In Italia gli alberi monumentali rappresentano un patrimonio straordinario tutelato dalla Legge n. 10/2013. Tra i numerosi valori che rappresentano vi è la biodiversità, in quanto la vetustà strutturale e l’eterogeneità morfologica degli alberi monumentali creano una ricchezza di microhabitat arborei (cavità, legno morto, cortecce ricche) che ospitano comunità ecologiche di piccoli mammiferi, uccelli e organismi lignicoli. Secondo il catalogo standardizzato europeo, questi microhabitat sono indicatori affidabili della qualità ecologica dell’albero (Larrieu et al., 2018). Non esiste ad oggi una metodologia standardizzata e quantitativa che consenta di valutare e confrontare sistematicamente questi esemplari in termini di biodiversità, in modo da determinare una scala di priorità di interventi di gestione e conservazione. L’Indice di Biodiversità Arboreo Individuale (IBAI) integra la classificazione europea standardizzata dei dendromicrohabitat (Tree-related Microhabitat; Larrieu et al., 2018) con metriche strutturali derivate da laser scanner terrestre, quali il volume del legno (D’hont et al., 2025), la complessità strutturale della chioma (Ehbrecht et al., 2017), il legno morto in chioma e le anomalie morfologiche (Frey et al., 2020). Questo approccio integrato combina rilievi da proximal sensing con la competenza specializzata di tecnici forestali e arboristi certificati, garantendo riproducibilità metodologica e applicabilità operativa. L’IBAI riconosce il ruolo determinante dell’ambiente circostante sulla composizione ecologica dell’albero con un modificatore di contesto paesaggistico-antropico in base alla sua allocazione (pascolo, bosco vetusto, verde urbano) . Il metodo colma tre gap metodologici: applicazione classificazione microhabitat al singolo individuo monumentale, integrazione di rilievi di metriche strutturali complesse su alberi vetusti mediterranei, e formalizzazione del contesto antropico come variabile quantificata. La formula con cui è calcolato è la seguente: IBAI_FINALE = IBAI_BIODIVERSITÀ × (0.77 + FEG × 0.08 + CAR × 0.15), dove FEG (Fattore Economico-Gestionale, 0.70-1.30) quantifica per singolo esemplare la fattibilità gestionale considerando il rapporto costo/valore assicurativo, l’accessibilità logistica e la priorità patrimoniale con una valutazione del valore estetico. Il CAR (Correttore Rischio Arboreo, 0.60-1.00) integra criteri di rischio strutturale conforme al D.Lgs 81/08 (Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro). Per validare il metodo, la metodologia IBAI è stata applicata su venti alberi monumentali di specie diverse, autoctone ed esotiche, localizzati nel comune di Montemurlo (Prato), distribuiti nei tre contesti paesaggistici più rappresentativi: agrario, boschivo e urbano. La metodologia proposta ha prodotto una gerarchia tra gli esemplari determinata da un punteggio (pt) mediato per specie: Castagno 92 pt (Classe V), Leccio 78 pt (Classe IV), Platano 72 pt (Classe IV); o per contesto: Bosco vetusto (88 pt) > Pascolo (76 pt) > Agrario (70 pt) > Urbano (54 pt). La correlazione tra parametri strutturali e ricchezza di microhabitat risulta significativa (R² = 0.74, p < 0.01). Pertanto, il risultato della valutazione, grazie a questi altri fattori e correttori (FEG e CAR), consente di differenziare le priorità gestionali tra esemplari simili. L’IBAI consente il confronto diretto e quantitativo tra esemplari diversi, trasformando valutazioni qualitative in metriche comparabili fondate su principi oggettivi. Il modello integra dati di biodiversità, variabili economico-gestionali (FEG) e criteri di sicurezza strutturale (CAR), permettendo a proprietari e amministrazioni di identificare gli alberi con maggiore potenziale di biodiversità e più favorevole rapporto costo-beneficio per investimenti conservativi. L’IBAI è trasferibile a tecnici forestali, arboristi e gestori di patrimonio arboreo per ottimizzare priorità di valutazione e gestione su base oggettiva e comparativa.

Verso una valutazione standardizzata e comparativa del valore di biodiversità negli alberi monumentali: la proposta dell’Indice IBAI / Alessio Santosuosso, S.S.. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 0-0. (XV Congresso Nazionale SISEF ).

Verso una valutazione standardizzata e comparativa del valore di biodiversità negli alberi monumentali: la proposta dell’Indice IBAI

Alessio Santosuosso
;
Elisa Carrari;Federico Guglielmo Maetzke
2026

Abstract

In Italia gli alberi monumentali rappresentano un patrimonio straordinario tutelato dalla Legge n. 10/2013. Tra i numerosi valori che rappresentano vi è la biodiversità, in quanto la vetustà strutturale e l’eterogeneità morfologica degli alberi monumentali creano una ricchezza di microhabitat arborei (cavità, legno morto, cortecce ricche) che ospitano comunità ecologiche di piccoli mammiferi, uccelli e organismi lignicoli. Secondo il catalogo standardizzato europeo, questi microhabitat sono indicatori affidabili della qualità ecologica dell’albero (Larrieu et al., 2018). Non esiste ad oggi una metodologia standardizzata e quantitativa che consenta di valutare e confrontare sistematicamente questi esemplari in termini di biodiversità, in modo da determinare una scala di priorità di interventi di gestione e conservazione. L’Indice di Biodiversità Arboreo Individuale (IBAI) integra la classificazione europea standardizzata dei dendromicrohabitat (Tree-related Microhabitat; Larrieu et al., 2018) con metriche strutturali derivate da laser scanner terrestre, quali il volume del legno (D’hont et al., 2025), la complessità strutturale della chioma (Ehbrecht et al., 2017), il legno morto in chioma e le anomalie morfologiche (Frey et al., 2020). Questo approccio integrato combina rilievi da proximal sensing con la competenza specializzata di tecnici forestali e arboristi certificati, garantendo riproducibilità metodologica e applicabilità operativa. L’IBAI riconosce il ruolo determinante dell’ambiente circostante sulla composizione ecologica dell’albero con un modificatore di contesto paesaggistico-antropico in base alla sua allocazione (pascolo, bosco vetusto, verde urbano) . Il metodo colma tre gap metodologici: applicazione classificazione microhabitat al singolo individuo monumentale, integrazione di rilievi di metriche strutturali complesse su alberi vetusti mediterranei, e formalizzazione del contesto antropico come variabile quantificata. La formula con cui è calcolato è la seguente: IBAI_FINALE = IBAI_BIODIVERSITÀ × (0.77 + FEG × 0.08 + CAR × 0.15), dove FEG (Fattore Economico-Gestionale, 0.70-1.30) quantifica per singolo esemplare la fattibilità gestionale considerando il rapporto costo/valore assicurativo, l’accessibilità logistica e la priorità patrimoniale con una valutazione del valore estetico. Il CAR (Correttore Rischio Arboreo, 0.60-1.00) integra criteri di rischio strutturale conforme al D.Lgs 81/08 (Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro). Per validare il metodo, la metodologia IBAI è stata applicata su venti alberi monumentali di specie diverse, autoctone ed esotiche, localizzati nel comune di Montemurlo (Prato), distribuiti nei tre contesti paesaggistici più rappresentativi: agrario, boschivo e urbano. La metodologia proposta ha prodotto una gerarchia tra gli esemplari determinata da un punteggio (pt) mediato per specie: Castagno 92 pt (Classe V), Leccio 78 pt (Classe IV), Platano 72 pt (Classe IV); o per contesto: Bosco vetusto (88 pt) > Pascolo (76 pt) > Agrario (70 pt) > Urbano (54 pt). La correlazione tra parametri strutturali e ricchezza di microhabitat risulta significativa (R² = 0.74, p < 0.01). Pertanto, il risultato della valutazione, grazie a questi altri fattori e correttori (FEG e CAR), consente di differenziare le priorità gestionali tra esemplari simili. L’IBAI consente il confronto diretto e quantitativo tra esemplari diversi, trasformando valutazioni qualitative in metriche comparabili fondate su principi oggettivi. Il modello integra dati di biodiversità, variabili economico-gestionali (FEG) e criteri di sicurezza strutturale (CAR), permettendo a proprietari e amministrazioni di identificare gli alberi con maggiore potenziale di biodiversità e più favorevole rapporto costo-beneficio per investimenti conservativi. L’IBAI è trasferibile a tecnici forestali, arboristi e gestori di patrimonio arboreo per ottimizzare priorità di valutazione e gestione su base oggettiva e comparativa.
2026
Sistemi forestali mediterranei come infrastrutture strategiche
XV Congresso Nazionale SISEF
Alessio Santosuosso, Sofia Serena, Elisa Carrari, Federico Guglielmo Maetzke
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