meccanismi che regolano le varie fasi della riproduzione negli organismi sessuati) a “natura” come oggetto esplicito di conservazione e tutela, in un quadro normativo; la seconda riguarda il passaggio dall’idea che la moda umana sia un generico analogo dei meccanismi di selezione biologica all’idea che la moda umana possa essere una delle minacce principali alla conservazione di tali meccanismi negli organismi animali, cioè in generale alla conservazione della natura. Cercherò di sviluppare brevemente questi due punti: a) discutendo alcuni snodi cruciali nel percorso che porta dai primi movimenti conservazionisti di fine Ottocento a quella che oggi chiamiamo la disciplina della “conservazione biologica” o della “conservazione della natura”; b) introducendo un piccolo testo di Virginia Woolf, dell’inizio degli anni Venti del Novecento, che mette insieme in modo originalissimo moda, conservazione della natura a rischio e bias di genere.

I piumaggi di Virginia. Estetica e conservazione biologica tra esibizione, norma e questioni di genere / Mariagrazia Portera. - In: ROOTS§ROUTES. - ISSN 2039-5426. - ELETTRONICO. - 52:(2026), pp. 1-7.

I piumaggi di Virginia. Estetica e conservazione biologica tra esibizione, norma e questioni di genere

Mariagrazia Portera
2026

Abstract

Quello che intendo fare in questo piccolo scritto è, a partire da quanto detto sin qui, porre due questioni: la prima riguarda il passaggio da “natura” (animale) come oggetto di indagine e descrizione (com’è nel caso di Charles Darwin, che con la teoria della selezione sessuale indaga i meccanismi che regolano le varie fasi della riproduzione negli organismi sessuati) a “natura” come oggetto esplicito di conservazione e tutela, in un quadro normativo; la seconda riguarda il passaggio dall’idea che la moda umana sia un generico analogo dei meccanismi di selezione biologica all’idea che la moda umana possa essere una delle minacce principali alla conservazione di tali meccanismi negli organismi animali, cioè in generale alla conservazione della natura. Cercherò di sviluppare brevemente questi due punti: a) discutendo alcuni snodi cruciali nel percorso che porta dai primi movimenti conservazionisti di fine Ottocento a quella che oggi chiamiamo la disciplina della “conservazione biologica” o della “conservazione della natura”; b) introducendo un piccolo testo di Virginia Woolf, dell’inizio degli anni Venti del Novecento, che mette insieme in modo originalissimo moda, conservazione della natura a rischio e bias di genere.
2026
52
1
7
Mariagrazia Portera
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