Questa ricerca analizza la ricezione del pensiero criminologico nella cultura giuridica penale del Brasile, nel periodo della Prima Repubblica, in particolare nell’ambito dell’insegnamento del diritto penale. Pertanto, sono state selezionate alcune delle Facoltà di Giurisprudenze importanti di allora (San Paolo, Recife, Rio de Janeiro, Bahia e Curitiba ) e studiati, ove possibile, i programmi delle discipline di diritto penale, per selezionare i giuristi e in seguito i loro testi, da cui si è cercato di interpretare come è stato questo processo di ricezione e in che misura i nuovi parametri del diritto penale, influenzati dalla criminologia positivista, furono assimilati nella cultura giuridica dell’epoca. La chiave di lettura per l'interpretazione dei testi è stata la dualità del liberalismo, che si esprime come un ideale di affermazione dei diritti e delle garanzie individuali, in tutto il XIX secolo , ma che è stato anche segnato da tagli di esclusione e, pertanto, è stato combinato, in pratica, con dei meccanismi di potere e controllo, per conto della sicurezza e della difesa della società. La criminologia Positivista e il diritto penale, ricostruito dai suoi parametri, emergono in un contesto, in Europa, da fessurazione del liberalismo, a causa di innumerevoli contingenze sociali e politiche e in Brasile alla vigilia della Proclamazione della Repubblica, che si è verificata dopo la fine della schiavitù, e quindi in un periodo di aspettativa di inclusione e una maggiore libertà. L’adesione graduale ai principi della cosiddetta "Nuova Scuola di Diritto Penale", nell’ambito della dottrina, è sempre più significativa nel corso dei primi decenni del XX secolo, e questa appartenenza nel discorso dei giuristi, non si confrontava con i principi liberali, ma era con essi combinata. Questa combinazione è stata una delle analisi della presente ricerca, perché attraverso di essa, soprattutto, può essere identificato come il pensiero criminologico si è articolato nel discorso di questi giuristi. Per un migliore sviluppo dell'analisi, si è cercato, nella prima parte, spiegare il processo di costruzione della modernità penale, seguita dalla cultura giuridica penale italiana, guidata da Carrara, e la formazione della criminologia e della "Scuola Positiva". Nella seconda parte è fatta un'analisi del liberalismo in Brasile, dal suo assorbimento (che segna il processo della modernità penale in Brasile, con il Codice Penale del 1830 ) nel periodo imperiale succinta contestualizzazione culturale, politica, normativa, sociale e istituzionale della Prima Repubblica, tenendo in vista delle continuità e riarticolazione del discorso liberale, e poi , nella terza parte analizzarsi attentamente i giuristi brasiliani, che dalla produzione teorica nel periodo, hanno meritato rilievo nell’ambito dell’insegnamento del diritto penale .

Il pensiero criminologico nella Prima Republica: il Brasile in difesa della società / REBECA FERNANDES Dias. - (2015).

Il pensiero criminologico nella Prima Republica: il Brasile in difesa della società

REBECA FERNANDES Dias
2015

Abstract

Questa ricerca analizza la ricezione del pensiero criminologico nella cultura giuridica penale del Brasile, nel periodo della Prima Repubblica, in particolare nell’ambito dell’insegnamento del diritto penale. Pertanto, sono state selezionate alcune delle Facoltà di Giurisprudenze importanti di allora (San Paolo, Recife, Rio de Janeiro, Bahia e Curitiba ) e studiati, ove possibile, i programmi delle discipline di diritto penale, per selezionare i giuristi e in seguito i loro testi, da cui si è cercato di interpretare come è stato questo processo di ricezione e in che misura i nuovi parametri del diritto penale, influenzati dalla criminologia positivista, furono assimilati nella cultura giuridica dell’epoca. La chiave di lettura per l'interpretazione dei testi è stata la dualità del liberalismo, che si esprime come un ideale di affermazione dei diritti e delle garanzie individuali, in tutto il XIX secolo , ma che è stato anche segnato da tagli di esclusione e, pertanto, è stato combinato, in pratica, con dei meccanismi di potere e controllo, per conto della sicurezza e della difesa della società. La criminologia Positivista e il diritto penale, ricostruito dai suoi parametri, emergono in un contesto, in Europa, da fessurazione del liberalismo, a causa di innumerevoli contingenze sociali e politiche e in Brasile alla vigilia della Proclamazione della Repubblica, che si è verificata dopo la fine della schiavitù, e quindi in un periodo di aspettativa di inclusione e una maggiore libertà. L’adesione graduale ai principi della cosiddetta "Nuova Scuola di Diritto Penale", nell’ambito della dottrina, è sempre più significativa nel corso dei primi decenni del XX secolo, e questa appartenenza nel discorso dei giuristi, non si confrontava con i principi liberali, ma era con essi combinata. Questa combinazione è stata una delle analisi della presente ricerca, perché attraverso di essa, soprattutto, può essere identificato come il pensiero criminologico si è articolato nel discorso di questi giuristi. Per un migliore sviluppo dell'analisi, si è cercato, nella prima parte, spiegare il processo di costruzione della modernità penale, seguita dalla cultura giuridica penale italiana, guidata da Carrara, e la formazione della criminologia e della "Scuola Positiva". Nella seconda parte è fatta un'analisi del liberalismo in Brasile, dal suo assorbimento (che segna il processo della modernità penale in Brasile, con il Codice Penale del 1830 ) nel periodo imperiale succinta contestualizzazione culturale, politica, normativa, sociale e istituzionale della Prima Repubblica, tenendo in vista delle continuità e riarticolazione del discorso liberale, e poi , nella terza parte analizzarsi attentamente i giuristi brasiliani, che dalla produzione teorica nel periodo, hanno meritato rilievo nell’ambito dell’insegnamento del diritto penale .
Pietro Costa, Paolo Cappellini, Ricardo Marcelo Fonseca
BRASILE
REBECA FERNANDES Dias
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