Per L. B. Alberti il primo principio o parte della concezione, quindi del progetto, di qualsiasi edifico consiste nella scelta del luogo più sicuro e gradevole dove costruire la dimora. Oggi ci s’impegna a liberare da ogni condizionamento la volontà di porsi scopi, potenziando indefinitamente la disponibilità di mezzi per perseguirli. Sono le città, i territori, il paesaggio l’ambiente, qualsiasi luogo, che vanno rendendosi “compatibili” concettualmente e operativamente alla progettazione di scopi. L’ambiente, l’ecosistema è sempre più quello che noi costruiamo, non quello supposto come dato. E la molteplicità delle ricerche tecnico-­‐ scientifiche, così come le esperienze pratiche, si muovono sia nella direzione del futuro, verso l’innovazione tecnologica, sia verso il recupero ragionato e l’attualizzazione delle sapienze tradizionali e locali. Nella necessaria consapevolezza però, che il divenire è assoluta imprevedibilità, e in quanto presupposto dell’agire tecnico non è da questo dominabile. La tecnica non può liberare in modo incontrovertibile dall’angoscia dell’imprevisto. Di qui tutta l’incertezza e le inquietudini che pervadono il nostro tempo e che si manifestano anche in varie forme di ostilità verso la tecnica, o certi suoi usi, visti come potenza distruttrice dell’ambiente.

Eco-compatibilità del progetto / F. Ventura. - In: AREA. - ISSN 0394-0055. - STAMPA. - 106 (supplemento):(2009), pp. 8-10.

Eco-compatibilità del progetto

VENTURA, FRANCESCO
2009

Abstract

Per L. B. Alberti il primo principio o parte della concezione, quindi del progetto, di qualsiasi edifico consiste nella scelta del luogo più sicuro e gradevole dove costruire la dimora. Oggi ci s’impegna a liberare da ogni condizionamento la volontà di porsi scopi, potenziando indefinitamente la disponibilità di mezzi per perseguirli. Sono le città, i territori, il paesaggio l’ambiente, qualsiasi luogo, che vanno rendendosi “compatibili” concettualmente e operativamente alla progettazione di scopi. L’ambiente, l’ecosistema è sempre più quello che noi costruiamo, non quello supposto come dato. E la molteplicità delle ricerche tecnico-­‐ scientifiche, così come le esperienze pratiche, si muovono sia nella direzione del futuro, verso l’innovazione tecnologica, sia verso il recupero ragionato e l’attualizzazione delle sapienze tradizionali e locali. Nella necessaria consapevolezza però, che il divenire è assoluta imprevedibilità, e in quanto presupposto dell’agire tecnico non è da questo dominabile. La tecnica non può liberare in modo incontrovertibile dall’angoscia dell’imprevisto. Di qui tutta l’incertezza e le inquietudini che pervadono il nostro tempo e che si manifestano anche in varie forme di ostilità verso la tecnica, o certi suoi usi, visti come potenza distruttrice dell’ambiente.
106 (supplemento)
8
10
F. Ventura
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