L’obbiettivo principale di questo lavoro è quello di contribuire al dibattito sullo status del meccanismo di Accordo (Agree, Chomsky 2001) ed il suo ruolo nella piena interpretazione della frase a livello di interfaccia semantica (Manzini & Savoia, 2007, 2011). C’è disaccordo nella linguistica teorica (ed anche nella psicolinguistica) se il fenomeno di accordo sia un meccanismo computazionale sintattico o semantico, oppure se sia legato strettamente ai requisiti dell’apparato articolo-fonatorio, ovvero l’interfaccia senso-motoria (la pronuncia). La nostra contribuzione a tale dibattito è quella di vedere come il meccanismo sintattico di accordo possa rendere conto di due tipologie di dati: costruzioni con forme di accordo non canonico reperibili nei linguaggi naturali, e dati psicolinguistici sul processamento dell’accordo, includendo anche dati provenienti dall’acquisizione della prima lingua L1, della seconda lingua L2 e dati sulla comprensione linguistica (disambiguazione, riconoscimento di errori). Le due domande principali a cui si cerca di dare una risposta sono le seguenti:1) sono le configurazioni di accordo non canonico dovute a un problema nel meccanismo computazione di accordo o sono spiegabili facendo riferimento all’interpretazione semantica che viene attribuita agli elementi lessicali inseriti nella frase? 2) Ci sono tratti di accordo (persona genere e numero) che hanno un ruolo prominente rispetto agli altri nel meccanismo di accordo? Le risposta alla prima domanda sarà che il meccanismo computazionale di accordo è quello basico descritto da Chomsky (2001), le peculiarità nelle configurazioni di accordo non canonico sono dovute ai requisiti a livello di interfaccia semantica degli elementi lessicali inseriti nella computazione sintattica. Le risposta alla seconda domanda sarà che mentre genere e numero non implicano ina differenziazione o una prominenza dell’uno sull’altro sia a livello teorico che nei dati naturalistici provenienti dalla psicolinguistica e dall’acquisizione della prima (L1) e della seconda (L2) lingua, il tratto di persona ha un ruolo chiave per poter comprendere sia i dati naturalistici sia la distribuzione di alcuni pattern di accordo tra le lingue del mondo. Queste risposte generali si basano sull’analisi di un corpus eterogeneo di dati e su considerazioni che vengono proposti nei 6 capitoli in cui è divisa la tesi. Nel primo capitolo sono introdotti i concetti base sull’accordo sintattico, semantico e nozionale che verranno utilizzati durante tutta la trattazione. Vengono anche introdotte le differenti teorie sul diverso peso che i tratti di accordo hanno nella computazione dell’accordo. Nel secondo capitolo vengono analizzate delle particolari costruzioni aspettuali diffuse nelle varietà del Sud Italia che sono composte da un ausiliare + un verbo lessicale: sia l’ausiliare che il verbo presentano delle forme di flessione finita (i.e. Io sto a faccio). Si propone che queste costruzioni mostrino una doppia flessione per soddisfare i requisiti di interfaccia semantica per l’attribuzione /realizzazione di diversi valori aspettuali (nei casi descritti si tratterà di aspetto progressivo). Nel terzo capitolo sono trattate delle costruzioni pseudo partitive che presentano pattern variabili di accordo: ad esempio la frase “un centinaio di senatori si è dimesso /si sono dimessi”. Dopo una descrizione delle variazioni cross-linguistiche, viene proposta un’analisi in cui l’indefinitezza del sintagma nominale che introduce il sintagma nominale complesso (“un centinaio) e la relazione espressa dalla preposizione (di), interagiscono per fornire diversi tipi di output livello di interfaccia semantica . Nel quarto capitolo sono presentati dati sull’acquisizione dell’Italiano (L1 e L2) in cui viene analizzata la distribuzione di soggetti nulli/espressi. L’analisi verte soprattutto nel verificare se gli split di persona(1 e seconda persona vs 3 persona) e di definitezza sono presenti nei dati naturalistici. Il risultato dimostra che entrambi i tipi di split sono presenti e sono strettamente legati agli elementi lessicali che sono introdotti nella costruzione sintattica della frase. Nel quinto capitolo viene proposta una rassegna di dati psicolinguistico sulla rilevanza dei diversi tratti di accordo. Nella prima parte vengono analizzati i tratti di genere e numero: i dati psicolinguistici e diverse considerazioni teoriche porteranno a concludere che genere e numero sostanzialmente non comportano differenze rilevanti sia a livello cognitivo generale, sia nel processamento linguistico che a livello teorico. Nella seconda parte viene analizzato il tratto di persona: tramite la presentazione di diversi studi psicolinguistici (includendo uno studio neurofisiologico sulla reazione neurale agli split di persona) e dati tipologici verrà confermata il ruolo centrale del tratto di persona in quanto fa riferimento alla disambiguazione referenziale tra i referenti discorsivi (1a e 2a persona) i referenti dell’evento linguistico (3a persona). Nel sesto capitolo vengono presentate delle conclusioni generali sui dati esposti in tutto il manoscritto.

Patterns of agreement. Theoretical and Psycholinguistic Perspectives / Paolo Lorusso. - (2018).

Patterns of agreement. Theoretical and Psycholinguistic Perspectives

Paolo Lorusso
2018

Abstract

L’obbiettivo principale di questo lavoro è quello di contribuire al dibattito sullo status del meccanismo di Accordo (Agree, Chomsky 2001) ed il suo ruolo nella piena interpretazione della frase a livello di interfaccia semantica (Manzini & Savoia, 2007, 2011). C’è disaccordo nella linguistica teorica (ed anche nella psicolinguistica) se il fenomeno di accordo sia un meccanismo computazionale sintattico o semantico, oppure se sia legato strettamente ai requisiti dell’apparato articolo-fonatorio, ovvero l’interfaccia senso-motoria (la pronuncia). La nostra contribuzione a tale dibattito è quella di vedere come il meccanismo sintattico di accordo possa rendere conto di due tipologie di dati: costruzioni con forme di accordo non canonico reperibili nei linguaggi naturali, e dati psicolinguistici sul processamento dell’accordo, includendo anche dati provenienti dall’acquisizione della prima lingua L1, della seconda lingua L2 e dati sulla comprensione linguistica (disambiguazione, riconoscimento di errori). Le due domande principali a cui si cerca di dare una risposta sono le seguenti:1) sono le configurazioni di accordo non canonico dovute a un problema nel meccanismo computazione di accordo o sono spiegabili facendo riferimento all’interpretazione semantica che viene attribuita agli elementi lessicali inseriti nella frase? 2) Ci sono tratti di accordo (persona genere e numero) che hanno un ruolo prominente rispetto agli altri nel meccanismo di accordo? Le risposta alla prima domanda sarà che il meccanismo computazionale di accordo è quello basico descritto da Chomsky (2001), le peculiarità nelle configurazioni di accordo non canonico sono dovute ai requisiti a livello di interfaccia semantica degli elementi lessicali inseriti nella computazione sintattica. Le risposta alla seconda domanda sarà che mentre genere e numero non implicano ina differenziazione o una prominenza dell’uno sull’altro sia a livello teorico che nei dati naturalistici provenienti dalla psicolinguistica e dall’acquisizione della prima (L1) e della seconda (L2) lingua, il tratto di persona ha un ruolo chiave per poter comprendere sia i dati naturalistici sia la distribuzione di alcuni pattern di accordo tra le lingue del mondo. Queste risposte generali si basano sull’analisi di un corpus eterogeneo di dati e su considerazioni che vengono proposti nei 6 capitoli in cui è divisa la tesi. Nel primo capitolo sono introdotti i concetti base sull’accordo sintattico, semantico e nozionale che verranno utilizzati durante tutta la trattazione. Vengono anche introdotte le differenti teorie sul diverso peso che i tratti di accordo hanno nella computazione dell’accordo. Nel secondo capitolo vengono analizzate delle particolari costruzioni aspettuali diffuse nelle varietà del Sud Italia che sono composte da un ausiliare + un verbo lessicale: sia l’ausiliare che il verbo presentano delle forme di flessione finita (i.e. Io sto a faccio). Si propone che queste costruzioni mostrino una doppia flessione per soddisfare i requisiti di interfaccia semantica per l’attribuzione /realizzazione di diversi valori aspettuali (nei casi descritti si tratterà di aspetto progressivo). Nel terzo capitolo sono trattate delle costruzioni pseudo partitive che presentano pattern variabili di accordo: ad esempio la frase “un centinaio di senatori si è dimesso /si sono dimessi”. Dopo una descrizione delle variazioni cross-linguistiche, viene proposta un’analisi in cui l’indefinitezza del sintagma nominale che introduce il sintagma nominale complesso (“un centinaio) e la relazione espressa dalla preposizione (di), interagiscono per fornire diversi tipi di output livello di interfaccia semantica . Nel quarto capitolo sono presentati dati sull’acquisizione dell’Italiano (L1 e L2) in cui viene analizzata la distribuzione di soggetti nulli/espressi. L’analisi verte soprattutto nel verificare se gli split di persona(1 e seconda persona vs 3 persona) e di definitezza sono presenti nei dati naturalistici. Il risultato dimostra che entrambi i tipi di split sono presenti e sono strettamente legati agli elementi lessicali che sono introdotti nella costruzione sintattica della frase. Nel quinto capitolo viene proposta una rassegna di dati psicolinguistico sulla rilevanza dei diversi tratti di accordo. Nella prima parte vengono analizzati i tratti di genere e numero: i dati psicolinguistici e diverse considerazioni teoriche porteranno a concludere che genere e numero sostanzialmente non comportano differenze rilevanti sia a livello cognitivo generale, sia nel processamento linguistico che a livello teorico. Nella seconda parte viene analizzato il tratto di persona: tramite la presentazione di diversi studi psicolinguistici (includendo uno studio neurofisiologico sulla reazione neurale agli split di persona) e dati tipologici verrà confermata il ruolo centrale del tratto di persona in quanto fa riferimento alla disambiguazione referenziale tra i referenti discorsivi (1a e 2a persona) i referenti dell’evento linguistico (3a persona). Nel sesto capitolo vengono presentate delle conclusioni generali sui dati esposti in tutto il manoscritto.
2018
Maria Rita Manzini
ITALIA
Paolo Lorusso
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