Ideato, scritto, montato e co-diretto da Cristian Mungiu nel 2009, Racconti dell’età dell’oro (Amintiri din epoca de aur) è composto da sei episodi indipendenti, ciascuno ispirato a un differente mito urbano in circolazione durante gli ultimi anni del regime di Ceaușescu. Il film assume l’oralità non come mero punto di partenza o contenuto diegetico bensì come principio logico-formale della messa in scena: le dicerie popolari in voga nella presunta “età dell’oro” – definizione propagandistica ironicamente menzionata nel titolo – diventano così uno strumento per interrogare e farsi beffe della memoria storica della Romania a vent’anni dalla rivoluzione. Il contributo intende evidenziare le modalità attraverso cui l’opera adotta la forma del racconto breve come strategia epistemologica, valorizzando pratiche discorsive di matrice aneddotica (si consideri, a tal proposito, che la traduzione letterale di Amintiri rimanda proprio a ricordi, memorie). L’umorismo, cifra distintiva dell’immaginario popolare romeno, non viene adoperato come semplice scelta tonale ma come vero e proprio dispositivo compositivo che mette in discussione la funzione organizzatrice della narrazione, attenuando il confine tra testimonianza e invenzione e sottolineando la natura stratificata della storia condivisa. Attraverso un approccio filmologico che integra l’analisi delle dinamiche performative dei singoli racconti con la teoria delle forme brevi, l’articolo esaminerà gli specifici dispositivi narrativi impiegati dal film. I risultati mirano a rivelare come Mungiu rielabori criticamente le logiche interne del clima dittatoriale, riattivando la memoria collettiva al di fuori delle narrazioni “ufficiali” e mettendone in luce ambivalenze, distorsioni e possibilità di reinvenzione.

Poetiche dell’aneddoto: la narrazione episodica nel cinema romeno / Giuseppe Mattia. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - STAMPA. - 59:(2026), pp. 89-105.

Poetiche dell’aneddoto: la narrazione episodica nel cinema romeno

Giuseppe Mattia
2026

Abstract

Ideato, scritto, montato e co-diretto da Cristian Mungiu nel 2009, Racconti dell’età dell’oro (Amintiri din epoca de aur) è composto da sei episodi indipendenti, ciascuno ispirato a un differente mito urbano in circolazione durante gli ultimi anni del regime di Ceaușescu. Il film assume l’oralità non come mero punto di partenza o contenuto diegetico bensì come principio logico-formale della messa in scena: le dicerie popolari in voga nella presunta “età dell’oro” – definizione propagandistica ironicamente menzionata nel titolo – diventano così uno strumento per interrogare e farsi beffe della memoria storica della Romania a vent’anni dalla rivoluzione. Il contributo intende evidenziare le modalità attraverso cui l’opera adotta la forma del racconto breve come strategia epistemologica, valorizzando pratiche discorsive di matrice aneddotica (si consideri, a tal proposito, che la traduzione letterale di Amintiri rimanda proprio a ricordi, memorie). L’umorismo, cifra distintiva dell’immaginario popolare romeno, non viene adoperato come semplice scelta tonale ma come vero e proprio dispositivo compositivo che mette in discussione la funzione organizzatrice della narrazione, attenuando il confine tra testimonianza e invenzione e sottolineando la natura stratificata della storia condivisa. Attraverso un approccio filmologico che integra l’analisi delle dinamiche performative dei singoli racconti con la teoria delle forme brevi, l’articolo esaminerà gli specifici dispositivi narrativi impiegati dal film. I risultati mirano a rivelare come Mungiu rielabori criticamente le logiche interne del clima dittatoriale, riattivando la memoria collettiva al di fuori delle narrazioni “ufficiali” e mettendone in luce ambivalenze, distorsioni e possibilità di reinvenzione.
2026
59
89
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Giuseppe Mattia
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