Se negli ordinamenti premoderni il rapporto tra diritto e terra poteva assumere perfino sfumature religiose, questa relazione è stata oggetto di una progressiva ma radicale rimozione. Il fattore spaziale ha perso così ogni valenza, divenendo mera categoria di ripartizione quantitativa: la spazio, oltre a segnare l’ambito di vigenza del diritto, non ha alcun significato. Si tratta di un elemento accessorio, che non esercita alcuna influenza sulla validità della norma tanto che il diritto può perfino fare a meno dello spazio, sublimando il proprio sradicamento, la propria de-localizzazione, per assumere una valenza cosmopolitica ed universalistica. Tra i critici di questo indirizzo giganteggia la figura di Carl Schmitt per cui il nomos, prodotto della divisio primaeva del territorio occupato, è al tempo stesso ordnung e ortung, principio di organizzazione della comunità e modalità di radicamento spaziale. Il nomos, dunque, non si riduce ad insieme di regole e convenzioni, ma è forma di distribuzione dello spazio terrestre. Alla luce di questo originale indirizzo di pensiero il saggio intende approfondire il rapporto tra norma e spazio.

‘Leviathan e Behemoth’. Modelli egemonici e spazi coloniali in Carl Schmitt / Filippo Ruschi. - In: QUADERNI FIORENTINI PER LA STORIA DEL PENSIERO GIURIDICO MODERNO. - ISSN 0392-1867. - STAMPA. - 34(2005), pp. 379-462.

‘Leviathan e Behemoth’. Modelli egemonici e spazi coloniali in Carl Schmitt

RUSCHI, FILIPPO
2005

Abstract

Se negli ordinamenti premoderni il rapporto tra diritto e terra poteva assumere perfino sfumature religiose, questa relazione è stata oggetto di una progressiva ma radicale rimozione. Il fattore spaziale ha perso così ogni valenza, divenendo mera categoria di ripartizione quantitativa: la spazio, oltre a segnare l’ambito di vigenza del diritto, non ha alcun significato. Si tratta di un elemento accessorio, che non esercita alcuna influenza sulla validità della norma tanto che il diritto può perfino fare a meno dello spazio, sublimando il proprio sradicamento, la propria de-localizzazione, per assumere una valenza cosmopolitica ed universalistica. Tra i critici di questo indirizzo giganteggia la figura di Carl Schmitt per cui il nomos, prodotto della divisio primaeva del territorio occupato, è al tempo stesso ordnung e ortung, principio di organizzazione della comunità e modalità di radicamento spaziale. Il nomos, dunque, non si riduce ad insieme di regole e convenzioni, ma è forma di distribuzione dello spazio terrestre. Alla luce di questo originale indirizzo di pensiero il saggio intende approfondire il rapporto tra norma e spazio.
34
379
462
Goal 16: Peace, justice and strong institutions
Filippo Ruschi
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