In Italia negli ultimi anni si stanno diffondendo esperienze di “Fattorie Didattiche”, “Fattorie Aperte” o “Scuole Fattoria”, assieme al concetto di diversificazione delle attività agricole dal punto di vista didattico, culturale e ricreativo come fonte di reddito complementare per l’agricoltore. Incentivare il ruolo multifunzionale e non solo produttivo dell’impresa agricola è oramai uno degli obiettivi dell’agricoltura del futuro, che dovrà coniugare sviluppo sostenibile delle produzioni, sempre più spesso biologiche e integrate, e possibilità di nuove opportunità economiche. In Italia non esiste una normativa specifica sulle fattorie didattiche. Solamente il decreto legislativo n. 228 del 2001 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo” esplicita che “rientrano fra le attività agrituristiche l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio”. In alcune Regioni si registra la proliferazione di norme, la definizione di criteri e l’istituzione di albi. Nella maggior parte dei casi sono state approvate delibere di giunta (o inseriti articoli espliciti nelle leggi sull’agriturismo) con le quali si “riconoscono” le fattorie didattiche. In Toscana le uniche attività di animazione intorno a questo tema si devono alle Organizzazioni professionali di categoria, che tentano di creare al loro interno delle reti di operatori. Il settore delle fattorie didattiche necessita di essere regolamentato e disciplinato attraverso la definizione di specifici requisiti tecnici, affinché si possa svolgere l’attività in modo razionale, funzionale e in sicurezza. Qualora la fattoria abbia finalità “rieducative” oltre che educative, le tecniche e le tipologie costruttive dovranno essere predisposte anche alla realizzazione di percorsi per attività didattiche per disabili, disagiati, emarginati sociali; in tal modo la fattoria didattica diventa “fattoria sociale”. Con il presente lavoro si intende fornire un contributo alla definizione di linee guida per una corretta progettazione e realizzazione di fattorie didattiche.

Linee guida per la progettazione, la realizzazione e la disciplina dell’attività di fattoria didattica / M.BARBARI; G.BAMBI; T. TEI. - ELETTRONICO. - (2009), pp. 1-10. ((Intervento presentato al convegno IX Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria tenutosi a Ischia Porto nel 12-16 settembre 2009.

Linee guida per la progettazione, la realizzazione e la disciplina dell’attività di fattoria didattica

BARBARI, MATTEO;BAMBI, GIANLUCA;TEI, TIZIANA
2009

Abstract

In Italia negli ultimi anni si stanno diffondendo esperienze di “Fattorie Didattiche”, “Fattorie Aperte” o “Scuole Fattoria”, assieme al concetto di diversificazione delle attività agricole dal punto di vista didattico, culturale e ricreativo come fonte di reddito complementare per l’agricoltore. Incentivare il ruolo multifunzionale e non solo produttivo dell’impresa agricola è oramai uno degli obiettivi dell’agricoltura del futuro, che dovrà coniugare sviluppo sostenibile delle produzioni, sempre più spesso biologiche e integrate, e possibilità di nuove opportunità economiche. In Italia non esiste una normativa specifica sulle fattorie didattiche. Solamente il decreto legislativo n. 228 del 2001 “Orientamento e modernizzazione del settore agricolo” esplicita che “rientrano fra le attività agrituristiche l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo finalizzate ad una migliore fruizione e conoscenza del territorio”. In alcune Regioni si registra la proliferazione di norme, la definizione di criteri e l’istituzione di albi. Nella maggior parte dei casi sono state approvate delibere di giunta (o inseriti articoli espliciti nelle leggi sull’agriturismo) con le quali si “riconoscono” le fattorie didattiche. In Toscana le uniche attività di animazione intorno a questo tema si devono alle Organizzazioni professionali di categoria, che tentano di creare al loro interno delle reti di operatori. Il settore delle fattorie didattiche necessita di essere regolamentato e disciplinato attraverso la definizione di specifici requisiti tecnici, affinché si possa svolgere l’attività in modo razionale, funzionale e in sicurezza. Qualora la fattoria abbia finalità “rieducative” oltre che educative, le tecniche e le tipologie costruttive dovranno essere predisposte anche alla realizzazione di percorsi per attività didattiche per disabili, disagiati, emarginati sociali; in tal modo la fattoria didattica diventa “fattoria sociale”. Con il presente lavoro si intende fornire un contributo alla definizione di linee guida per una corretta progettazione e realizzazione di fattorie didattiche.
Ricerca e innovazione nell'ingegneria dei biosistemi agro-territoriali
IX Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria
Ischia Porto
12-16 settembre 2009
M.BARBARI; G.BAMBI; T. TEI
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