La storiografia non ha ancora sufficientemente indagato la collocazione della minoranza protestante rispetto al processo di «nation building» italiano tra Otto e Novecento. Il presente saggio si propone di dare un contributo su questo tema attraverso lo studio della «Chiesa evangelica militare», fondata nel 1872 a Roma da Luigi Capellini. Questa Chiesa, che da un punto di vista logistico faceva riferimento alla chiesa metodista wesleyana, si proponeva di «evangelizzare» i soldati dell’esercito italiano con il proposito di diffondere nell’esercito e, attraverso l’esercito, in tutta l’Italia la religione protestante. Quest’ultima, considerata il solo vero cristianesimo e la sola religione capace di rigenerare moralmente l’Italia, era contrapposta al cattolicesimo, considerato un cristianesimo falso e deviato, nonché un fattore di oscurantismo culturale e di destabilizzazione politica e sociale. Come anche altri protestanti italiani dell’epoca, Capellini sosteneva che solo i protestanti avessero un patriottismo autentico e che solo la massiccia adesione della sua popolazione al protestantesimo avrebbe reso l’Italia una nazione prospera. Dalla metà degli anni Novanta la Chiesa evangelica militare fu fortemente osteggiata dai cattolici, e in particolare dal giornale «La Vera Roma». Quest’ultimo non solo aiutò la nascita di circoli cattolici per i militari che dovevano (tra l’altro) contrastare la propaganda dei protestanti nelle fila dell’esercito, ma in una serie di articoli sostenne una tesi simmetrica rispetto a quella della Chiesa di Capellini: il vero patriottismo è quello dei cattolici e lo Stato italiano avrebbe potuto acquistare stabilità e ordine solo a condizione di una sua confessionalizzazione. L’articolo mostra dunque analogie e differenze tra i due patriottismi. La «Chiesa evangelica militare» terminò la sua esistenza nel 1907, dopo la morte del fondatore e in un clima di crescente nazionalismo e di consolidamento degli accordi clerico-moderati.

Nazione, esercito e religione nel Regno d’Italia: chiesa evangelica militare e cattolicesimo tra Ottocento e Novecento / Paiano, MARIA ANTONIA. - In: RIVISTA DI STORIA E LETTERATURA RELIGIOSA. - ISSN 0035-6573. - STAMPA. - XLV:(2010), pp. 303-339.

Nazione, esercito e religione nel Regno d’Italia: chiesa evangelica militare e cattolicesimo tra Ottocento e Novecento

PAIANO, MARIA ANTONIA
2010

Abstract

La storiografia non ha ancora sufficientemente indagato la collocazione della minoranza protestante rispetto al processo di «nation building» italiano tra Otto e Novecento. Il presente saggio si propone di dare un contributo su questo tema attraverso lo studio della «Chiesa evangelica militare», fondata nel 1872 a Roma da Luigi Capellini. Questa Chiesa, che da un punto di vista logistico faceva riferimento alla chiesa metodista wesleyana, si proponeva di «evangelizzare» i soldati dell’esercito italiano con il proposito di diffondere nell’esercito e, attraverso l’esercito, in tutta l’Italia la religione protestante. Quest’ultima, considerata il solo vero cristianesimo e la sola religione capace di rigenerare moralmente l’Italia, era contrapposta al cattolicesimo, considerato un cristianesimo falso e deviato, nonché un fattore di oscurantismo culturale e di destabilizzazione politica e sociale. Come anche altri protestanti italiani dell’epoca, Capellini sosteneva che solo i protestanti avessero un patriottismo autentico e che solo la massiccia adesione della sua popolazione al protestantesimo avrebbe reso l’Italia una nazione prospera. Dalla metà degli anni Novanta la Chiesa evangelica militare fu fortemente osteggiata dai cattolici, e in particolare dal giornale «La Vera Roma». Quest’ultimo non solo aiutò la nascita di circoli cattolici per i militari che dovevano (tra l’altro) contrastare la propaganda dei protestanti nelle fila dell’esercito, ma in una serie di articoli sostenne una tesi simmetrica rispetto a quella della Chiesa di Capellini: il vero patriottismo è quello dei cattolici e lo Stato italiano avrebbe potuto acquistare stabilità e ordine solo a condizione di una sua confessionalizzazione. L’articolo mostra dunque analogie e differenze tra i due patriottismi. La «Chiesa evangelica militare» terminò la sua esistenza nel 1907, dopo la morte del fondatore e in un clima di crescente nazionalismo e di consolidamento degli accordi clerico-moderati.
XLV
303
339
Paiano, MARIA ANTONIA
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