Abstract In this article we start out by examining Lith. šermenys ‘funeral banquet’, derived in all likelihood from šérti ‘to nourish animals (especially domestic ones)’ and analyse — from both a diachronic and a synchronic point of view — the main terms that mean ‘to nourish’ or ‘nourishment’ in the Lithuanian area (namely the verbal forms šérti, peneti, maitìnti, and the corresponding nominal forms pãšaras, pẽnas, maĩstas). Šérti, attested in the first centuries only in lexica, and probably used in relation to human beings before our written sources, as the presence of its derivate šermenys suggests, antedates the Baltic age and is in all likelihood the most ancient Lithuanian term meaning ‘to nourish’; peneti, very well attested both in the texts and lexica of the first centuries in relation both to human beings and to animals (also in the sense of ‘to feed for fattening’), dates back to the Baltic age; maitìnti, attested in ancient times only in lexica, like šérti, in relation to both humans and animals, is nowadays the most widely used and most generic verb meaning ‘to nourish (humans and animals)’ and probably does not antedate the Lithuanian age. As far as nominal forms are concerned, pãšaras, attested in the first centuries both in texts and in lexica exclusively in relation to animals, probably dates back to the Baltic age; pẽnas and maĩstas, both attested in the first centuries, the former in texts and lexica, the other only in lexica, in relation both to human beings and to animals, do not seem to be more ancient than the Lithuanian age. As for the other verbal and nominal forms that currently fall within this semantic area, they turn out to be, for the most part, either devoid of comparable forms, hence no more ancient than the Lithuanian age, or if they do have comparable forms, they are perhaps the result of polygenesis. The situation of this terminology in the other Baltic areas is, on the whole, doubtless more recent than the Lithuanian one. Riassunto In questo lavoro, partendo dall’esame del lit. šermenys ‘banchetto funebre’, con ogni probabilità derivato di šérti ‘nutrire gli animali (soprattutto quadrupedi domestici)’, vengono analizzate sia dal punto di vista diacronico e storico, sia dal punto di vista sincronico le principali forme verbali e nominali con valore di ‘nutrire’ e ‘nutrimento’ in area lituana (šérti, penėti, maitìnti, con le forme nominali corrispondenti pãšaras, pẽnas, maĩstas). Šerti, testimoniato nei primi secoli solo nei lessici e, vista la presenza del derivato šermenys, riferito probabilmente agli esseri umani in un’epoca anteriore alla documentazione, è una forma anteriore all’età baltica e con ogni probabilità la forma lituana più antica in assoluto col valore di ‘nutrire’; penėti, molto ben testimoniato sia nei testi, sia nei lessici dei primi secoli e riferito sia agli esseri umani, sia agli animali (anche come ‘nutrire per l’ingrasso’), risale all’età baltica; maitinti, testimoniato in epoca antica, come šérti, solo nei lessici, e riferito sia agli uomini, sia agli animali, oggi è il verbo più diffuso e più generico col valore di ‘nutrire’ (uomini e animali) e con ogni probabilità non è anteriore all’età lituana. Per quanto riguarda le forme nominali, pãšaras, testimoniato nei primi secoli sia nei testi, sia nei lessici e riferito esclusivamente agli animali, probabilmente è di età baltica; pẽnas e maĩstas, testimoniati nei primi secoli l’uno nei testi e nei lessici, l’altro solo nei lessici, e riferiti sia agli uomini, sia agli animali, sembrano non più antichi dell’età lituana. Le altre forme verbali e nominali che fanno parte attualmente di questo ambito semantico sono per la maggior parte forme prive di confronti, quindi non più antiche dell’età lituana, o, se dotate di confronti, forse sono frutto di poligenesi. La situazione di questa terminologia nelle altre aree baltiche complessivamente è senz’altro più recente di quella lituana.

La terminologia lituana del 'nutrire' / M.T. Gagliano Ademollo; F.P. Pardini. - In: ACTA LINGUISTICA LITHUANICA. - ISSN 1648-4444. - STAMPA. - 61:(2009), pp. 1-29.

La terminologia lituana del 'nutrire'

GAGLIANO, MARIA TERESA;PARDINI, FRANCESCO PAOLO
2009

Abstract

Abstract In this article we start out by examining Lith. šermenys ‘funeral banquet’, derived in all likelihood from šérti ‘to nourish animals (especially domestic ones)’ and analyse — from both a diachronic and a synchronic point of view — the main terms that mean ‘to nourish’ or ‘nourishment’ in the Lithuanian area (namely the verbal forms šérti, peneti, maitìnti, and the corresponding nominal forms pãšaras, pẽnas, maĩstas). Šérti, attested in the first centuries only in lexica, and probably used in relation to human beings before our written sources, as the presence of its derivate šermenys suggests, antedates the Baltic age and is in all likelihood the most ancient Lithuanian term meaning ‘to nourish’; peneti, very well attested both in the texts and lexica of the first centuries in relation both to human beings and to animals (also in the sense of ‘to feed for fattening’), dates back to the Baltic age; maitìnti, attested in ancient times only in lexica, like šérti, in relation to both humans and animals, is nowadays the most widely used and most generic verb meaning ‘to nourish (humans and animals)’ and probably does not antedate the Lithuanian age. As far as nominal forms are concerned, pãšaras, attested in the first centuries both in texts and in lexica exclusively in relation to animals, probably dates back to the Baltic age; pẽnas and maĩstas, both attested in the first centuries, the former in texts and lexica, the other only in lexica, in relation both to human beings and to animals, do not seem to be more ancient than the Lithuanian age. As for the other verbal and nominal forms that currently fall within this semantic area, they turn out to be, for the most part, either devoid of comparable forms, hence no more ancient than the Lithuanian age, or if they do have comparable forms, they are perhaps the result of polygenesis. The situation of this terminology in the other Baltic areas is, on the whole, doubtless more recent than the Lithuanian one. Riassunto In questo lavoro, partendo dall’esame del lit. šermenys ‘banchetto funebre’, con ogni probabilità derivato di šérti ‘nutrire gli animali (soprattutto quadrupedi domestici)’, vengono analizzate sia dal punto di vista diacronico e storico, sia dal punto di vista sincronico le principali forme verbali e nominali con valore di ‘nutrire’ e ‘nutrimento’ in area lituana (šérti, penėti, maitìnti, con le forme nominali corrispondenti pãšaras, pẽnas, maĩstas). Šerti, testimoniato nei primi secoli solo nei lessici e, vista la presenza del derivato šermenys, riferito probabilmente agli esseri umani in un’epoca anteriore alla documentazione, è una forma anteriore all’età baltica e con ogni probabilità la forma lituana più antica in assoluto col valore di ‘nutrire’; penėti, molto ben testimoniato sia nei testi, sia nei lessici dei primi secoli e riferito sia agli esseri umani, sia agli animali (anche come ‘nutrire per l’ingrasso’), risale all’età baltica; maitinti, testimoniato in epoca antica, come šérti, solo nei lessici, e riferito sia agli uomini, sia agli animali, oggi è il verbo più diffuso e più generico col valore di ‘nutrire’ (uomini e animali) e con ogni probabilità non è anteriore all’età lituana. Per quanto riguarda le forme nominali, pãšaras, testimoniato nei primi secoli sia nei testi, sia nei lessici e riferito esclusivamente agli animali, probabilmente è di età baltica; pẽnas e maĩstas, testimoniati nei primi secoli l’uno nei testi e nei lessici, l’altro solo nei lessici, e riferiti sia agli uomini, sia agli animali, sembrano non più antichi dell’età lituana. Le altre forme verbali e nominali che fanno parte attualmente di questo ambito semantico sono per la maggior parte forme prive di confronti, quindi non più antiche dell’età lituana, o, se dotate di confronti, forse sono frutto di poligenesi. La situazione di questa terminologia nelle altre aree baltiche complessivamente è senz’altro più recente di quella lituana.
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M.T. Gagliano Ademollo; F.P. Pardini
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