This essay explores the “epistemology of mending” as an example of thinking with care and as a critical counterpoint to the logic of scalability prevalent in the Capitalocene. Drawing on authors such as Adrienne Rich, Sara Ruddick, Donna Haraway, Anna Tsing, Isabelle Stengers, and Cecilia Vicuña the text proposes mending not merely as a care practice, but as a cognitive and political technology capable of responding to material vulnerability. In contrast to the technocratic abstraction that seeks a tabula rasa, the thought of mending emphasizes persistence, maintenance, and situated responsibility. L’articolo esplora l’“epistemologia del rammendo” come esempio di pensiero improntato alla cura e come contrappunto critico alla logica della scalabilità prevalente nel Capitalocene. Attingendo ad autrici quali Adrienne Rich, Sara Ruddick, Donna Haraway, Anna Tsing, Isabelle Stengers e Cecilia Vicuña, il testo propone il rammendare non solo come pratica di cura, ma come tecnologia cognitiva e politica in grado di rispondere alla vulnerabilità materiale. In contrasto con l’astrazione tecnocratica che mira a una tabula rasa, il pensiero del riparare pone l’accento sulla persistenza, sulla manutenzione e sulla responsabilità situata.
Epistemologie del rammendo. Cura, vulnerabilità materiale e resistenze al Capitalocene / Brunella Casalini. - In: SOCIOLOGIA ITALIANA. - ISSN 2281-2652. - ELETTRONICO. - (In corso di stampa), pp. 0-0.
Epistemologie del rammendo. Cura, vulnerabilità materiale e resistenze al Capitalocene
Brunella Casalini
In corso di stampa
Abstract
This essay explores the “epistemology of mending” as an example of thinking with care and as a critical counterpoint to the logic of scalability prevalent in the Capitalocene. Drawing on authors such as Adrienne Rich, Sara Ruddick, Donna Haraway, Anna Tsing, Isabelle Stengers, and Cecilia Vicuña the text proposes mending not merely as a care practice, but as a cognitive and political technology capable of responding to material vulnerability. In contrast to the technocratic abstraction that seeks a tabula rasa, the thought of mending emphasizes persistence, maintenance, and situated responsibility. L’articolo esplora l’“epistemologia del rammendo” come esempio di pensiero improntato alla cura e come contrappunto critico alla logica della scalabilità prevalente nel Capitalocene. Attingendo ad autrici quali Adrienne Rich, Sara Ruddick, Donna Haraway, Anna Tsing, Isabelle Stengers e Cecilia Vicuña, il testo propone il rammendare non solo come pratica di cura, ma come tecnologia cognitiva e politica in grado di rispondere alla vulnerabilità materiale. In contrasto con l’astrazione tecnocratica che mira a una tabula rasa, il pensiero del riparare pone l’accento sulla persistenza, sulla manutenzione e sulla responsabilità situata.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



