L’approvvigionamento e la sicurezza alimentare costituiscono un elemento centrale della storia sociale delle città del medioevo. Il mercato alimentare, le politiche annonarie e l’accesso al cibo come indicatore dei livelli di vita, sono considerati da un’ampia storiografia nel contesto più generale delle carestie e delle disuguaglianze sociali ed economiche dell’Europa del basso medioevo. Più di recente la riflessione ha cercato di individuare le forme di accesso diretto al cibo, al di fuori del mercato e al riparo dalla volatilità dei prezzi. In questo contesto il caso di Firenze rappresenta un significativo banco di prova, dal momento che, nonostante la disuguaglianza dei possessi, la proprietà fondiaria interessava ampi strati della società fiorentina. Attraverso il Catasto fiorentino del 1427, l’indagine condotta su alcune categorie professionali dell’artigianato e della manifattura disseminata (calzaioli, fabbri, tintori e cimatori) ha consentito di verificare la diffusione della proprietà fondiaria e di misurare l’approvvigionamento alternativo al mercato in rapporto al fabbisogno delle famiglie. / Food supply and food security constitute a central element in the social history of medieval cities. The food market, annona policies, and access to food as an indicator of living standards have been examined by a broad historiography within the wider context of famine and the social and economic inequalities of late medieval Europe. More recently, scholarship has sought to identify forms of direct access to food outside the market and sheltered from price volatility. In this context, the case of Florence provides a significant testing ground, since despite pronounced inequalities in wealth, landownership involved broad segments of Florentine society. Drawing on the Florentine Catasto of 1427, an investigation of selected occupational groups in artisanal production and dispersed manufacturing (shoemakers, blacksmiths, dyers, and cloth finishers) has made it possible to assess the diffusion of landownership and to measure non-market forms of food supply in relation to household needs.
Il pane e il vino “da famiglia”. L’approvvigionamento diretto di calzaioli, fabbri, tintori e cimatori nella Firenze del 1427 / Nanni, P.. - In: SOCIETÀ E STORIA. - ISSN 0391-6987. - STAMPA. - 2026/193:(2026), pp. 407-446. [10.3280/SS2026-193001]
Il pane e il vino “da famiglia”. L’approvvigionamento diretto di calzaioli, fabbri, tintori e cimatori nella Firenze del 1427
Nanni, Paolo
2026
Abstract
L’approvvigionamento e la sicurezza alimentare costituiscono un elemento centrale della storia sociale delle città del medioevo. Il mercato alimentare, le politiche annonarie e l’accesso al cibo come indicatore dei livelli di vita, sono considerati da un’ampia storiografia nel contesto più generale delle carestie e delle disuguaglianze sociali ed economiche dell’Europa del basso medioevo. Più di recente la riflessione ha cercato di individuare le forme di accesso diretto al cibo, al di fuori del mercato e al riparo dalla volatilità dei prezzi. In questo contesto il caso di Firenze rappresenta un significativo banco di prova, dal momento che, nonostante la disuguaglianza dei possessi, la proprietà fondiaria interessava ampi strati della società fiorentina. Attraverso il Catasto fiorentino del 1427, l’indagine condotta su alcune categorie professionali dell’artigianato e della manifattura disseminata (calzaioli, fabbri, tintori e cimatori) ha consentito di verificare la diffusione della proprietà fondiaria e di misurare l’approvvigionamento alternativo al mercato in rapporto al fabbisogno delle famiglie. / Food supply and food security constitute a central element in the social history of medieval cities. The food market, annona policies, and access to food as an indicator of living standards have been examined by a broad historiography within the wider context of famine and the social and economic inequalities of late medieval Europe. More recently, scholarship has sought to identify forms of direct access to food outside the market and sheltered from price volatility. In this context, the case of Florence provides a significant testing ground, since despite pronounced inequalities in wealth, landownership involved broad segments of Florentine society. Drawing on the Florentine Catasto of 1427, an investigation of selected occupational groups in artisanal production and dispersed manufacturing (shoemakers, blacksmiths, dyers, and cloth finishers) has made it possible to assess the diffusion of landownership and to measure non-market forms of food supply in relation to household needs.I documenti in FLORE sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



