Il reinserimento della nuova scuola nel contesto urbano di Piumazzo opera con un parziale arretramento e rotazione della recinzione nel punto di ingresso, segnato da una decisa “verticalità” della pensilina di congiunzione con la scuola. In questo modo, l'edificio riesce ad appartenere alla città, non è isolato in un recinto, distaccato, ma si relaziona decisamente con la strada, la via dei Mille, sulla quale si incardina l'intero tessuto urbano, proponendo una sua “verticalità”, il modo per distinguersi dallo sfondo. E’ uno spazio di “soglia”, di transizione “figurata”, che come tale appartiene ad entrambi i contesti, cioè sia all’edificio che alla strada. In pratica, si è figurato l’ingresso della scuola per dare massimo risalto, agendo in perfetta analogia sia con la percezione del paesaggio, sia con la costruzione della città, sia con il profilo stradale della via con l’Oratorio. Il portale d'ingresso assume una valenza semantica non indifferente, può diventare una presenza urbana in cui riconoscersi come comunità, in maniera simile di quanto avviene da sempre con la Torre. Si è poi ripartiti progettualmente dal dato di fatto iniziale, ossia le “preesistenze”, la palestra e l’ultimo ampliamento delle quattro aule su due piani, non danneggiate dal sisma e non da abattere, come invece il resto della scuola più datato. Accorpare gli ambienti del secondo piano in un unico volume ed estremizzare le dimensioni del “punto di attacco” come un dato essenziale, ricostruendo un volume alto, trasversale, a triplo corpo, proprio come la prima scuola, ma girata e posta in luogo della sua espansione “storica”. L’ampliamento vero e proprio, si ha addossando un corpo basso ad un piano. La differenza di quest’ultima parte è rimarcata, è una costruzione più semplice e più libera nello sviluppo, segnala la vera novità dei tempi, dialoga con la costruzione “sdoppiata”. L'evidente distinzione delle due parti edificate, ad uno o due piani, cui si somma la terza costruzione della palestra, da un lato rendono memoria della “storia” della scuola e della sua evoluzione nel tempo. Rimane pur sempre un edificio singolare nel panorama urbano, “emergente”, ma senza imporre masse costruttive eccessive bensì operando sul piano più sottile della “composizione” architettonica.

Ricostruzione Scuola Primaria a Piumazzo / Claudio Zanirato; Gianni Plichi; Marco Rizzoli. - ELETTRONICO. - (2014).

Ricostruzione Scuola Primaria a Piumazzo

Claudio Zanirato;
2014

Abstract

Il reinserimento della nuova scuola nel contesto urbano di Piumazzo opera con un parziale arretramento e rotazione della recinzione nel punto di ingresso, segnato da una decisa “verticalità” della pensilina di congiunzione con la scuola. In questo modo, l'edificio riesce ad appartenere alla città, non è isolato in un recinto, distaccato, ma si relaziona decisamente con la strada, la via dei Mille, sulla quale si incardina l'intero tessuto urbano, proponendo una sua “verticalità”, il modo per distinguersi dallo sfondo. E’ uno spazio di “soglia”, di transizione “figurata”, che come tale appartiene ad entrambi i contesti, cioè sia all’edificio che alla strada. In pratica, si è figurato l’ingresso della scuola per dare massimo risalto, agendo in perfetta analogia sia con la percezione del paesaggio, sia con la costruzione della città, sia con il profilo stradale della via con l’Oratorio. Il portale d'ingresso assume una valenza semantica non indifferente, può diventare una presenza urbana in cui riconoscersi come comunità, in maniera simile di quanto avviene da sempre con la Torre. Si è poi ripartiti progettualmente dal dato di fatto iniziale, ossia le “preesistenze”, la palestra e l’ultimo ampliamento delle quattro aule su due piani, non danneggiate dal sisma e non da abattere, come invece il resto della scuola più datato. Accorpare gli ambienti del secondo piano in un unico volume ed estremizzare le dimensioni del “punto di attacco” come un dato essenziale, ricostruendo un volume alto, trasversale, a triplo corpo, proprio come la prima scuola, ma girata e posta in luogo della sua espansione “storica”. L’ampliamento vero e proprio, si ha addossando un corpo basso ad un piano. La differenza di quest’ultima parte è rimarcata, è una costruzione più semplice e più libera nello sviluppo, segnala la vera novità dei tempi, dialoga con la costruzione “sdoppiata”. L'evidente distinzione delle due parti edificate, ad uno o due piani, cui si somma la terza costruzione della palestra, da un lato rendono memoria della “storia” della scuola e della sua evoluzione nel tempo. Rimane pur sempre un edificio singolare nel panorama urbano, “emergente”, ma senza imporre masse costruttive eccessive bensì operando sul piano più sottile della “composizione” architettonica.
Claudio Zanirato; Gianni Plichi; Marco Rizzoli
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