Nel contesto socio-economico del distretto tessile, l’attività sportiva e motoria ha trovato ampio spazio, con un’evoluzione caratterizzata da tendenze che fanno intravedere analogie e somiglianze con le caratteristiche tipiche del sistema socio-produttivo locale. La frammentazione dell’impresa industriale e l’assenza di marchi noti sul mercato che si identifichino con la città, ha riscontro anche sul piano sportivo: per esempio nel calcio sono mancati i presupposti per sostenere lo sviluppo di una grande squadra. Connessa alla flessibilità dei tempi di lavoro, per anni è prevalsa la scelta di sport individuali praticabili negli interstizi di tempo. Tuttavia, nella storia recente del distretto di Prato emergono interessanti realtà di sport di squadra. Il fenomeno riguarda quelli che vengono definiti sport “minori”: le squadre pratesi di calcio a cinque, pallamano, rugby, hockey su pista militano nelle rispettive prime serie raggiungendo traguardi ragguardevoli. Il successo agonistico di questi sport appare speculare allo sviluppo di numerose piccole imprese nel distretto che si è cimentato molto sul prodotto e assai difficilmente, salvo rare occasioni, è riuscito a risalire la filiera del tessile-abbigliamento imponendosi direttamente sul mercato. Sul piano della partecipazione sportiva di base, Prato presenta un “tasso di sportività” al di sopra della media nazionale. Questo fenomeno che può apparire inconsueto soprattutto considerando che si è sviluppato in una comunità dove il lavoro da sempre riveste un’importanza centrale, in realtà la contraddizione è solo apparente: la modalità di partecipazione spontanea e non strutturata, la pratica svolta in modo flessibile usando tempi interstiziali, è adattabile ai tempi di lavoro e lo sport diventa occasione di incontro e quindi veicolo per gli affari (per esempio circoli di tennis). Anche il fitness sottende luoghi di incontro oltre che di pratica e Prato detiene il primato del maggior numero di mq. di palestre in rapporto agli abitanti. Il modello pratese si caratterizza per la elevata diffusione dell’attività motoria e sportiva a livello amatoriale e ricreativo anche grazie alla cooperazione tra enti di promozione sportiva e istituzioni locali che si impegnano a promuovere la pratica sportiva per tutti i segmenti della popolazione (bambini, giovani, adulti, anziani, ecc.). L’evoluzione del sistema sportivo pratese, avvenuta grazie alla sinergia tra vari fattori (predisposizione del tessuto socio-culturale locale, azione dei vari soggetti protagonisti della vita sociale del distretto, ecc.) vede emergere uno sviluppo diffuso del contesto sportivo a somiglianza dell’ambito industriale e anche a sostegno di questo in termini relazionali. Sarebbe interessante analizzare la situazione attuale dello sport dopo la forte immissione della componente cinese e il drastico ridimensionamento del settore tessile.

L’attività sportiva nel distretto industriale: il caso di Prato / P. Zagnoli; M. Galardi. - In: RASSEGNA DI DIRITTO ED ECONOMIA DELLO SPORT. - ISSN 1970-5611. - STAMPA. - 1:(2007), pp. 29-59.

L’attività sportiva nel distretto industriale: il caso di Prato

ZAGNOLI, PATRIZIA;
2007

Abstract

Nel contesto socio-economico del distretto tessile, l’attività sportiva e motoria ha trovato ampio spazio, con un’evoluzione caratterizzata da tendenze che fanno intravedere analogie e somiglianze con le caratteristiche tipiche del sistema socio-produttivo locale. La frammentazione dell’impresa industriale e l’assenza di marchi noti sul mercato che si identifichino con la città, ha riscontro anche sul piano sportivo: per esempio nel calcio sono mancati i presupposti per sostenere lo sviluppo di una grande squadra. Connessa alla flessibilità dei tempi di lavoro, per anni è prevalsa la scelta di sport individuali praticabili negli interstizi di tempo. Tuttavia, nella storia recente del distretto di Prato emergono interessanti realtà di sport di squadra. Il fenomeno riguarda quelli che vengono definiti sport “minori”: le squadre pratesi di calcio a cinque, pallamano, rugby, hockey su pista militano nelle rispettive prime serie raggiungendo traguardi ragguardevoli. Il successo agonistico di questi sport appare speculare allo sviluppo di numerose piccole imprese nel distretto che si è cimentato molto sul prodotto e assai difficilmente, salvo rare occasioni, è riuscito a risalire la filiera del tessile-abbigliamento imponendosi direttamente sul mercato. Sul piano della partecipazione sportiva di base, Prato presenta un “tasso di sportività” al di sopra della media nazionale. Questo fenomeno che può apparire inconsueto soprattutto considerando che si è sviluppato in una comunità dove il lavoro da sempre riveste un’importanza centrale, in realtà la contraddizione è solo apparente: la modalità di partecipazione spontanea e non strutturata, la pratica svolta in modo flessibile usando tempi interstiziali, è adattabile ai tempi di lavoro e lo sport diventa occasione di incontro e quindi veicolo per gli affari (per esempio circoli di tennis). Anche il fitness sottende luoghi di incontro oltre che di pratica e Prato detiene il primato del maggior numero di mq. di palestre in rapporto agli abitanti. Il modello pratese si caratterizza per la elevata diffusione dell’attività motoria e sportiva a livello amatoriale e ricreativo anche grazie alla cooperazione tra enti di promozione sportiva e istituzioni locali che si impegnano a promuovere la pratica sportiva per tutti i segmenti della popolazione (bambini, giovani, adulti, anziani, ecc.). L’evoluzione del sistema sportivo pratese, avvenuta grazie alla sinergia tra vari fattori (predisposizione del tessuto socio-culturale locale, azione dei vari soggetti protagonisti della vita sociale del distretto, ecc.) vede emergere uno sviluppo diffuso del contesto sportivo a somiglianza dell’ambito industriale e anche a sostegno di questo in termini relazionali. Sarebbe interessante analizzare la situazione attuale dello sport dopo la forte immissione della componente cinese e il drastico ridimensionamento del settore tessile.
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P. Zagnoli; M. Galardi
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