Il contributo considera e le scelte di Licia Collobi Ragghianti (1914-1989) per la siste- mazione e l’allestimento di musei e mostre. A partire dal progetto per la Galleria Estense a Modena, mai realizzato e per lungo tempo dimenticato, la storica dell’arte elabora proposte museografiche che tengono sempre in considerazione la comprensione dell’opera d’arte da parte del pubblico. Nell’ambito delle mostre promosse nel secondo dopoguerra da Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), con la collaborazione della stessa Collobi, spicca poi la rivalutazione del ruolo delle arti decorative. Come attestano gli scritti della studiosa, la finalità è di ricostruire un mondo mentale ed estetico, anche attraverso opere poco note e di difficile visione o del tutto ignote. Il coinvolgimento di Edoardo Detti (1913-1984), Ignazio Gardella (1905-1999), Nilo Gioacchini (1946-) nella progettazione di alcuni degli allestimenti esaminati nel presente contributo dimostra come in tali scelte espositive si con- densino le ragioni metodologiche che guidano l’operare critico di Collobi. This paper examines the choices of Licia Collobi Ragghianti (1914–1989) for the layout and arrangement of museums and exhibitions in Italy. Starting with the project for the Galleria Estense in Modena, which was never realised and has remained forgotten for a long time, the art historian developed museographic proposals that always considered the public’s understanding of the artwork. Among the exhibitions promoted by Carlo Ludovico Ragghianti (1910–1987), with the collaboration of Collobi, herself, the re-evaluation of decorative arts’ role stands out. As the scholar’s writings illustrate, she aims to reconstruct an aesthetic universe, partly through works that are unknown or little known and difficult to view. The involvement of Edoardo Detti (1913–1984), Ignazio Gardella (1905–1999), and Nilo Gioacchini (1946–) in designing some of the exhibitions examined in this paper demonstrate how the methodological reasons that guide Collobi’s critical work emerge in the exhibition layout.
Il valore pedagogico dell’allestimento. Ragioni, criteri e modi nelle scelte espositive di Licia Collobi Ragghianti / Eleonora Caggiati. - In: IL CAPITALE CULTURALE. - ISSN 2039-2362. - ELETTRONICO. - (2026), pp. 265-283.
Il valore pedagogico dell’allestimento. Ragioni, criteri e modi nelle scelte espositive di Licia Collobi Ragghianti
Eleonora Caggiati
2026
Abstract
Il contributo considera e le scelte di Licia Collobi Ragghianti (1914-1989) per la siste- mazione e l’allestimento di musei e mostre. A partire dal progetto per la Galleria Estense a Modena, mai realizzato e per lungo tempo dimenticato, la storica dell’arte elabora proposte museografiche che tengono sempre in considerazione la comprensione dell’opera d’arte da parte del pubblico. Nell’ambito delle mostre promosse nel secondo dopoguerra da Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), con la collaborazione della stessa Collobi, spicca poi la rivalutazione del ruolo delle arti decorative. Come attestano gli scritti della studiosa, la finalità è di ricostruire un mondo mentale ed estetico, anche attraverso opere poco note e di difficile visione o del tutto ignote. Il coinvolgimento di Edoardo Detti (1913-1984), Ignazio Gardella (1905-1999), Nilo Gioacchini (1946-) nella progettazione di alcuni degli allestimenti esaminati nel presente contributo dimostra come in tali scelte espositive si con- densino le ragioni metodologiche che guidano l’operare critico di Collobi. This paper examines the choices of Licia Collobi Ragghianti (1914–1989) for the layout and arrangement of museums and exhibitions in Italy. Starting with the project for the Galleria Estense in Modena, which was never realised and has remained forgotten for a long time, the art historian developed museographic proposals that always considered the public’s understanding of the artwork. Among the exhibitions promoted by Carlo Ludovico Ragghianti (1910–1987), with the collaboration of Collobi, herself, the re-evaluation of decorative arts’ role stands out. As the scholar’s writings illustrate, she aims to reconstruct an aesthetic universe, partly through works that are unknown or little known and difficult to view. The involvement of Edoardo Detti (1913–1984), Ignazio Gardella (1905–1999), and Nilo Gioacchini (1946–) in designing some of the exhibitions examined in this paper demonstrate how the methodological reasons that guide Collobi’s critical work emerge in the exhibition layout.| File | Dimensione | Formato | |
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