L’articolo tratta le due tematiche, strettamente collegate fra loro, del soggiorno nelle villae e della amicitia, e tratta anche del tema più generale del rapporto con gli altri a cui le problematiche dell’amicizia necessariamente rimandano. I testi presi in esame appartengono al genere epistolare: particolarmente Cicerone, fam. 7,1 a M. Mario; Seneca, epist. 55, sulla villa di Vatia (vengono qui segnalati punti di contatto tra questa lettera e la lettera di Cicerone a M. Mario che possono far pensare a una derivazione diretta); Plinio, epist.2,17 e 9,6. Il punto di vista diacronico adottato nell’analisi, permette di rilevare una graduale perdita di naturalezza nel rapporto con gli altri, nel senso che viene meno quella disponibilità ad accettare scelte di vita e di indirizzo culturale diverse dalle proprie che caratterizzava le lettere di Cicerone, almeno fino al tempo della lettera a M. Mario. L’analisi qui condotta dimostra come tale processo si possa riconoscere già a partire dalle più tarde lettere di Cicerone. ============================ This article deals with the two closely connected themes of staying in villae and amicitia, as well as the more general theme of relationships with others, which questions of friendship necessarily involve. The texts taken into consideration belong to the epistolary genre: in particular, Cicero, fam. 7,1 to M. Marius; Seneca, epist. 55, on the villa of Vatia (points of contact between this letter and Cicero's letter to M. Marius are underlined here, which may suggest a direct derivation); Pliny, epist. 2,17 and 9,6. The diachronic viewpoint adopted in the analysis makes it possible to identify a gradual loss of spontaneity in the relationship with others, in the sense that there is a disappearance of that readiness to accept choices of lifestyles or cultural approaches different from one's own which characterised Cicero's letters, at least up to the time of his letter to M. Marius. The analysis presented here shows that this process can already be recognized, starting from the later letters of Cicero.

L'assenza degli amici e l'otium nelle ville (Cicerone, Fam. 7, 1; Seneca, Epist. 55) / S.Marchetti. - In: ATHENAEUM. - ISSN 0004-6574. - STAMPA. - 94(2006), pp. 385-414.

L'assenza degli amici e l'otium nelle ville (Cicerone, Fam. 7, 1; Seneca, Epist. 55)

MARCHETTI, SANDRA
2006

Abstract

L’articolo tratta le due tematiche, strettamente collegate fra loro, del soggiorno nelle villae e della amicitia, e tratta anche del tema più generale del rapporto con gli altri a cui le problematiche dell’amicizia necessariamente rimandano. I testi presi in esame appartengono al genere epistolare: particolarmente Cicerone, fam. 7,1 a M. Mario; Seneca, epist. 55, sulla villa di Vatia (vengono qui segnalati punti di contatto tra questa lettera e la lettera di Cicerone a M. Mario che possono far pensare a una derivazione diretta); Plinio, epist.2,17 e 9,6. Il punto di vista diacronico adottato nell’analisi, permette di rilevare una graduale perdita di naturalezza nel rapporto con gli altri, nel senso che viene meno quella disponibilità ad accettare scelte di vita e di indirizzo culturale diverse dalle proprie che caratterizzava le lettere di Cicerone, almeno fino al tempo della lettera a M. Mario. L’analisi qui condotta dimostra come tale processo si possa riconoscere già a partire dalle più tarde lettere di Cicerone. ============================ This article deals with the two closely connected themes of staying in villae and amicitia, as well as the more general theme of relationships with others, which questions of friendship necessarily involve. The texts taken into consideration belong to the epistolary genre: in particular, Cicero, fam. 7,1 to M. Marius; Seneca, epist. 55, on the villa of Vatia (points of contact between this letter and Cicero's letter to M. Marius are underlined here, which may suggest a direct derivation); Pliny, epist. 2,17 and 9,6. The diachronic viewpoint adopted in the analysis makes it possible to identify a gradual loss of spontaneity in the relationship with others, in the sense that there is a disappearance of that readiness to accept choices of lifestyles or cultural approaches different from one's own which characterised Cicero's letters, at least up to the time of his letter to M. Marius. The analysis presented here shows that this process can already be recognized, starting from the later letters of Cicero.
94
385
414
S.Marchetti
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