Ricostruire sull'Isola del BuonCastello induce a riconsiderare il rapporto visivo, oramai consolidato da tempo, tra l'abitato di Sottomarina, il suo affaccio e lo specchio d'acqua del Lusenzo, con la vista di Chioggia sullo sfondo. E' proprio questa trasparenza “profonda”, la dominanza della linea dell'orizzonte come valore paesaggistico assoluto, che devono essere considerati come elementi fondanti la proposta progettuale. Per questo si dovrebbe ridurre all'indispensabile l'appoggio a terra di edifici e le intense piantumazioni, per preservare la permeabilità visiva e risparmiare il suolo. Nasce così l'esigenza di creare un “suolo artificiale”, sollevato da terra, per poterci costruire liberamente senza interferire con la linea dell'orizzonte. Non solo, su questa superficie in lievitazione è anche possibile immaginare di costruire sulla parte inferiore, “appendendo” altrettanti edifici, con una concezione capovolta, senza toccare terra. Si viene pertanto a istituire la possibilità di dare corpo fisico alla riflessione delle architetture, in pratica immaginando di avere un secondo orizzonte, rialzato rispetto a quello reale, una linea parallela dotata di un sopra e un sotto, edifici appoggiati e edifici riflessi.....un doppio orizzonte in pratica, un riflesso dell'orizzonte reale, quasi un “miraggio”. La piazza, nell'angolo che fronteggia Sottomarina, in diretta relazione con i moli e le tre darsene, si accede direttamente alla Palestra, alla Piscina, al Bar e al Centro informazione, chiudendola solo parzialmente con volumi trasparenti.

Laguna Landscape / Claudio Zanirato. - (2014).

Laguna Landscape

ZANIRATO, CLAUDIO
2014

Abstract

Ricostruire sull'Isola del BuonCastello induce a riconsiderare il rapporto visivo, oramai consolidato da tempo, tra l'abitato di Sottomarina, il suo affaccio e lo specchio d'acqua del Lusenzo, con la vista di Chioggia sullo sfondo. E' proprio questa trasparenza “profonda”, la dominanza della linea dell'orizzonte come valore paesaggistico assoluto, che devono essere considerati come elementi fondanti la proposta progettuale. Per questo si dovrebbe ridurre all'indispensabile l'appoggio a terra di edifici e le intense piantumazioni, per preservare la permeabilità visiva e risparmiare il suolo. Nasce così l'esigenza di creare un “suolo artificiale”, sollevato da terra, per poterci costruire liberamente senza interferire con la linea dell'orizzonte. Non solo, su questa superficie in lievitazione è anche possibile immaginare di costruire sulla parte inferiore, “appendendo” altrettanti edifici, con una concezione capovolta, senza toccare terra. Si viene pertanto a istituire la possibilità di dare corpo fisico alla riflessione delle architetture, in pratica immaginando di avere un secondo orizzonte, rialzato rispetto a quello reale, una linea parallela dotata di un sopra e un sotto, edifici appoggiati e edifici riflessi.....un doppio orizzonte in pratica, un riflesso dell'orizzonte reale, quasi un “miraggio”. La piazza, nell'angolo che fronteggia Sottomarina, in diretta relazione con i moli e le tre darsene, si accede direttamente alla Palestra, alla Piscina, al Bar e al Centro informazione, chiudendola solo parzialmente con volumi trasparenti.
Claudio Zanirato
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