Scopo di questo articolo è quello di esaminare i cambiamenti avvenuti nella concezione e nel vissuto della mascolinità nell’Impero ottomano e nella Repubblica turca, nel periodo tra il 1860 e il 1920. Il passaggio dal decadentismo al militarismo, simboleggiato dallo straordinario contrasto tra le figure vacillanti degli ultimi sultani e gli eroi militari Enver Pascià e Mustafa Kemal, costituisce uno degli snodi analitici dell’articolo. L’altro punto chiave è costituito dall’interrelazione tra le dicotomie femminile-maschile e interno-esterno. Tale interrelazione è proposta come un’ipotesi di rilettura della storia e dei testi delle decadi in questione. Nella società ottomana la sfera interna non era soltanto il dominio sui soggetti femminili e sul privato, ma anche il luogo in cui le generazioni più anziane della famiglia esercitavano il controllo su quelle più giovani, nonché lo spazio in cui l’élite maschile ottomana esercitava parte delle sue funzioni di pubblica amministrazione. Nel corso del XIX sec., molti aspetti di questo modello sono stati messi in discussione, sia dagli intenti riformisti dei Giovani Ottomani, sia dai differenti modelli di modernità rappresentati dalle esperienze francese e inglese. Tuttavia, viste alla luce di queste dicotomie, le reali trasformazioni della mascolinità sono avvenute con la fondazione, ad opera di Mustafa Kemal, della Repubblica turca. L’articolo descrive queste trasformazioni riferendosi principalmente alla sfera soggettiva, in particolare all’abbigliamento, alla percezione del corpo, agli stili di vita. La battaglia per l’abolizione del fez, la nuova enfasi posta sui corpi maschili - atletici e militari - l’insistenza a rompere le tradizionali gerarchie generazionali e a far incontrare l’interno e l’esterno. La predilezione per le danze europee, l’educazione laica non più separata per le ragazze e i ragazzi, , le nuove complicità tra padri e figlie, valgono tutti come esempi di ridefinizioni che innovano profondamente le relazioni di interno e esterno, di maschile e femminile. La suggestione metodologica che ne segue è che le categorie di storia del genere possano gettare una luce del tutto nuova sui ben noti processi di ‘rivoluzione dall’alto’, incarnati qui dalla straordinaria figura di Mustafa Kemal, divenuto Atatürk, letteralmente il ‘padre dei turchi’.

Mascolinità moderne in Turchia. Dalla decadenza al militarismo / A. Saracgil. - In: GENESIS. - ISSN 1594-9281. - STAMPA. - 2:(2003), pp. 99-124.

Mascolinità moderne in Turchia. Dalla decadenza al militarismo

SARACGIL, AYSE
2003

Abstract

Scopo di questo articolo è quello di esaminare i cambiamenti avvenuti nella concezione e nel vissuto della mascolinità nell’Impero ottomano e nella Repubblica turca, nel periodo tra il 1860 e il 1920. Il passaggio dal decadentismo al militarismo, simboleggiato dallo straordinario contrasto tra le figure vacillanti degli ultimi sultani e gli eroi militari Enver Pascià e Mustafa Kemal, costituisce uno degli snodi analitici dell’articolo. L’altro punto chiave è costituito dall’interrelazione tra le dicotomie femminile-maschile e interno-esterno. Tale interrelazione è proposta come un’ipotesi di rilettura della storia e dei testi delle decadi in questione. Nella società ottomana la sfera interna non era soltanto il dominio sui soggetti femminili e sul privato, ma anche il luogo in cui le generazioni più anziane della famiglia esercitavano il controllo su quelle più giovani, nonché lo spazio in cui l’élite maschile ottomana esercitava parte delle sue funzioni di pubblica amministrazione. Nel corso del XIX sec., molti aspetti di questo modello sono stati messi in discussione, sia dagli intenti riformisti dei Giovani Ottomani, sia dai differenti modelli di modernità rappresentati dalle esperienze francese e inglese. Tuttavia, viste alla luce di queste dicotomie, le reali trasformazioni della mascolinità sono avvenute con la fondazione, ad opera di Mustafa Kemal, della Repubblica turca. L’articolo descrive queste trasformazioni riferendosi principalmente alla sfera soggettiva, in particolare all’abbigliamento, alla percezione del corpo, agli stili di vita. La battaglia per l’abolizione del fez, la nuova enfasi posta sui corpi maschili - atletici e militari - l’insistenza a rompere le tradizionali gerarchie generazionali e a far incontrare l’interno e l’esterno. La predilezione per le danze europee, l’educazione laica non più separata per le ragazze e i ragazzi, , le nuove complicità tra padri e figlie, valgono tutti come esempi di ridefinizioni che innovano profondamente le relazioni di interno e esterno, di maschile e femminile. La suggestione metodologica che ne segue è che le categorie di storia del genere possano gettare una luce del tutto nuova sui ben noti processi di ‘rivoluzione dall’alto’, incarnati qui dalla straordinaria figura di Mustafa Kemal, divenuto Atatürk, letteralmente il ‘padre dei turchi’.
2003
2
99
124
A. Saracgil
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