Il saggio è una riflessione sulla natura dell’uomo americano che trae origine da una collezione di testi (Ritratti Americani) pubblicata dal Dipartimento di Stato all’indomani dell’11 settembre 2001. Una “narrazione pubblica di sé” affidata alle voci di quindici scrittori statunitensi, ai quali viene chiesto di rispondere alla celebre domanda formulata nel 1782 da Hector St. John De Crevecoeur, “chi è allora l’americano, questo uomo nuovo?”. Le risposte che i quindici scrittori danno sull’identità americana entrano in relazione dialogica con un variegato corpus di testi europei ed americani (dal diciottesimo secolo ai giorni nostri) che l’autrice analizza. Il quadro che emerge da tale analisi mostra come il costituirsi dell’identità americana venga rappresentato quale regolare, costante allontanamento dall’influenza della civiltà europea, simbolo di tutto ciò che ha bloccato il realizzarsi della natura umana. Tale contrapposizione si articola attorno ai concetti di fertilità e sterilità e l’autrice dimostra in che modo l’America si autodefinisce terra di vita e rigenerazione contrapponendo la propria immagine a quella di un’Europa terra di morte e degenerazione.

Dall’Europa all’America, dalla sterilità alla fertilità? / I. Moschini. - In: NUOVA ANTOLOGIA. - ISSN 0029-6147. - STAMPA. - 2237:(2006), pp. 208-221.

Dall’Europa all’America, dalla sterilità alla fertilità?

MOSCHINI, ILARIA
2006

Abstract

Il saggio è una riflessione sulla natura dell’uomo americano che trae origine da una collezione di testi (Ritratti Americani) pubblicata dal Dipartimento di Stato all’indomani dell’11 settembre 2001. Una “narrazione pubblica di sé” affidata alle voci di quindici scrittori statunitensi, ai quali viene chiesto di rispondere alla celebre domanda formulata nel 1782 da Hector St. John De Crevecoeur, “chi è allora l’americano, questo uomo nuovo?”. Le risposte che i quindici scrittori danno sull’identità americana entrano in relazione dialogica con un variegato corpus di testi europei ed americani (dal diciottesimo secolo ai giorni nostri) che l’autrice analizza. Il quadro che emerge da tale analisi mostra come il costituirsi dell’identità americana venga rappresentato quale regolare, costante allontanamento dall’influenza della civiltà europea, simbolo di tutto ciò che ha bloccato il realizzarsi della natura umana. Tale contrapposizione si articola attorno ai concetti di fertilità e sterilità e l’autrice dimostra in che modo l’America si autodefinisce terra di vita e rigenerazione contrapponendo la propria immagine a quella di un’Europa terra di morte e degenerazione.
2237
208
221
I. Moschini
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