Il saggio si propone di dirimere una annosa quanto fallace diatriba: se l’uso del vetro abbia a corrispondere con la volgare equivalenza tra trasparenza e modernità e (quindi) con l’implicita opposta equivalenza del muro con l’opacità come passato. Lo scritto accetta di misurarsi con termini che altro non paiono se non emblemi di un’ultima “guerra” formale, per cercare di dimostrare come l’architettura sia, a volta a volta e caso per caso, una dialettica tra luce ed ombra, tra trasparenza ed opacità, così che la sua verità sarà da ricercarsi nella sempre periclitante individualità dell’edificio. A tale scopo lo scritto chiama a testimoniare notissime architetture di protagonisti della contemporaneità: ad es. l’idea di una “casseratura a perdere” tramite sua paradossale combustione (inventata da Zumthor per la cappella di San Benedetto a Sumvitg), come del resto anche la sorprendente stratificazione mimata dalla pietra di Valls nel suo incunearsi nelle viscere della terra; ad es. la declinazione della lezione Miesiana attuata da Campo Baeza nella casa Spanau; e, da ultimo, il Museo di Arte Moderna a Manhattan dei Sanaa: un’architettura né opaca né trasparente, nella sua coniugazione di tradizioni miesiane ed orientali.

Trasparenza e leggerezza / M.G.Eccheli. - In: AND. - ISSN 1723-9990. - STAMPA. - 16(2009), pp. 28-33.

Trasparenza e leggerezza

ECCHELI, MARIA GRAZIA
2009

Abstract

Il saggio si propone di dirimere una annosa quanto fallace diatriba: se l’uso del vetro abbia a corrispondere con la volgare equivalenza tra trasparenza e modernità e (quindi) con l’implicita opposta equivalenza del muro con l’opacità come passato. Lo scritto accetta di misurarsi con termini che altro non paiono se non emblemi di un’ultima “guerra” formale, per cercare di dimostrare come l’architettura sia, a volta a volta e caso per caso, una dialettica tra luce ed ombra, tra trasparenza ed opacità, così che la sua verità sarà da ricercarsi nella sempre periclitante individualità dell’edificio. A tale scopo lo scritto chiama a testimoniare notissime architetture di protagonisti della contemporaneità: ad es. l’idea di una “casseratura a perdere” tramite sua paradossale combustione (inventata da Zumthor per la cappella di San Benedetto a Sumvitg), come del resto anche la sorprendente stratificazione mimata dalla pietra di Valls nel suo incunearsi nelle viscere della terra; ad es. la declinazione della lezione Miesiana attuata da Campo Baeza nella casa Spanau; e, da ultimo, il Museo di Arte Moderna a Manhattan dei Sanaa: un’architettura né opaca né trasparente, nella sua coniugazione di tradizioni miesiane ed orientali.
AND
16
28
33
M.G.Eccheli
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