In questo lavoro la landscape genetics è stata applicata allo studio di un bosco vetusto nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. Il soprassuolo esaminato è un bosco misto di faggio e abete bianco situato in una zona difficilmente raggiungibile. A causa della scarsa accessibilità il popolamento ha subito nella sua storia un limitato intervento antropico. Lo studio si basa su dati raccolti su un’area di saggio quadrangolare di 9200 m2. All’interno dell’area è stato effettuato il posizionamento di tutte le piante vive e di ciscuna pianta sono stati misurati il diametro e l’altezza totale. Sulla base di tali dati è stato eseguito un campionamento casuale stratificato per la raccolta di materiale vegetale da impiegare nelle analisi genetiche condotte con l’utilizzo di microsatelliti nucleari e plastidiali. Lo studio del genoma plastidiale della popolazione ha consentito di valutare l’ascendenza del popolamento in relazione ai centri rifugio del faggio presenti in Italia, definendone la sua ancestralità. È stata calcolata la diversità genica a carico del genoma nucleare attraverso l’indice di diversità allelica (He). I dati evidenziano un’elevata ricchezza allelica, un elevato livello di polimorfismo ed un’elevata eterozigosità. Questi risultati indicano come nelle generazioni passate ci sia stato un alto livello di flusso genico fra gli individui. Lo studio delle relazione genetiche fra gli individui all’interno del popolamento è stato effettuato correlando la distanza genetica che si ha fra gli individui e la rispettiva posizione sul terreno, valutando quindi anche la dispersione genica a livello spaziale. La struttura spaziale della popolazione è stata analizzata attraverso il programma Geneland che consente correlare le coordinate spaziali dei microsatelliti analizzati di ogni individuo senza dare a priori una suddivisione fissa della popolazione. L’analisi effettuata ha restituito una divisione del campione in 4 sottopopolazioni. È stata calcolata la divergenza genetica fra le sottopopolazioni (Fst) e la correlazione allelica all’interno delle sottopopolazioni (Fis). Le sottopopolazioni presentano bassi valori di divergenza genetica, testimoniando l’elevato gene flow che ha caratterizzato il popolamento nella sua storia. In conclusione i risultati indicano l’ancestralità e l’elevata diversità genetica del popolamento oggetto di studio e che la sua distribuzione spaziale è imputabile per lo più a forze naturali e non antropiche.

Applicazione della landscape genetics allo studio dei sistemi forestali vetusti / S. Fiorentini; D. Paffetti; D. Travaglini. - ELETTRONICO. - ....:(2011), pp. 22-22. ((Intervento presentato al convegno Evoluzione e prospettive del sistema agrario nel 150° anniversario dell'unità d'Italia: etica, logistica, sicurezza e sostenibilità per l'agricoltura e l'alimentazione tenutosi a Firenze nel 14-15 Settembre 2011.

Applicazione della landscape genetics allo studio dei sistemi forestali vetusti

FIORENTINI, SILVIA;PAFFETTI, DONATELLA;TRAVAGLINI, DAVIDE
2011

Abstract

In questo lavoro la landscape genetics è stata applicata allo studio di un bosco vetusto nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino. Il soprassuolo esaminato è un bosco misto di faggio e abete bianco situato in una zona difficilmente raggiungibile. A causa della scarsa accessibilità il popolamento ha subito nella sua storia un limitato intervento antropico. Lo studio si basa su dati raccolti su un’area di saggio quadrangolare di 9200 m2. All’interno dell’area è stato effettuato il posizionamento di tutte le piante vive e di ciscuna pianta sono stati misurati il diametro e l’altezza totale. Sulla base di tali dati è stato eseguito un campionamento casuale stratificato per la raccolta di materiale vegetale da impiegare nelle analisi genetiche condotte con l’utilizzo di microsatelliti nucleari e plastidiali. Lo studio del genoma plastidiale della popolazione ha consentito di valutare l’ascendenza del popolamento in relazione ai centri rifugio del faggio presenti in Italia, definendone la sua ancestralità. È stata calcolata la diversità genica a carico del genoma nucleare attraverso l’indice di diversità allelica (He). I dati evidenziano un’elevata ricchezza allelica, un elevato livello di polimorfismo ed un’elevata eterozigosità. Questi risultati indicano come nelle generazioni passate ci sia stato un alto livello di flusso genico fra gli individui. Lo studio delle relazione genetiche fra gli individui all’interno del popolamento è stato effettuato correlando la distanza genetica che si ha fra gli individui e la rispettiva posizione sul terreno, valutando quindi anche la dispersione genica a livello spaziale. La struttura spaziale della popolazione è stata analizzata attraverso il programma Geneland che consente correlare le coordinate spaziali dei microsatelliti analizzati di ogni individuo senza dare a priori una suddivisione fissa della popolazione. L’analisi effettuata ha restituito una divisione del campione in 4 sottopopolazioni. È stata calcolata la divergenza genetica fra le sottopopolazioni (Fst) e la correlazione allelica all’interno delle sottopopolazioni (Fis). Le sottopopolazioni presentano bassi valori di divergenza genetica, testimoniando l’elevato gene flow che ha caratterizzato il popolamento nella sua storia. In conclusione i risultati indicano l’ancestralità e l’elevata diversità genetica del popolamento oggetto di studio e che la sua distribuzione spaziale è imputabile per lo più a forze naturali e non antropiche.
IX Convegno AISSA
Evoluzione e prospettive del sistema agrario nel 150° anniversario dell'unità d'Italia: etica, logistica, sicurezza e sostenibilità per l'agricoltura e l'alimentazione
Firenze
14-15 Settembre 2011
S. Fiorentini; D. Paffetti; D. Travaglini
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