Le città toscane si confrontano da più di quindici anni con la trasformazione delle aree abbandonate, ma solo in tempi recenti alcune amministrazioni si sono poste il problema di trattare il tema in modo organico: progettare tutte queste aree con una visione d’insieme che, in linea di principio, può rendersi autonoma dalla loro dimensione, dalle precedenti destinazioni, dalla densità e dal tipo di proprietà, per concentrarsi sul ruolo che possono svolgere nel progetto di riqualificazione urbana, quindi sugli effetti che dalla loro trasformazione si riverberano su tutte le altre parti della città. L’articolo illustra i contenuti di un documento predisposto da un gruppo di docenti e ricercatori della Facoltà di architettura di Firenze (M. Massa, F. Alberti, B. Di Cristina, L. Nespolo) sui temi intorno a cui dovrebbe ruotare un’auspicata riforma della legislazione regionale toscana (e prima ancora di quella nazionale) che superando la genericità dei dispositivi attualmente in vigore affronti in modo adeguato nodo ad oggi irrisolto della trasformazione qualitativa della città esistente, a partire da alcuni obiettivi strutturali: la centralità dello spazio pubblico, la riduzione dell’uso delle automobili, il controllo delle densità edilizie, il rilancio dell’edilizia sociale nelle forme più adeguate alle esigenze contemporanee, l’integrazione fra politiche urbanistiche e iniziative socio-economiche, ecc. Il testo integrale del documento è stato poi pubblicato, in due diverse versioni, su “Planum” (on line) e sulla rivista “Contesti” del Dipartimento di Urbanistica di Firenze.

Una carta per la riqualificazione della città toscana / M. MASSA; F. ALBERTI; B. DI CRISTINA; L. NESPOLO. - In: AION. - ISSN 1720-1721. - STAMPA. - Aiòn+ 1(2011), pp. 60-63.

Una carta per la riqualificazione della città toscana

MASSA, MARCO;ALBERTI, FRANCESCO;DI CRISTINA, BENEDETTO;NESPOLO, LUCA
2011

Abstract

Le città toscane si confrontano da più di quindici anni con la trasformazione delle aree abbandonate, ma solo in tempi recenti alcune amministrazioni si sono poste il problema di trattare il tema in modo organico: progettare tutte queste aree con una visione d’insieme che, in linea di principio, può rendersi autonoma dalla loro dimensione, dalle precedenti destinazioni, dalla densità e dal tipo di proprietà, per concentrarsi sul ruolo che possono svolgere nel progetto di riqualificazione urbana, quindi sugli effetti che dalla loro trasformazione si riverberano su tutte le altre parti della città. L’articolo illustra i contenuti di un documento predisposto da un gruppo di docenti e ricercatori della Facoltà di architettura di Firenze (M. Massa, F. Alberti, B. Di Cristina, L. Nespolo) sui temi intorno a cui dovrebbe ruotare un’auspicata riforma della legislazione regionale toscana (e prima ancora di quella nazionale) che superando la genericità dei dispositivi attualmente in vigore affronti in modo adeguato nodo ad oggi irrisolto della trasformazione qualitativa della città esistente, a partire da alcuni obiettivi strutturali: la centralità dello spazio pubblico, la riduzione dell’uso delle automobili, il controllo delle densità edilizie, il rilancio dell’edilizia sociale nelle forme più adeguate alle esigenze contemporanee, l’integrazione fra politiche urbanistiche e iniziative socio-economiche, ecc. Il testo integrale del documento è stato poi pubblicato, in due diverse versioni, su “Planum” (on line) e sulla rivista “Contesti” del Dipartimento di Urbanistica di Firenze.
Aiòn+ 1
60
63
M. MASSA; F. ALBERTI; B. DI CRISTINA; L. NESPOLO
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