Louis I. Kahn, nel corso dei suoi ripetuti viaggi in Europa, registra nei suoi taccuini, come un sismografo, la spazialità dell’architettura antica mediterranea. Dall’analisi di alcuni schizzi significativi del primo viaggio (1928-1929) e del secondo (1950-1951), risulta evidente l’importanza del punto di vista prescelto, sempre volto a stabilire una relazione fra l’architettura e il contesto, che procede dall’ombra verso la luce per raffigurare il rapporto tra interno ed esterno come una soglia organizzata secondo una sequenza di spazi, siano essi portici, aperture o altro ancora. Il tema della soglia, già presente nel progetto giovanile di Casa Weiss, nella quale l’architetto estone affida il rapporto tra interno ed esterno ad un diaframma bidimensionale, diventerà centrale nei progetti dell’età matura per il Consolato degli Stati Uniti in Angola a Luanda, il Salk Institute in California a la Jolla, l’Indian Institute of Management ad Ahmedabad, il Parlamento e l’Ospedale di Dacca, nei quali la soglia acquisirà la dimensione di un vero e proprio spazio che avvolge l’edificio interno con un altro edificio. During his several trips to Europe, Louis I. Kahn registered the spatiality of ancient Mediterranean architectu- re on his travel journals, with as much precision as a seismometer would do. From an analysis of some of his relevant sketches from the rst journey (1928-1929) and the second one (1950-1951), it is clear that the cho- sen point of view is very signi cant for him. It allows him to establish a relationship between the architectu- re and the context, moving from the shade to the light to represent the connection between internal and external areas, as a doorway organized in a sequence of spaces, be they porches, openings or anything else. Louis I. Kahn had already dealt with the doorway theme in his juvenile project on Casa Weiss, where internal and external spaces were managed through a two-dimensional diaphragm. The doorway will then become a central theme in all his later projects, such as for the U.S. Consulate in Luanda, Angola, for the Salk Institute in La Jolla, California, for the Indian Institute of Management in Ahmedabad and for both the Parliament and the Hospital in Dhaka. In these projects, the doorway is considered as a space on its own, encompassing the internal building with another building.

Lo spazio della soglia. La lezione dei viaggi nell'’opera di Louis i. Kahn / roberto bosi. - (2017).

Lo spazio della soglia. La lezione dei viaggi nell'’opera di Louis i. Kahn

BOSI, ROBERTO
2017

Abstract

Louis I. Kahn, nel corso dei suoi ripetuti viaggi in Europa, registra nei suoi taccuini, come un sismografo, la spazialità dell’architettura antica mediterranea. Dall’analisi di alcuni schizzi significativi del primo viaggio (1928-1929) e del secondo (1950-1951), risulta evidente l’importanza del punto di vista prescelto, sempre volto a stabilire una relazione fra l’architettura e il contesto, che procede dall’ombra verso la luce per raffigurare il rapporto tra interno ed esterno come una soglia organizzata secondo una sequenza di spazi, siano essi portici, aperture o altro ancora. Il tema della soglia, già presente nel progetto giovanile di Casa Weiss, nella quale l’architetto estone affida il rapporto tra interno ed esterno ad un diaframma bidimensionale, diventerà centrale nei progetti dell’età matura per il Consolato degli Stati Uniti in Angola a Luanda, il Salk Institute in California a la Jolla, l’Indian Institute of Management ad Ahmedabad, il Parlamento e l’Ospedale di Dacca, nei quali la soglia acquisirà la dimensione di un vero e proprio spazio che avvolge l’edificio interno con un altro edificio. During his several trips to Europe, Louis I. Kahn registered the spatiality of ancient Mediterranean architectu- re on his travel journals, with as much precision as a seismometer would do. From an analysis of some of his relevant sketches from the rst journey (1928-1929) and the second one (1950-1951), it is clear that the cho- sen point of view is very signi cant for him. It allows him to establish a relationship between the architectu- re and the context, moving from the shade to the light to represent the connection between internal and external areas, as a doorway organized in a sequence of spaces, be they porches, openings or anything else. Louis I. Kahn had already dealt with the doorway theme in his juvenile project on Casa Weiss, where internal and external spaces were managed through a two-dimensional diaphragm. The doorway will then become a central theme in all his later projects, such as for the U.S. Consulate in Luanda, Angola, for the Salk Institute in La Jolla, California, for the Indian Institute of Management in Ahmedabad and for both the Parliament and the Hospital in Dhaka. In these projects, the doorway is considered as a space on its own, encompassing the internal building with another building.
Fabio Capanni
ITALIA
Goal 4: Quality education
roberto bosi
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