Il contributo propone una nuova lettura della differentia 156 del Consilitor di Pietro d'Abano, ponendo la discussione sulle incantazioni in relazione con la concezione complessiva dell'autore sulla causalità naturale. Il rifiuto della teoria avicenniana del dator formarum come agente esterno della produzione della vita implica il rifiuto della nozione di magia transitiva agente in distans. Pietro d'Abano giustifica il successo delle incantazioni in campo medico come il risultato degli effetti psicosomatici soggettivi dell'immaginazione in coerenza con l'interpretazione aristotelica di questa nozione. This paper offers a new reading of Conciliator’s differentia 156: it puts Pietro d’Abano’s discussion on incantations in relationship with his general thoughts on natural causality. The refusal of Avicenna’s theory of dator formarum as external agent of the production of life implies rejecting the notion of transitive imagination in distans. Pietro d’Abano explains the use of incantations in medicine as a result of subjective psychosomatic effects of imagination in accordance with the strict meaning of this notion, to be found in terms identical to those laid down in Aristotle’s De animalium motu and in galenic tradition.

La differenza 156 del "Conciliator": una rilettura / Perrone Compagni, Vittoria. - In: ANNALI DEL DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA. - ISSN 1824-3770. - ELETTRONICO. - XV:(2009), pp. 65-108.

La differenza 156 del "Conciliator": una rilettura

PERRONE COMPAGNI, VITTORIA
2009

Abstract

Il contributo propone una nuova lettura della differentia 156 del Consilitor di Pietro d'Abano, ponendo la discussione sulle incantazioni in relazione con la concezione complessiva dell'autore sulla causalità naturale. Il rifiuto della teoria avicenniana del dator formarum come agente esterno della produzione della vita implica il rifiuto della nozione di magia transitiva agente in distans. Pietro d'Abano giustifica il successo delle incantazioni in campo medico come il risultato degli effetti psicosomatici soggettivi dell'immaginazione in coerenza con l'interpretazione aristotelica di questa nozione. This paper offers a new reading of Conciliator’s differentia 156: it puts Pietro d’Abano’s discussion on incantations in relationship with his general thoughts on natural causality. The refusal of Avicenna’s theory of dator formarum as external agent of the production of life implies rejecting the notion of transitive imagination in distans. Pietro d’Abano explains the use of incantations in medicine as a result of subjective psychosomatic effects of imagination in accordance with the strict meaning of this notion, to be found in terms identical to those laid down in Aristotle’s De animalium motu and in galenic tradition.
XV
65
108
Perrone Compagni, Vittoria
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