Con gli inerbimenti tecnici ci si propone di ripristinare formazioni vegetali erbacee su aree dissetate o degradate per diverse cause, sia antropiche (apertura di piste da sci, passaggio di metanodotti, attività estrattive, ecc.) che naturali (frane, dissesti idrogeologici, ecc.). Ovviamente con le operazioni di ripristino si introducono specie spesso non appartenenti alla vegetazione locale ma che possono nel tempo lasciare spazio alla ricolonizzazione della flora autoctona. Con il presente lavoro si è tentato di valutare la possibilità di impiegare alcuni indici di confronto che consentano di stimare il grado di somiglianza tra i cotici creati mediante le operazioni di ripristino e le formazioni erbacee naturali limitrofe, in modo da ottenere parametri obiettivi per giudicare il successo degli interventi e il livello di evoluzione vegetazionale raggiunto. Su alcuni inerbimenti (differenziati per tipologia di intervento, ambiente ed età) sono stati analizzati diversi indici, che fanno riferimento sia alla sola presenza/assenza delle singole entità vegetali che all'abbondanza percentuale delle singole specie. Il lavoro ha permesso di definire i limiti di applicazione di questi indici, che pur risultando di facile determinazione, presentano differenze a seconda della metodologia di rilevamento floristico adottata e del tipo di vegetazione di riferimento scelta.

CONFRONTO FRA INDICI PER LA VALUTAZIONE DEL SUCCESSO IN INERBIMENTI TECNICI / G. ARGENTI; A. ALBERTOSI; E. BIANCHETTO; N. STAGLIANÒ. - STAMPA. - (2003), pp. 251-252. ((Intervento presentato al convegno ATTI CONVEGNO XXXV SIA tenutosi a PORTICI (NA).

CONFRONTO FRA INDICI PER LA VALUTAZIONE DEL SUCCESSO IN INERBIMENTI TECNICI.

ARGENTI, GIOVANNI;E. BIANCHETTO;STAGLIANO', NICOLINA
2003

Abstract

Con gli inerbimenti tecnici ci si propone di ripristinare formazioni vegetali erbacee su aree dissetate o degradate per diverse cause, sia antropiche (apertura di piste da sci, passaggio di metanodotti, attività estrattive, ecc.) che naturali (frane, dissesti idrogeologici, ecc.). Ovviamente con le operazioni di ripristino si introducono specie spesso non appartenenti alla vegetazione locale ma che possono nel tempo lasciare spazio alla ricolonizzazione della flora autoctona. Con il presente lavoro si è tentato di valutare la possibilità di impiegare alcuni indici di confronto che consentano di stimare il grado di somiglianza tra i cotici creati mediante le operazioni di ripristino e le formazioni erbacee naturali limitrofe, in modo da ottenere parametri obiettivi per giudicare il successo degli interventi e il livello di evoluzione vegetazionale raggiunto. Su alcuni inerbimenti (differenziati per tipologia di intervento, ambiente ed età) sono stati analizzati diversi indici, che fanno riferimento sia alla sola presenza/assenza delle singole entità vegetali che all'abbondanza percentuale delle singole specie. Il lavoro ha permesso di definire i limiti di applicazione di questi indici, che pur risultando di facile determinazione, presentano differenze a seconda della metodologia di rilevamento floristico adottata e del tipo di vegetazione di riferimento scelta.
Obiettivo qualità intetgrale: il ruolo della ricerca agronomica
ATTI CONVEGNO XXXV SIA
PORTICI (NA)
G. ARGENTI; A. ALBERTOSI; E. BIANCHETTO; N. STAGLIANÒ
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