Il forte incremento demografico, economico ed urbanistico, della seconda metà del secolo scorso ha portato, specie nelle aree più industrializzate, allo sviluppo incontrollato non solo delle grandi città capoluogo, storicamente già caratterizzate, ma anche di piccolissimi ed inconsistenti centri comunali, che nel giro di pochi decenni hanno assunto addirittura il rango di “città”. Succede così che da qualche tempo molte di queste realtà insediative, una volta di crescere solo quantitativamente, hanno iniziato a guardarsi “dentro” scoprendo un grande vuoto di contenuti urbani, un’assenza d’immagine identificativa in grado di rendere riconoscibili i luoghi per chi li abita e per chi vi vuole appartenere. Il tema della riqualificazione urbana in questi casi diventa soprattutto la presa di coscienza di un’intera comunità, tutta da ideare. Zola Predosa, appena fuori Bologna, è un paese nato e sviluppato lungo la strada provinciale bazzanese come linea di passaggio dalla collina alla pianura, nel punto d’intersezione con il torrente Lavino. Il fluire delle persone, delle cose, dell’acqua ha costituito la sua ragione insediativa, privilegiando storicamente le sponde del torrente ed i bordi della via pedecollinare. Nelle sue fasi di sviluppo, relativamente recenti e a partire dal dopoguerra, l’insediamento si è pertanto espanso e disposto per fasce parallele all’asse viario principale, ancora oggi l’unico asse attrattore dei flussi veicolari, pedonali e delle attività commerciali, di servizio e terziarie. Così, Zola Predosa è cresciuta lungo la strada senza avere un suo centro, un punto d’incontro cittadino riconosciuto come rappresentativo da tutti, una piazza insomma. L’articolo racconta la strategia individuata per la riqualificazione dell’abitato.

Dall'idea di fare città ai nuovi luoghi urbani / C.Zanirato. - In: PAESAGGIO URBANO. - ISSN 1120-3544. - STAMPA. - 6.2006(2006), pp. 72-77.

Dall'idea di fare città ai nuovi luoghi urbani

ZANIRATO, CLAUDIO
2006

Abstract

Il forte incremento demografico, economico ed urbanistico, della seconda metà del secolo scorso ha portato, specie nelle aree più industrializzate, allo sviluppo incontrollato non solo delle grandi città capoluogo, storicamente già caratterizzate, ma anche di piccolissimi ed inconsistenti centri comunali, che nel giro di pochi decenni hanno assunto addirittura il rango di “città”. Succede così che da qualche tempo molte di queste realtà insediative, una volta di crescere solo quantitativamente, hanno iniziato a guardarsi “dentro” scoprendo un grande vuoto di contenuti urbani, un’assenza d’immagine identificativa in grado di rendere riconoscibili i luoghi per chi li abita e per chi vi vuole appartenere. Il tema della riqualificazione urbana in questi casi diventa soprattutto la presa di coscienza di un’intera comunità, tutta da ideare. Zola Predosa, appena fuori Bologna, è un paese nato e sviluppato lungo la strada provinciale bazzanese come linea di passaggio dalla collina alla pianura, nel punto d’intersezione con il torrente Lavino. Il fluire delle persone, delle cose, dell’acqua ha costituito la sua ragione insediativa, privilegiando storicamente le sponde del torrente ed i bordi della via pedecollinare. Nelle sue fasi di sviluppo, relativamente recenti e a partire dal dopoguerra, l’insediamento si è pertanto espanso e disposto per fasce parallele all’asse viario principale, ancora oggi l’unico asse attrattore dei flussi veicolari, pedonali e delle attività commerciali, di servizio e terziarie. Così, Zola Predosa è cresciuta lungo la strada senza avere un suo centro, un punto d’incontro cittadino riconosciuto come rappresentativo da tutti, una piazza insomma. L’articolo racconta la strategia individuata per la riqualificazione dell’abitato.
6.2006
72
77
C.Zanirato
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