The aim of this dissertation is an analysis of agreement in relation to genitival constructions. It proposes that the Apulian non-prepositional enitives of San Marco in Lamis can be described as regulated by a definiteness agreement mechanism manifesting itself in the necessity of articled heads (excluding vocatives) and genitival nouns, coupled with an adjacency requirement which limits the realization of post-nominal modifiers of the head in a post-genitival position, where they might only refer to the genitive noun. This work thus proposes that such agreement for definiteness is the same holding in Romanian non-al genitives which result in the linker construction when agreement is disrupted. In chapter 1 we thus introduce Kartvelian genitives by Suffixaufnahme which notoriously represent a genitive-head noun morphological agreement phenomenon. Plank (1995) also shows that in a series of genitives, Suffixaufnahme shows up only on the last one, demonstrating that when it comes to agreement in genitives, local dynamics of sorts are often at stake (as it happens with the Costruct State). In 2 we move to linkers; linkers have been connected to agreement in Suffixaufnahme genitives at least since Plank (1995) and later works such as Larson and Yamakido (2006), Manzini et al (2016), and Manzini (2018), according to which linkers can be assimilated to agreement. In fact, in synthetic systems such as Romanian and Aromanian, Albanian and Arbëresh, and Kurdish varieties, linkers agree for φ with either the head or the genitive noun. Giurgea and Dobrovie-Sorin (2013: 126) further show that in Romanian non-linker constructions possessives agree for case with the head noun. In linker constructions, agreement for case is not present: it’s the linker itself which agrees with the head noun, this time for φ. Chapter 3 deals with genitival modification in Hebrew and a number of Arabic varieties. It proposes that the pseudoprepositions found in Arabic varieties are nouns in the Construct State. This was previously proposed for Palestinian Arabic in Mohammad (1999), which also shows that such elements agree for φ with the modified noun. 3.2 takes into account the Semitic preposition l-, dealing with the question of whether this lement can be characterized as possessive and locative as it happens for Romance a. 4 analyzes Apulian non-prepositional genitives and proposes as anticipated that the necessity of articled nouns in the construction is to be linked to an agreement relation taking place via D. Lastly, 5 subsumes the conclusions of this work. // Lo scopo di questa tesi è un'analisi dell’accordo in relazione alle costruzioni genitive. Propone, in particolare, che i genitivi non preposizionali del pugliese di San Marco in Lamis possono essere descritti come regolati da un meccanismo di accordo per definitezza che si manifesta nella necessità di teste (esclusi i vocativi) e genitivi articolati, unitamente a un requisito di adiacenza che limita la realizzazione dei modificatori postnominali della testa in una posizione post-genitivale, dove possono riferirsi solo al nome genitivo. Questo lavoro propone quindi che tale accordo per definitezza sia lo stesso dei genitivi romeni non-al che si traducono nella costruzione con linker in caso di interruzione dell'accordo. Nel capitolo 1 introduciamo quindi i genitivi cartvelici con Suffixaufnahme che notoriamente rappresentano un fenomeno di accordo morfologico del nome genitivo con il nome testa. Plank (1995) mostra inoltre che in una serie di genitivi, il Suffixaufnahme è presente solo sull'ultimo, dimostrando che quando si tratta di un accordo nei genitivi, spesso sono in gioco dinamiche locali (come accade con lo Stato Costrutto). In 2 passiamo ai linker; I linker sono stati collegati all'accordo nei genitivi con Suffixaufnahme almeno a partire da Plank (1995) e successivamente in lavori come Larson e Yamakido (2006), Manzini et al (2016) e Manzini (2018), in base ai quali i linker possono essere assimilati all'accordo. In effetti, in sistemi sintetici come il romeno e le varietà e aromene, l’albanese e l’arbëresh, e le varietà curde, i linker si accordano per φ con la testa o il nome genitivo. Giurgea e Dobrovie-Sorin (2013: 126) mostrano inoltre che nelle costruzioni non-al romene i possessivi si accordano per il caso con il nome testa. Nelle costruzioni con linker, l'accordo per il caso non è invece presente: è il linker stesso che si accorda con il nome testa, questa volta ovviamente per φ. Il capitolo 3 tratta di costruzioni genitive nell’ebraico e in alcune varietà arabe. Propone che le pseudopreposizioni delle varietà arabe sono in realtà nomi allo Stato Costrutto. Ciò è stato precedentemente proposto per l'arabo palestinese da Mohammad (1999), che dimostra inoltre che tali elementi si accordano per φ con il nome che modificano. 3.2 prende in considerazione la preposizione semitica l-, trattando la questione della sua caratterizzazione come possessiva e locativa come accade per il romanzo a. 4 analizza i genitivi non preposizionali pugliesi e propone, come anticipato, che la necessità di N articolati nella costruzione è collegata a una relazione di accordo tramite D. Infine, 5 trae le conclusioni di questo lavoro.

Morfosintassi dell’accordo nel genitivo e sua correlazione con elementi del tipo D / Angelapia Massaro. - (2020).

Morfosintassi dell’accordo nel genitivo e sua correlazione con elementi del tipo D

Angelapia Massaro
2020

Abstract

The aim of this dissertation is an analysis of agreement in relation to genitival constructions. It proposes that the Apulian non-prepositional enitives of San Marco in Lamis can be described as regulated by a definiteness agreement mechanism manifesting itself in the necessity of articled heads (excluding vocatives) and genitival nouns, coupled with an adjacency requirement which limits the realization of post-nominal modifiers of the head in a post-genitival position, where they might only refer to the genitive noun. This work thus proposes that such agreement for definiteness is the same holding in Romanian non-al genitives which result in the linker construction when agreement is disrupted. In chapter 1 we thus introduce Kartvelian genitives by Suffixaufnahme which notoriously represent a genitive-head noun morphological agreement phenomenon. Plank (1995) also shows that in a series of genitives, Suffixaufnahme shows up only on the last one, demonstrating that when it comes to agreement in genitives, local dynamics of sorts are often at stake (as it happens with the Costruct State). In 2 we move to linkers; linkers have been connected to agreement in Suffixaufnahme genitives at least since Plank (1995) and later works such as Larson and Yamakido (2006), Manzini et al (2016), and Manzini (2018), according to which linkers can be assimilated to agreement. In fact, in synthetic systems such as Romanian and Aromanian, Albanian and Arbëresh, and Kurdish varieties, linkers agree for φ with either the head or the genitive noun. Giurgea and Dobrovie-Sorin (2013: 126) further show that in Romanian non-linker constructions possessives agree for case with the head noun. In linker constructions, agreement for case is not present: it’s the linker itself which agrees with the head noun, this time for φ. Chapter 3 deals with genitival modification in Hebrew and a number of Arabic varieties. It proposes that the pseudoprepositions found in Arabic varieties are nouns in the Construct State. This was previously proposed for Palestinian Arabic in Mohammad (1999), which also shows that such elements agree for φ with the modified noun. 3.2 takes into account the Semitic preposition l-, dealing with the question of whether this lement can be characterized as possessive and locative as it happens for Romance a. 4 analyzes Apulian non-prepositional genitives and proposes as anticipated that the necessity of articled nouns in the construction is to be linked to an agreement relation taking place via D. Lastly, 5 subsumes the conclusions of this work. // Lo scopo di questa tesi è un'analisi dell’accordo in relazione alle costruzioni genitive. Propone, in particolare, che i genitivi non preposizionali del pugliese di San Marco in Lamis possono essere descritti come regolati da un meccanismo di accordo per definitezza che si manifesta nella necessità di teste (esclusi i vocativi) e genitivi articolati, unitamente a un requisito di adiacenza che limita la realizzazione dei modificatori postnominali della testa in una posizione post-genitivale, dove possono riferirsi solo al nome genitivo. Questo lavoro propone quindi che tale accordo per definitezza sia lo stesso dei genitivi romeni non-al che si traducono nella costruzione con linker in caso di interruzione dell'accordo. Nel capitolo 1 introduciamo quindi i genitivi cartvelici con Suffixaufnahme che notoriamente rappresentano un fenomeno di accordo morfologico del nome genitivo con il nome testa. Plank (1995) mostra inoltre che in una serie di genitivi, il Suffixaufnahme è presente solo sull'ultimo, dimostrando che quando si tratta di un accordo nei genitivi, spesso sono in gioco dinamiche locali (come accade con lo Stato Costrutto). In 2 passiamo ai linker; I linker sono stati collegati all'accordo nei genitivi con Suffixaufnahme almeno a partire da Plank (1995) e successivamente in lavori come Larson e Yamakido (2006), Manzini et al (2016) e Manzini (2018), in base ai quali i linker possono essere assimilati all'accordo. In effetti, in sistemi sintetici come il romeno e le varietà e aromene, l’albanese e l’arbëresh, e le varietà curde, i linker si accordano per φ con la testa o il nome genitivo. Giurgea e Dobrovie-Sorin (2013: 126) mostrano inoltre che nelle costruzioni non-al romene i possessivi si accordano per il caso con il nome testa. Nelle costruzioni con linker, l'accordo per il caso non è invece presente: è il linker stesso che si accorda con il nome testa, questa volta ovviamente per φ. Il capitolo 3 tratta di costruzioni genitive nell’ebraico e in alcune varietà arabe. Propone che le pseudopreposizioni delle varietà arabe sono in realtà nomi allo Stato Costrutto. Ciò è stato precedentemente proposto per l'arabo palestinese da Mohammad (1999), che dimostra inoltre che tali elementi si accordano per φ con il nome che modificano. 3.2 prende in considerazione la preposizione semitica l-, trattando la questione della sua caratterizzazione come possessiva e locativa come accade per il romanzo a. 4 analizza i genitivi non preposizionali pugliesi e propone, come anticipato, che la necessità di N articolati nella costruzione è collegata a una relazione di accordo tramite D. Infine, 5 trae le conclusioni di questo lavoro.
Maria Rita Manzini
ITALIA
Angelapia Massaro
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Descrizione: Tesi di dottorato referata
Tipologia: Tesi di dottorato
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