Il progetto proposto nasce con l’obiettivo di esaminare il processo di apprendimento di L2 da parte di parlanti con L1 affine, con particolare attenzione per lo spagnolo e l’italiano. Il tema affrontato riguarda sia gli aspetti teorici che quelli pratici dell’apprendimento di L2 affine a L1, e ha come nucleo tematico le questioni classiche della mescolanza e del transfer. Iniziando con una panoramica generale sulla relazione tra interlingua e processi di acquisizione di lingue seconde, sono andata poi ad analizzare tutti gli elementi che incidono nell’apprendimento delle lingue affini focalizzandomi sul ruolo della L1, sulla contrastività, sull’azione del transfer e sull’influenza interlinguistica evidenziandone le varie tipologie e manifestazioni. Ho osservato l’interlingua sia come prodotto di un processo di apprendimento su cui modellare un’azione didattica, sia come un sistema proprio e strettamente vincolato alla L1 dell’apprendente. L’’interlingua rappresenta un sistema linguistico indipendente costituito da una serie di dati osservabili che riflettono i tentativi dell’apprendente di esprimersi in una lingua straniera che ancora non conosce bene. Perciò, l’interlingua contiene in sé tutte le informazioni necessarie per capire il livello di apprendimento e analizzarla permette di verificare se il discente sta veramente sviluppando la competenza nella nuova lingua o continua solamente a manipolare la propria. Per tale ragione, mi sono dedicata alla trascrizione di un corpus di interlingua dello spagnolo parlato da italofoni, studenti della Facoltà di lingue dell’Università di Salerno che sono stati monitorati durante i tre anni di corso della laurea triennale. Si tratta di un corpus di produzioni sia scritte sia orali di dimensioni importanti; il materiale era già stato raccolto ma doveva essere interamente catalogato e trascritto. Una volta fatto ciò sono passata ad una prima classificazione degli errori suddivisi per anno e tipologia di produzione (scritto o orale) per poi analizzarli con l’obbiettivo di identificare le aree più problematiche e gli errori che tendono a fossilizzarsi. Un particolare interesse è stato rivolto alla morfologia e alla sintassi con l’obiettivo di verificare fino a che punto la lingua madre tende a prevalere sull’idioma che si sta imparando. In generale, è possibile pensare che l’affinità tra L1 e L2 favorisca i diversi tipi di errori e una maggiore mescolanza tra le due lingue. Inoltre, la morfologia e la sintassi rivelano molti caratteri nascosti delle fasi di apprendimento e studiarli può aiutare a capire, correggere e, se possibile, prevenire alcuni errori. Dare la giusta importanza a questi ambiti può favorire un corretto apprendimento fin dalle fasi iniziali, in quanto correggere alcuni aspetti errati può rivelarsi impossibile agli stadi successivi. Tutto ciò si ricollega al ruolo giocato dalla L1 e alle ingannevoli somiglianze legate alla forte vicinanza. Infine, ho scelto di dedicare una piccola parte della tesi all’apprendimento di lingue straniere nei discenti con dislessia, evidenziando il fatto che alcune lingue amplificano le manifestazioni della dislessia, mentre altre le attenuano. Le abilità del soggetto possono essere più o meno sviluppate, ciò dipende dalla lingua straniera che decide di studiare e dalla sua lingua materna. Di fatti se un bambino sceglie di imparare una lingua molto simile alla sua avrà meno difficoltà perché avrà già acquisito strategie nella propria lingua. Mentre se la lingua è molto differente dalla propria, ovviamente, le difficoltà aumentano. I fattori che incidono nel rapporto tra dislessia e lingua straniera sono la trasparenza ortografica e l’affinità linguistica. This project was created with the aim of examining the learning process of L2 by speakers with similar L1, with particular attention to Spanish and Italian. The topic concerns both the theoretical and practical aspects of learning L2 similar to L1, and its thematic core is linked to the classic issues of mixing and transfer. Starting with a general overview of the relationship between interlanguage and second language acquisition processes, I decided to analyze all the elements that affect the learning of related languages, focusing on the role of L1, on contrastivity, on the action of transfer and on the interlingual influence, highlighting the various types and manifestations. I observed the interlanguage both as a product of a learning process on which to model a didactic action, and as a system of its own and closely linked to the learner's L1. The Interlanguage represents an independent linguistic system consisting of a series of observable data that reflect the learner's attempts to express himself in a foreign language he does not yet know well. Therefore, the interlanguage contains all the information necessary to understand the level of learning and its analysis allows to verify if the learner is really developing the competence in the new language or only continues to manipulate his own. For this reason, I decided to transcribing an inter-language corpus of Spanish spoken by Italian speakers, students of the Faculty of Languages of the University of Salerno who were monitored during the three-year course of the three-year degree. It is a corpus of many written and oral productions; the material had already been collected but had to be fully cataloged and transcribed. Once this was done, I moved on to an initial classification of errors divided by year and type of production (written or oral) and then I analyzed them with the aim of identifying the most problematic areas and errors that tend to fossilize. A particular interest was devoted to morphology and syntax with the aim of verifying to what extent the mother tongue tends to prevail over the language being learned. In general, it is possible to think that the affinity between L1 and L2 favors the different types of errors and greater mixing between the two languages. Furthermore, the morphology and syntax reveal many hidden characters of the learning phases and studying them can help to understand, correct and, if possible, prevent some errors. Giving the right importance to these areas can promote correct learning from the initial stages, as correcting some incorrect aspects may prove impossible in the following stages. All these aspects are related to the role played by L1 and to the deceptive similarities linked to the strong proximity. In addition, I chose to dedicate a small part of the thesis to learning foreign languages in students with dyslexia, highlighting the fact that some languages amplify the manifestations of dyslexia, while others attenuate them. The subject's skills can be developed in different ways, this depends on the foreign language they decide to study and on their mother tongue. In fact, if students choose to learn a language very similar to their own, they will have less difficulty because they will have already acquired strategies in their own language. While if the language is very different from one's own, obviously, the difficulties increase. The factors that affect the relationship between dyslexia and a foreign language are spelling transparency and linguistic affinity.

Spagnolo e italiano: stati di interlingua e transfer / Cappelli Deborah. - (2022).

Spagnolo e italiano: stati di interlingua e transfer

Cappelli Deborah
2022

Abstract

Il progetto proposto nasce con l’obiettivo di esaminare il processo di apprendimento di L2 da parte di parlanti con L1 affine, con particolare attenzione per lo spagnolo e l’italiano. Il tema affrontato riguarda sia gli aspetti teorici che quelli pratici dell’apprendimento di L2 affine a L1, e ha come nucleo tematico le questioni classiche della mescolanza e del transfer. Iniziando con una panoramica generale sulla relazione tra interlingua e processi di acquisizione di lingue seconde, sono andata poi ad analizzare tutti gli elementi che incidono nell’apprendimento delle lingue affini focalizzandomi sul ruolo della L1, sulla contrastività, sull’azione del transfer e sull’influenza interlinguistica evidenziandone le varie tipologie e manifestazioni. Ho osservato l’interlingua sia come prodotto di un processo di apprendimento su cui modellare un’azione didattica, sia come un sistema proprio e strettamente vincolato alla L1 dell’apprendente. L’’interlingua rappresenta un sistema linguistico indipendente costituito da una serie di dati osservabili che riflettono i tentativi dell’apprendente di esprimersi in una lingua straniera che ancora non conosce bene. Perciò, l’interlingua contiene in sé tutte le informazioni necessarie per capire il livello di apprendimento e analizzarla permette di verificare se il discente sta veramente sviluppando la competenza nella nuova lingua o continua solamente a manipolare la propria. Per tale ragione, mi sono dedicata alla trascrizione di un corpus di interlingua dello spagnolo parlato da italofoni, studenti della Facoltà di lingue dell’Università di Salerno che sono stati monitorati durante i tre anni di corso della laurea triennale. Si tratta di un corpus di produzioni sia scritte sia orali di dimensioni importanti; il materiale era già stato raccolto ma doveva essere interamente catalogato e trascritto. Una volta fatto ciò sono passata ad una prima classificazione degli errori suddivisi per anno e tipologia di produzione (scritto o orale) per poi analizzarli con l’obbiettivo di identificare le aree più problematiche e gli errori che tendono a fossilizzarsi. Un particolare interesse è stato rivolto alla morfologia e alla sintassi con l’obiettivo di verificare fino a che punto la lingua madre tende a prevalere sull’idioma che si sta imparando. In generale, è possibile pensare che l’affinità tra L1 e L2 favorisca i diversi tipi di errori e una maggiore mescolanza tra le due lingue. Inoltre, la morfologia e la sintassi rivelano molti caratteri nascosti delle fasi di apprendimento e studiarli può aiutare a capire, correggere e, se possibile, prevenire alcuni errori. Dare la giusta importanza a questi ambiti può favorire un corretto apprendimento fin dalle fasi iniziali, in quanto correggere alcuni aspetti errati può rivelarsi impossibile agli stadi successivi. Tutto ciò si ricollega al ruolo giocato dalla L1 e alle ingannevoli somiglianze legate alla forte vicinanza. Infine, ho scelto di dedicare una piccola parte della tesi all’apprendimento di lingue straniere nei discenti con dislessia, evidenziando il fatto che alcune lingue amplificano le manifestazioni della dislessia, mentre altre le attenuano. Le abilità del soggetto possono essere più o meno sviluppate, ciò dipende dalla lingua straniera che decide di studiare e dalla sua lingua materna. Di fatti se un bambino sceglie di imparare una lingua molto simile alla sua avrà meno difficoltà perché avrà già acquisito strategie nella propria lingua. Mentre se la lingua è molto differente dalla propria, ovviamente, le difficoltà aumentano. I fattori che incidono nel rapporto tra dislessia e lingua straniera sono la trasparenza ortografica e l’affinità linguistica. This project was created with the aim of examining the learning process of L2 by speakers with similar L1, with particular attention to Spanish and Italian. The topic concerns both the theoretical and practical aspects of learning L2 similar to L1, and its thematic core is linked to the classic issues of mixing and transfer. Starting with a general overview of the relationship between interlanguage and second language acquisition processes, I decided to analyze all the elements that affect the learning of related languages, focusing on the role of L1, on contrastivity, on the action of transfer and on the interlingual influence, highlighting the various types and manifestations. I observed the interlanguage both as a product of a learning process on which to model a didactic action, and as a system of its own and closely linked to the learner's L1. The Interlanguage represents an independent linguistic system consisting of a series of observable data that reflect the learner's attempts to express himself in a foreign language he does not yet know well. Therefore, the interlanguage contains all the information necessary to understand the level of learning and its analysis allows to verify if the learner is really developing the competence in the new language or only continues to manipulate his own. For this reason, I decided to transcribing an inter-language corpus of Spanish spoken by Italian speakers, students of the Faculty of Languages of the University of Salerno who were monitored during the three-year course of the three-year degree. It is a corpus of many written and oral productions; the material had already been collected but had to be fully cataloged and transcribed. Once this was done, I moved on to an initial classification of errors divided by year and type of production (written or oral) and then I analyzed them with the aim of identifying the most problematic areas and errors that tend to fossilize. A particular interest was devoted to morphology and syntax with the aim of verifying to what extent the mother tongue tends to prevail over the language being learned. In general, it is possible to think that the affinity between L1 and L2 favors the different types of errors and greater mixing between the two languages. Furthermore, the morphology and syntax reveal many hidden characters of the learning phases and studying them can help to understand, correct and, if possible, prevent some errors. Giving the right importance to these areas can promote correct learning from the initial stages, as correcting some incorrect aspects may prove impossible in the following stages. All these aspects are related to the role played by L1 and to the deceptive similarities linked to the strong proximity. In addition, I chose to dedicate a small part of the thesis to learning foreign languages in students with dyslexia, highlighting the fact that some languages amplify the manifestations of dyslexia, while others attenuate them. The subject's skills can be developed in different ways, this depends on the foreign language they decide to study and on their mother tongue. In fact, if students choose to learn a language very similar to their own, they will have less difficulty because they will have already acquired strategies in their own language. While if the language is very different from one's own, obviously, the difficulties increase. The factors that affect the relationship between dyslexia and a foreign language are spelling transparency and linguistic affinity.
Benedetta Baldi
ITALIA
Cappelli Deborah
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