L’analisi condotta su un corpus di discorsi tenuti dal Presidente G. W. Bush tra il gennaio 2001 e il febbraio 2006, ha evidenziato il continuo sovrapporsi di politica interna e politica estera. La tesi dell'autrice è che la fusione delle due aree sia dovuta all’interpretazione dello scenario contemporaneo nel quadro della teoria del Destino Manifesto, secondo cui il mondo sarebbe un’immensa frontiera, lungo la quale wilderness e civilization si contrappongono, riproducendo l’eterno conflitto tra bene e male. Gli Stati Uniti starebbero dunque confrontandosi con una nuova fase di questo scontro, in cui la wilderness risulta incarnata sia dai terroristi sia dalle forze della natura (es. Uragano Katrina). In questo scenario, l’ecologia, che sembrava essere stata abbandonata dopo la decisione degli Stati Uniti di non ratificare il protocollo di Kyoto, torna nei discorsi presidenziali come elemento cruciale di politica estera. Più in particolare, lo sviluppo di nuove fonti energetiche, necessario per la diminuzione della dipendenza dal petrolio, diventa strategico per la vittoria della guerra al terrorismo e dunque, per la sicurezza nazionale.

Terrorists, hurricanes and energy: wilderness vs civilization in G.W. Bush's language / I. Moschini. - In: IL POLITICO. - ISSN 0032-325X. - STAMPA. - LXXI:(2006), pp. 5-23.

Terrorists, hurricanes and energy: wilderness vs civilization in G.W. Bush's language

MOSCHINI, ILARIA
2006

Abstract

L’analisi condotta su un corpus di discorsi tenuti dal Presidente G. W. Bush tra il gennaio 2001 e il febbraio 2006, ha evidenziato il continuo sovrapporsi di politica interna e politica estera. La tesi dell'autrice è che la fusione delle due aree sia dovuta all’interpretazione dello scenario contemporaneo nel quadro della teoria del Destino Manifesto, secondo cui il mondo sarebbe un’immensa frontiera, lungo la quale wilderness e civilization si contrappongono, riproducendo l’eterno conflitto tra bene e male. Gli Stati Uniti starebbero dunque confrontandosi con una nuova fase di questo scontro, in cui la wilderness risulta incarnata sia dai terroristi sia dalle forze della natura (es. Uragano Katrina). In questo scenario, l’ecologia, che sembrava essere stata abbandonata dopo la decisione degli Stati Uniti di non ratificare il protocollo di Kyoto, torna nei discorsi presidenziali come elemento cruciale di politica estera. Più in particolare, lo sviluppo di nuove fonti energetiche, necessario per la diminuzione della dipendenza dal petrolio, diventa strategico per la vittoria della guerra al terrorismo e dunque, per la sicurezza nazionale.
LXXI
5
23
I. Moschini
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