Il terremoto del 2012 in Emilia ha colpito il tessuto urbano delle città, alterando il rapporto tra spazi vuoti e pieni: le rovine e le demolizioni conseguenti hanno rivelato il rapporto tra parti inattese, mentre le aree inedificate, interne o esterne, hanno acquisito un valore strategico per la delocalizzazione di parti della città, spesso apparentemente solo provvisorie, innescando un'inversione di valore tra spazi pieni e vuoti, dentro e fuori la città. Anche se è difficile pensare a una trasformazione fisica di una città consolidata seppur piccola, è possibile intervenire invece più facilmente nella sua forma funzionale, relativamente intangibile, ma comunque efficace per un suo ripensamento. L'antico modello di piazza urbana è stato ripreso da molti centri urbani colpiti dal terremoto del 2012 in Emilia come occasione principale per il rilancio di città e comunità, prevedendo scenari inediti di riconfigurazione urbana. Le città possono crescere solo quando qualcosa cambia dall'interno, aggiornandosi continuamente con i tempi e attraverso l'innovazione. Stiamo parlando di una crescita qualitativa, l'unica cosa in grado di dare alla città uno status più alto, pertanto la riprogettazione degli stessi spazi ma dotati di nuove ed altre qualità è una delle strategie vincenti. Il piano di ricostruzione post-terremoto di una città o di un borgo colpiti duramente, come Mirandola, San Felice sul Panaro, Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Camposanto, Sant'Agostino, Mirabello, Soliera, è una grande opportunità per riflettere su tali dinamiche, attraverso i Piani di Ricostruzione e Strategici.

Emilia. Assestamenti urbani / claudio zanirato, palma pastore, palmina pastore. - STAMPA. - (2018), pp. 1-206.

Emilia. Assestamenti urbani

claudio zanirato
;
palma pastore
;
2018

Abstract

Il terremoto del 2012 in Emilia ha colpito il tessuto urbano delle città, alterando il rapporto tra spazi vuoti e pieni: le rovine e le demolizioni conseguenti hanno rivelato il rapporto tra parti inattese, mentre le aree inedificate, interne o esterne, hanno acquisito un valore strategico per la delocalizzazione di parti della città, spesso apparentemente solo provvisorie, innescando un'inversione di valore tra spazi pieni e vuoti, dentro e fuori la città. Anche se è difficile pensare a una trasformazione fisica di una città consolidata seppur piccola, è possibile intervenire invece più facilmente nella sua forma funzionale, relativamente intangibile, ma comunque efficace per un suo ripensamento. L'antico modello di piazza urbana è stato ripreso da molti centri urbani colpiti dal terremoto del 2012 in Emilia come occasione principale per il rilancio di città e comunità, prevedendo scenari inediti di riconfigurazione urbana. Le città possono crescere solo quando qualcosa cambia dall'interno, aggiornandosi continuamente con i tempi e attraverso l'innovazione. Stiamo parlando di una crescita qualitativa, l'unica cosa in grado di dare alla città uno status più alto, pertanto la riprogettazione degli stessi spazi ma dotati di nuove ed altre qualità è una delle strategie vincenti. Il piano di ricostruzione post-terremoto di una città o di un borgo colpiti duramente, come Mirandola, San Felice sul Panaro, Novi di Modena, Concordia sulla Secchia, Camposanto, Sant'Agostino, Mirabello, Soliera, è una grande opportunità per riflettere su tali dinamiche, attraverso i Piani di Ricostruzione e Strategici.
2018
9788833380520
1
206
claudio zanirato, palma pastore, palmina pastore
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