Questo contributo affronta il ruolo dell’informatica nelle nuove Indicazioni Nazionali, nato dall’esperienza diretta nel coordinamento della Commissione incaricata di elaborare le indicazioni per le discipline STEM. La tesi di fondo è che introdurre davvero l’informatica nella scuola non significhi aggiungere una materia tecnica, ma ridefinire il modello culturale dell’educazione nell’epoca della società algoritmica e dell’intelligenza artificiale generativa. Il testo distingue tra alfabetizzazione strumentale e comprensione critica del digitale, supera l’equivoco che riduce l’informatica al coding e propone di considerarla una nuova forma di pensiero e una disciplina culturale al pari della matematica. Attraverso il confronto con i modelli internazionali (Estonia, Finlandia, Regno Unito, Stati Uniti e Cina) e con il quadro europeo (DigComp, AI Act, sovranità digitale), l’articolo delinea una via culturale italiana all’educazione informatica, il cui obiettivo non è formare utenti efficienti, ma cittadini capaci di comprendere, progettare e governare criticamente la società digitale.

Educare all’informatica nelle nuove Indicazioni Nazionali Per una scuola capace di comprendere, progettare e governare il digitale / Vincenzo Vespri. - In: MONDO DIGITALE. - ISSN 1720-898X. - ELETTRONICO. - 106:(2026), pp. 1-43.

Educare all’informatica nelle nuove Indicazioni Nazionali Per una scuola capace di comprendere, progettare e governare il digitale

Vincenzo Vespri
2026

Abstract

Questo contributo affronta il ruolo dell’informatica nelle nuove Indicazioni Nazionali, nato dall’esperienza diretta nel coordinamento della Commissione incaricata di elaborare le indicazioni per le discipline STEM. La tesi di fondo è che introdurre davvero l’informatica nella scuola non significhi aggiungere una materia tecnica, ma ridefinire il modello culturale dell’educazione nell’epoca della società algoritmica e dell’intelligenza artificiale generativa. Il testo distingue tra alfabetizzazione strumentale e comprensione critica del digitale, supera l’equivoco che riduce l’informatica al coding e propone di considerarla una nuova forma di pensiero e una disciplina culturale al pari della matematica. Attraverso il confronto con i modelli internazionali (Estonia, Finlandia, Regno Unito, Stati Uniti e Cina) e con il quadro europeo (DigComp, AI Act, sovranità digitale), l’articolo delinea una via culturale italiana all’educazione informatica, il cui obiettivo non è formare utenti efficienti, ma cittadini capaci di comprendere, progettare e governare criticamente la società digitale.
2026
106
1
43
Vincenzo Vespri
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